venerdì 8 luglio 2022

LA CADUTA

 E caddi...

mi sembrò di cadere all'infinito.

Atterrai come un peso morto,

in un deserto

le orecchie fischiavano

il silenzio era talmente pesante che iniziai ad urlare,

ma non riuscii neppure a sentire la mia voce.

Le mie ali spezzate, ormai uno scheletro,

denudate da tutta la bellezza che avevano avuto.

Il cielo rosso e nero,

intorno neppure l'ombra di un fantasma.

Da lassù sembrava tutto diverso.

Intorno a me era solo un panorama degno dell'Apocalisse,

forse dritta nell'Apocalisse ero finita,

quando ormai tutto era stato spazzato via.

Iniziai a camminare 

Camminavo a stento,

da dove veniva tutta quella fragilità?

Era forse dolore quello che stavo provando?

Ogni singola parte del mio corpo faceva male.

Le mani erano coperte di polvere, così come le gambe,

il torso, i piedi, il viso,

ma il dolore lancinante che sentivo di più era quello al petto,

all'altezza del cuore.

Non sarebbe bastato trovare un rifugio per riposarmi,

quel dolore li non sarebbe passato.

Eternamente condannata a sentire quel vuoto.

Una figura con un sorriso meschino si avvicinò.

Le sue vesti erano eleganti.

Io ero ricoperta di stracci.

Guardai il diavolo dritto negli occhi,

pensai perché non ero rimasta a marcire al suolo, e mi disse:

“Fa male cadere dall'alto...”

Iniziai così a strisciare per sopravvivere,

e chissà,

forse un giorno mi sarei ricordata come si fa a camminare.


©Diana Mistera 08.07.2022






domenica 12 dicembre 2021

Buon Viaggio Anne

Anne Rice 4 ottobre 1941-11dicembre 2021


Sono mesi che non scrivo, e avrei voluto farlo in una circostanza migliore.

Questa mattina al mio risveglio, la prima notizia che ho letto é stata quella che Anne Rice, la regina dei vampiri, la mia mentor, colei che con i suoi preziosi consigli mi ha aiutato a superare i vari blocchi e insicurezze che avevo sul mio essere una scrittrice, é morta. 

Sono scoppiata in lacrime incredula.

Questo mese non é stata la mia unica perdita quindi si, dichiaro davvero questo mese, il mese più brutto di questo 2021.

Anne era un'animo gentile, amava i suoi fans come noi amavamo lei. 

Ricordo la mia incredulità quando le avevo scritto una mail, all'indirizzo che era nel suo sito, dicendole che ero anche io un'aspirante scrittrice, ma stavo avendo tanti dubbi, tante paure ed il famoso blocco dello scrittore, e poche ore più tardi trovai, la sua risposta in posta dove mi scrisse di non arrendermi, di scrivere scrivere e scrivere, o quando in un altra mail mi comunicò di aver apprezzato moltissimo la mia recensione Of Love and Evil, dicendomi che era scritta molto bene e che l'avrebbe inserita in tutti i suoi canali. 

Quel giorno piansi di gioia, fu uno dei più importanti per me, la guarigione da un trauma lasciatomi da una insegnante all'Università,  quella di Anglo-Americano, che non mi faceva passare i test scritti, per accedere agli orali, perché non ero molto presente alle lezioni, nonostante le spiegassi che lavoravo per mantenermi agli studi, e mi disse chiaramente che io non sapevo proprio scrivere in inglese, che dovevo scegliere lavoro o Università, uno dei giorni più bui della mia carriera Universitaria, che poi alla fine dovetti scegliere, e il mio sogno di fare una tesi sulla Beat Generation, o appunto su Anne Rice, svanì, come la mia laurea; io che ho la madre inglese, secondo lei non sapevo scrivere, non ero degna di laurearmi...

Quelle parole erano venute  da Anne, che era una scrittrice, mica una professoressa canadese che stava alla cattedra perché raccomandata! E Anne mi aveva detto che la mia recensione era davvero scritta bene, e quando scrivi una recensione fatta bene, devi saper scrivere, e la scrissi solo in inglese, con un'attenta analisi pure del testo...

