Agonia

Il vento attraversava le mie dita
con il suo sospiro tagliente
sfuggendo, investendo, scindendosi tutto intorno.
Trasportando ricordi che tagliavano come lame
che affondavano nel mio corpo esausto.
Sarebbe bastato afferrare quella
che era stata lanciata al cuore,
quella che tu,
travestito da burlesco cupido
avevi impregnato con il tuo veleno
rendendola ancora piú tagliente,
e sarebbe finito tutto in un momento,
ma fallii.

Stordita perdevo i sensi
mentre lentamente mi smembravi arto dopo arto
organo dopo organo
attento a lasciare per ultima
quella massa rossa,
che ancora pompava nel palmo delle tue mani.

Sapevo, che la fine era vicina ormai,
presto anche il dolore di quelle memorie
si sarebbe trasformato in una visione sfuocata di un vecchio film.
Dolce amaro era il sapore di quella morte
indescrivibile l’estasi, l’abbandono , la confusione
mentre mi accarezzavi
donandomi quell'ultimo sguardo
aspettando la mia dipartita,
una domanda sussurarono le mie labbra prima di abbracciare il sonno eterno:
Non avevi capito che ti avrei donato comunque
la parte più preziosa del mio essere?

© Diana Mistera 2010


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