lunedì 19 marzo 2018

MELISSA CASTELLO -IL BACIO DELL'ANGELO PERDUTO- SEGNALAZIONE

Ciao a tuti
Eccomi di nuovo a voi.
Oggi, con una nuova presentazione dell'autrice emergente Melissa Castello



Trama:

Lei lo ama da sempre. Lui la odia a tal punto da aver perso se stesso.
Patrick ha perso tutto. Anche la sua stessa umanità. Ha rinunciato alla sua vera natura a causa di Cat. E ora l’unica cosa che desidera è ottenere la tanto agognata vendetta che brama da anni, da quando è ritornato in città. Finalmente il momento giusto sembra essere arrivato, ma proprio quando si ritroverà a vivere a stretto contatto con lei, qualcosa di imprevisto e dimenticato torna a galla, portandolo a soffocare la sua vera essenza e ciò che essa nasconde.

Tra segreti e rancori passati, riuscirà Cat a ritrovare il ragazzo che si nasconde dietro l’anima perduta di Patrick?



Estratto 

Avevo il cuore in gola e temevo che lui potesse sentirlo pulsare, avvicinandosi.
Deglutii a vuoto e finalmente trovai il coraggio di alzare lo sguardo e perdermi nei suoi meravigliosi occhi verdi oscurati dal desiderio.
Soffocai un sussulto quando mi accorsi che anche lui mi stava fissando.
E come mi fissava… Come avevo sempre desiderato.
Mi sentii completamente persa, intrappolata da quegli occhi che m’inchiodavano e m’ipnotizzavano.
Questa volta non riuscii a distogliere lo sguardo al quarto secondo, come facevo sempre.
No, questa volta, rimasi lì, con il cuore che mi esplodeva nel petto e le mani serrate dietro la schiena, incapaci di muoversi.
Quando il suo profumo mi arrivò ai polmoni, mi sembrò di perdere il contatto con la realtà.
Non si era mai avvicinato così tanto a me e in quel momento sarebbe bastato un respiro un po’ più profondo per sfiorargli la maglietta con il petto.
Andai in apnea e aspettai.
Immobile.
Incapace di muovere un muscolo o anche solo di respirare o pensare.
Inebetita da quella vicinanza che mi spaventava e desideravo nello stesso tempo, da quando il mio cuore aveva iniziato a battere per lui molti anni prima.
Lentamente allungò il braccio e mi sfiorò la guancia con il dorso della mano.
Dovetti usare tutti i miei sforzi per non strofinarmi contro di lui come una gatta in cerca di coccole.
M’imposi di rimanere ferma.
Non sapevo perché, ma c’era qualcosa che mi diceva che avrei fatto meglio a non muovermi oppure a scappare lontano, qualcosa che mi faceva stringere i palmi sudati delle mani intorno a un pugnale che tenevo nascosto dietro la schiena.
Sentii la lama tra le dita.
Non avevo idea del motivo per cui io dovessi tenere quell’arma, ma ero sicura del fatto che lui non doveva assolutamente saperlo.
Strinsi le dita con ancora più forza fino a ferirmele, sentii il sangue colare sull’elsa dorata e cadere per terra, ma non percepii dolore.
La vicinanza di colui che bramavo da una vita, mi distraeva completamente e quando lo vidi chinarsi su di me, annullando le distanze fra noi, la mia mente si svuotò completamente.

Estratto 2 

Tutti quanti aprimmo il libro sull’ultimo capitolo affrontato in classe e su cui si svolgeva l’interrogazione. Con la matita in mano, cominciammo a fingere di prendere appunti con aria annoiata.
“L’ho di nuovo sognato” scrissi sul margine del libro. Diedi un’impercettibile gomitata a Spencer seduta vicino a me e senza distogliere gli occhi dal libro, le indicai di leggere il mio messaggio.
“Chi?” mi rispose lei accanto al mio appunto.
“Patrick” scrissi a caratteri cubitali.
Spencer mi sorrise felice.
“Anche questa volta vi siete baciati?”.
Con piacere notai che non si dimenticava mai di ciò che le raccontavo. Peccato che non avesse la stessa memoria anche per storia.
“Sì! È stato meraviglioso come sempre!” scrissi rapidamente emozionata e contornando il messaggio di omini stilizzati e cuoricini.
“Peccato sia solo un sogno!”.
Era vero, ma per oggi quello mi bastava.
Non riuscimmo a scriverci altro, dato che sia Susan, sia Matt ammisero di non aver studiato e il professore fece interrompere subito l’interrogazione per riprendere la lezione sulla guerra fredda.
Tuttavia non ero in vena di ascoltare la lezione, così riempii la pagina di cuoricini con all’interno le iniziali P.S., Patrick Starfox.
Di tanto in tanto lanciai qualche occhiata verso di lui, che si trovava leggermente spostato dietro di me, a sinistra e a poco più di due metri di distanza.
Alla terza occhiata mi accorsi che anche lui mi stava fissando.
Mi guardava con uno sguardo indecifrabile.

Accennai un sorriso, ma lui rimase imperturbabile nella sua bellezza mozzafiato.


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Non mi rimane che augurarvi una buona giornata e una buona lettura!
Alla prossima!

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