Ho sognato e pianto sui suoi libri, sognato di Lestat il Vampiro, o delle streghe di Mayfair nutrendomi delle loro storie, dimenticando persino di mangiare o dormire quando leggevo,  mentre lentamente la mia passione cresceva e la voglia di diventare come lei pure. 

Sognando di vedere un mio libro accanto ad uno suo, un giorno.

Ti ho delusa un po' cara Anne, ho smesso di scrivere... 

Ogni volta che apro il documento di word, sto ore a fissare lo schermo bianco, con 3 storie quasi finite, senza riuscire a finirle...forse adesso da di la, mi aiuterai a superare questa cosa, come hai spesso fatto quando eri qui fra noi...lo spero davvero tanto, per onorare la tua memoria e per me stessa, perché lo so che ho tanto da offrire e raccontare al mondo della scrittura, ai vampiri, agli angeli e alle streghe...continuare nel mio piccolo la tua legacy...

Mi mancherai tantissimo, anche se so, che riceverò le tue visite, e che vivrai comunque per sempre fra le pagine dei tuoi libri, che ho tutti...

Ti voglio bene Anne, te ne ho sempre voluto, e ti sono grata per tutto quello che mi hai dato, e che hai dato al mondo della scrittura, grata di essere vissuta nello stesso periodo in cui lo hai fatto tu.

Fai Buon Viaggio...




martedì 11 maggio 2021

NELLAMORE, DALLAMORTE

Era una tiepida giornata di Gennaio. Lux guardò il calendario, ricordando le parole del padre,  quando a Gennaio parlavano dei giorni della merla, uno scorcio di primavera in pieno inverno, perché i giorni della merla erano sempre caratterizzati da un tiepido sole caldo.

Decise di fare una passeggiata e raggiungere la chiesetta di legno  che da tanto tempo voleva visitare, costruita in un prato che si apriva proprio in mezzo al bosco. 

Arrivata a destinazione le sembrò proprio di entrare in un'altra dimensione, tanta era la pace e la tranquillità che emanava quel posto. Era senz'altro un posto usato per fare magia, intorno aveva ogni elemento: l'aria, la terra, il fuoco della griglia, tipico di posti del genere dove la gente andava a fare passeggiate per immergersi nella natura e come in molti parchi naturali finlandesi, la gente si fermava per mangiare, e l'acqua di uno dei tanti laghi che caratterizzavano quella parte della Finlandia. E lo spirito era in pace.

Prese il viale che portava alla porta e mentre camminava vide qualcosa luccicare nell'erba, si abbassò per vedere di cosa si trattasse, e vide un anello in argento.

Era antico di sicuro, lo prese e notò delle incisioni all'interno, pensò che fossero del, o della proprietaria/o, e pensò che di ritorno a casa sarebbe andata alla stazione della polizia per consegnarlo agli ufficiali e chiedere loro di fare un comunicato ufficiale, di sicuro chiunque fosse il proprietario o la proprietaria di quell'anello lo stava cercando per ogni dove. 

Ad uno sguardo più attento notò che era incisa una frase:

“Nellamore. Dallamorte.”  E come ogni donna farebbe, lo indossò; l'unico dito dove le stava perfettamente era l'anulare sinistro.

Sentì come una scossa elettrica attraversarle il corpo e perse i sensi. 

Al risveglio, si ritrovò nella stessa prateria ma non riconosceva tutto il resto intorno. 

Lux iniziò ad ansimare, dove era finita? Intorno era tutto nero, sembrava quasi fosse rinchiusa in una specie di sfera di cristallo, solo che fuori era il vuoto assoluto. Stava forse avendo un incubo? Si era forse improvvisamente addormentata nella radura? Si era elettro shockata  da sola, ma come? 

Ma no, ricordava che stava andando verso la chiesa e che nel viale aveva trovato un anello, lo stesso che adesso si trovava al suo dito anulare sinistro. Provò a toglierselo, ma invano. Non ci riuscì, come provava a levarlo, le bruciava la pelle. Anche i vestiti che indossava non erano più gli stessi.

Dove erano i suoi anfibi e i jeans? Indossava una veste candida, sembrava un abito da sposa, ma qualcosa non andava in quell'abito. Era stato come dimenticato, dimenticato addosso a lei. Accarezzò i pizzi della manica e pensò con il groppo in gola e in lacrime:

“Un amore dimenticato.”

Eppure il modo in cui era stato cucito, con cura e devozione dimostrava che, chi lo aveva fatto, aveva creduto in quello che simboleggiava. Come mai allora, la sua bellezza e sacralità era ingiallita? Era stato bianco una volta, Lux questo lo sapeva. Era stato cucito per un amore speciale, che però non si era dimostrato tale, per questo era invecchiato ed ingiallito addosso a lei.

Si sedette sconsolata sulla panca che era fuori dalla baita che era stata una chiesa prima. Forse era morta e quello era il limbo e chi aspetti nel limbo? Doveva fare i conti con i propri pensieri e le proprie azioni. Questo fai nel limbo.

Emil stava facendo trekking nel bosco.  Non aveva mai visitato quel luogo nonostante non fosse distante da casa sua, ma fra le tourné ed i dischi non si era mai dedicato profondamente alle passeggiate, se non in posti che già conosceva, ma una pandemia era esplosa e quindi tutto si era fermato. Costringendolo a fermarsi. E a lui non piaceva stare fermo, si sentiva prigioniero in quell'immobilità. Non poteva più viaggiare; di fare concerti non se ne parlava, era ancora troppo pericoloso, dato che un vaccino per quel dannato virus ancora non era stato trovato, così perché non approfittare? Infondo la sua filosofia di vita, da un po' di tempo era diventata quella di vivere nel momento  e se l'Universo aveva spedito una pandemia, aveva avuto le sue ragioni, e per lui ritirarsi un po' dalle scene non sarebbe stato poi così male. Certo si era tenuto occupato, era stato come la formica, che fa le scorte per l'inverno, aveva lavorato molto. Troppo. Aveva sfornato nuova musica, nuove collaborazioni, un nuovo libro e persino una sceneggiatura per un film horror.

Si nascondeva dietro al fatto che doveva essere attivo per raccogliere, quando in realtà lo aveva fatto per non sentire la pesantezza del cuore. La pesantezza di quella solitudine che aveva deciso di avere, forse perché non si sentiva degno di quell'amore che dentro di se aveva sempre creduto esistere, ma non per lui, perché amare in modo così profondo significava anche esporre la propria vulnerabilità, e ogni volta che aveva abbassato le difese, il muro che si era costruito negli anni intorno, aveva sofferto.

Aveva approfittato di quella tiepida giornata di maggio per addentrasi in quel boschetto che da tanto desiderava esplorare. Sentiva che alcune cose stavano cambiando anche dentro di se. 

Oltre alle passeggiate in posti ancora da esplorare, la pandemia aveva reso possibile fare un lavoro di introspezione. Le passeggiate lo aiutavano anche a fare questo. Doveva pure guarire, doveva rompere quei limiti che si era imposto e forse adesso era pronto a farlo.

Camminava ascoltando il canto degli uccelli, stando anche attento a non disturbare qualche serpente. Era primavera e si erano svegliati anche loro. Si era attrezzato bene, aveva gli anfibi e nello zaino anche il kit di emergenza in caso di uno sfortunato incontro con una vipera. 

Intravide da lontano una specie di rifugio. Quelli che incontri nei parchi protetti, per gli esploratori o gli amanti di trekking, per riposare, in caso di pioggia o neve, magari rifugiarsi ed accendere un bel fuoco, o semplicemente per mangiare qualcosa di caldo, fermarsi mentre tutto, altrove, è ancora in un movimento frenetico. Perché non approfittare? Infondo aveva camminato per ore. Poteva permettersi una pausa.

Man mano che si avvicinava, notò che non era proprio un rifugio, era una baita ed era abitata. 

Una signora sedeva sul tavolo fuori. Sembrava una strega in tutto e per tutto. Sul tavolo aveva la sfera di cristallo, circondata da dei tarocchi. 

Aveva un turbante di seta rossa, indossava braccialetti  e collane con vari  cristalli. Ne riconobbe diversi perché Emil si interessava di magia da anni ormai. Conosceva le varie proprietà di ogni cristallo che vide indossato dalla strega. Sulla porta dello chalet erano acchiappa sogni e teschi di renna. Non era facile incontrare una strega del nord di questi tempi, ma li stava seduta e lo stava invitando a sedersi davanti a lei. 

La donna sorrise invitante, ad uno sguardo più attento era molto sensuale pensò Emil. Nella triade di Ecate sarebbe stata la fase della Donna, poco prima di diventare la Crone.

Aveva delle forme abbondanti. La tunica bianca aveva una bella scollatura ed i seni una bella forma. Era l'immagine della fertilità, della femminilità, della Madre. Emil ne era attratto, molto attratto.

“Scegli una carta” disse la  strega. 

Emil era titubante, l'incantatrice continuò “Dai coraggio, le mie carte non hanno ancora ucciso nessuno...”

Emil prese una carta e quando la cartomante la girò era l'Asso di Coppe. Emil sapeva benissimo il significato di quella carta, fra quelle del mazzo dei tarocchi, era quello che aveva sempre temuto. 

La strega sorrise sensualmente e continuò:

“Scegline un'altra...”

La seconda carta che uscì fu quella della Morte.

“...e un'ultima”

La terza ed ultima carta che scelse fu quella Del Mago. 

La strega aveva a qual punto un sorriso consapevole, e disse ancora:

“Dimmi viandante...cosa vedi nella mia sfera di cristallo? Mi vedi? Chi e cosa vedi ogni notte prima di addormentarti? Vedi Amore o Morte?”

Emil guardò la sfera, e come era successo a Lux, fu risucchiato all'interno.

Come Lux si ritrovò di fronte allo stesso edificio, come Lux, era dentro la sfera di cristallo e intorno era il vuoto. 

Era confuso, pensó che la strega gli avesse fatto un qualche incantesimo, e ben presto realizzò di non essere solo.

Si diresse verso l'edificio e notò una donna vestita di bianco seduta sulla panca. 

La donna alzò lo sguardo su Emil. 

Era forse arrivato finalmente l'angelo che l'avrebbe portata via da quel limbo?Ne aveva tutte le sembianze. Era finalmente giunto il momento di tornare a casa?

L'anello al dito di Lux emanò un fascio di luce che si alzò verso un punto preciso della sfera, rompendola. 

Emil si avvicinò a lei con il forte impulso di stringerla se. E guardandola intensamente negli occhi disse:

“Si è sempre trattato di te.”

Le sue braccia avvolsero i fianchi della donna, entrambi ascesero. 

Quello che era sembrato loro il vuoto, in realtà era l'Universo, che li accolse nella loro forma più divina. 

“Nellamore, Dallamorte” entrambi sussurrarono prima di sigillare il loro destino con un bacio.


© Diana Mistera 11.05.20121

©picture  Diana Mistera Helsinki 2020







giovedì 31 dicembre 2020

AUGURO A TUTTI UN ANNO MIGLIORE

 Da sempre questa é la giornata dell'augurio di Felice Anno Nuovo. 

Quest'anno non me la sento di usare la parola Felice bensì Migliore.

Chi lo avrebbe pensato che l'anno scorso, nel fare gli auguri, stavamo entrando in uno degli anni più difficili della nostra esistenza come esseri umani in questo pianeta, in questa esistenza?

Ecco appunto...nessuno di noi, neppure i medium più famosi...

Certo, quando feci la ruota dell'anno coi tarocchi, qualcosa avevo visto e c'era una carta che mi colpì talmente tanto che ancora mi fa paura, e che non riuscii ad interpretare come legata a me, proprio per la paura che mi suscitò. Era la carta  della perdita emotiva, che di solito implica, secondo il manuale, la perdita di qualcuno caro, e non ero davvero pronta per un'altra perdita. 

Ma non gira tutto intorno a me no? E soprattutto, niente va secondo le istruzioni del manuale, perché siamo esseri umani in continuo movimento anche quando tutto ci sembra stagnante in 3D, siamo forme energetiche quindi in 5D niente é stagnante, c'è sempre un motivo per cui siamo chiamati a fermarci e riposare nella realtá in cui viviamo.

Questo sto anche imparando nel mio lavorare con i tarocchi e gli oracoli. Gli spiriti, le Guide, non ti dicono solo cose che riguardano te...ma che riguardano un collettivo, un collettivo di cui fai parte. Di sicuro questo era uno dei motivi per cui quella carta non la sentii direttamente mia; e mi capita spesso quando faccio le stese, che tutto sembra connettersi come un puzzle poi c'è una carta che non c'entra niente, ecco quella carta magari é la più importante di tutta la stesa, e a me succede che continuerà a rimanere nella mia memoria, fin quando non trovo la spiegazione; sto imparando a considerarle queste carte che non cëntrano niente con le altre, senza pensare o dubitare che tutta l'interpretazione delle altre carte non é giusta. 

Il 2020 per me é quella carta che non c'entra nulla con le altre, eppure mi sta insegnando ad avere una visione più ampia, a vedere le cose, le situazioni, da una prospettiva diversa.

Molti medium avevano percepito un cambiamento drastico, ma una Pandemia? No, non era passato nell'interpretazione di nessuno. 

Di perdite emotive in questo anno ce ne sono state tante a livello collettivo, perché uno sguardo più ampio a questa carta suggerisce la perdita di contatti emotivi, o la perdita di contatti in generale, e questo la pandemia ha portato. La perdita emotiva é la frustrazione che si sente a non poter abbracciare strette le persone a noi care. La perdita emotiva é la perdita di contatto con le persone, é un'agonia vedere una persona che ami incondizionatamente, e non riuscire neppure a toccarla, quello che hai sono le sensazioni che un contatto non contatto ti ha lasciato, i giochi di sguardi, la reazione chimica, e ti aggrappi a quelle sensazioni come un assetato si aggrapperebbe all'acqua nel deserto, e ti manca quel mancato contatto, ti manca tantissimo, e quando il ricordo non ti basta più, la frustrazione é insostenibile, eppure, pure questo ti aiuta a crescere, a fare il passo successivo. Trovi le soluzioni per continuare a fare quello che ami, quello che senti come la tua missione, certo impieghi un po' ad abituarti, ma proprio quello che ami ti da' la forza di guardare avanti, perché dopo la notte, viene sempre il giorno, dopo l'oscuritá arriva sempre la luce, é il naturale corso di tutto...

Il mio 2020 non é stato orribile, é stato a sará ancora per un po' nel 2021 difficile, lo sará per tutti.

Ho cambiato lavoro, e sono grata di aver lavorato e continuare a lavorare quando in molti stanno affrontando disoccupazione o cassa integrazione.

Sto chiudendo un ciclo davvero grande della mia vita che aprirà le porte ad un nuovo inizio.

Sono evoluta come essere umano grazie al cammino spirituale in cui sono.

Certo, mi mancano gli abbracci, mi manca la spontaneità che avevo nell'approcciare le persone, perché questa pandemia ce l'ha tolta questa spontaneità. 

Mi manca l'andare a Helsinki o Turku, perché é troppo rischioso, o Italia, Torrita, per lo stesso motivo. Andare ai concerti...andare a nuotare in piscina...

Queste cose torneranno. Torneremo ad abbracciarci a bere insieme fosse anche solo un caffè spensierati.

Se abbiamo imparato qualcosa da tutto questo, perché c'è una lezione molto importante dietro a questa pandemia, apprezzeranno molto di più questi gesti, proprio perché la lezione da imparare é NON DARE NULLA PER SCONTATO, io l'ho imparata questa lezione.

Quindi a tutti voi, auguro UN ANNO MIGLIORE, e lo auguro anche a me stessa. 

Love and light ❤️




martedì 17 novembre 2020

LA RADURA DI MISS PEMBROKE- Lacey Black- Astro Edizioni

Dorset, 1820. Catherine Pembroke proviene da un'importante famiglia nobile. Alla prima giornata di bel tempo, decide di fare una passeggiata nella radura in mezzo a un bosco che ama molto. Lì, si sofferma a osservare i fiori, ma ben presto incontra George Basset, un giovane di bell'aspetto, che le regala un fazzoletto e la scorta fino a Pembroke Hall. Durante i balli e le cene della stagione appena iniziata, la ragazza ha occasione di incontrare più volte Basset, per il quale comincia a provare un sentimento che prende forme inaspettate. Nel frattempo, quasi ogni notte, Cathy si abbandona al Sogno, che le fa provare le vette più alte del piacere e l'aiuta a comprendere cosa sia l'amore. Così, Catherine si trova ben presto di fronte a un bivio: amare George Basset, o continuare ad amare in modo passionale un Sogno?


Recensione di Diana Mistera

Torniamo a fare recensioni in italiano. Eh si, mi ero un attimino allontanata perché il leggere era diventato un dovere più che un piacere e non mi andava bene questa trasformazione, dato che per me leggere é da sempre un modo per lasciare questa realtà e catapultarmi in un'altra, rilassarmi, essere senza pensieri, doveri e preoccupazioni della vita quotidiana, e non é forse questo il compito della lettura?

Ecco questo libro é riuscito in questo intento.

Non é una lettura lunghissima, quindi mi ha fatto dono di due giorni di completa leggerezza e me lo sono infatti letto tutto con calma.

La storia si svolge nel 1820, e l'autrice é perfettamente riuscita a rappresentare questa epoca nella storia, con descrizioni molto dettagliate sia del paesaggio che delle ville e dei giardini, che del bon ton in uso in quegli anni,  nella media alta società dando a questa lettura quella marcia in più. 

Ho amato il modo in cui ha diviso il mondo onirico della protagonista da quello della realtà, dividendo questi due elementi, anche nella scelta del carattere di scrittura, io avendo letto il manoscritto, spero davvero che sia stata mantenuta questa distinzione anche nella versione definitiva pubblicata da Astro Edizioni, perché da alla storia quel tocco in più che ti spinge a continuare la lettura e anche una certa linearità.

La storia la leggiamo con gli occhi di Miss Pambroke ma, mi sarebbe piaciuto però capire e leggere di più di Mr. Basset, ma credo che non sia stato pensato come un romanzo, ma un racconto lungo, quindi va bene la struttura che gli è stata data. 

Le scene erotiche sono descritte bene e non entrano mai sul volgare dato che ci troviamo di fronte ad un genere rosa.

Solitamente non amo questo genere, ma l'ho trovata una lettura piacevole e la consiglio agli amanti del genere.




martedì 28 luglio 2020

VANITÀ

Vanità ti ha soggiogato con la sua viltà

proprio tu

figlio adottato da quella rumorosa notorietà

abbattuto dalla tua stessa superficialità

ti abbandonò proprio lei, la creatività.

Ed io

innocente passante

in questo tempo errante

chiusa nel mio silenzio accondiscendente

inconsapevole mandante

di questo amore assente.

Cibo accattivante

le parole che scrivo guidata dal fuoco

del mio cuore agonizzante

le stesse che dedico a te

mio incosciente amante.

© Diana Mistera 28.7.2020 Precedentemente scritta nel 2012




martedì 30 giugno 2020

SOTT'ACQUA

Non vedo il fondo in questo mare
e la tempesta é vicino
sento il suo tocco tagliente sulla mia anima.
Non vedo se sotto  di me
ci sono lucci 
o squali, che potrebbero inghiottirmi con un solo morso.

Tu puoi vedere 
anche nella profondità della superficie
lo so, la stessa profondità la porti con te,
ma vedi solo gli squali, eppure
mi incoraggi ad osare
perché non ti fidi dei tuoi sensi.
Non ti sei mai immerso così pericolosamente vero?
Neppure io.
E la superficie dell'acqua
riesce a trovare il nostro tallone di Achille
e come una lancia ci colpisce senza pietà, senza avviso.

Tu questo mi fai...
mi porti alla deriva 
sempre più lontano dalla spiaggia sicura
ed ho le vertigini e sono spaventata
ma sento la tua voce chiamarmi e non posso più ignorarla
anche se non capisco se sia un grido disperato
per allontanare gli squali...o me.

Mi hai fatto scoprire di avere un potere segreto 
non mi voglio più  nascondere
non voglio bloccarmi, non voglio scappare
non voglio perderti, combatterò per averti
per raggiungerti, non mi arrenderò.


Lo senti, quando sott'acqua grido forte il tuo nome?
Sto annegando o salendo di nuovo alla superficie?

© Diana Mistera 2020



Cristiana Meneghin , Le Gemme Dell'Eubale- blogtour

LA CADUTA

 E caddi... mi sembrò di cadere all'infinito. Atterrai come un peso morto, in un deserto le orecchie fischiavano il silenzio era ...