ED ALL'IMPROVVISO RICORDAI....

Era iniziato cosí da un semplice sogno che mi era rimasto in mente per molto tempo, anzi, fino al momento in cui incontrai il ragazzo del sogno.
Era un periodo angosciante, come ogni anno il mese di novembre é sempre stato un periodo angosciante, non a caso novembre é detto il mese dei morti, giá perché la mia anima comunque in questo mese vive una vera e propria agonia..é morta.
Cosí feci un viaggio, un viaggio con due amiche: Naive ed Elder. L'una portava con se l'innocenza della giovinezza, l'altra portava la memoria dimenticata.
Andammo in un paese che avevo detto di conoscere,si trovava ai piedi di un monte, era un paese molto antico, ma quando arrivammo capii che non lo conoscevo per niente. Dovevo raggiungere una torre, che volevo mostrare ad entrambe, ma come attraversai la porta capii che non avevo idea di dove andare,eppure c'ero stata cosí tante volte...

Iniziammo il cammino entrando da una porta ad arco che dava sulla parte antica del villaggio; notai dei monumenti che non avevo mai visto prima: erano in pietra scolpiti sulla montagna erano 3 figure dalle quali non riuscivo a staccare gli occhi erano 3 visi di cui non distinguevo i tratti, ma tutti e tre ricordavano qualcuno che era stato una parte della mia vita, ma che avevo dimenticato.
Dissi alle mie compagne di viaggio che ancora sapevo dove si trovava la torre e che dovevano seguirmi, che la strada era quella giusta nonostante non riconoscessi nulla; vidi negozi familiari, ma quando vi entrai non c'era nulla di come li ricordavo, vidi dei bar familiari ma anche in essi, una volta entrata nulla riconoscevo, eppure continuavo ad essere convinta che stavamo per arrivare a quella maledetta torre che comunque non ricordavo il motivo per cui dovevo andarci.
Quando improvvisamente, mi prese un bisogno incontrollabile di cercare un nome e mentre sfogliavo le pagine degli elenchi telefonici Naive si perse.

Dovevamo proseguire,il tempo stava per scadere ed io dovevo portare Elder alla torre, almeno lei l'avrebbe vista, ma le strade interne si svincolavano nel paese come tanti serpenti infiniti, e mi resi conto ci eravamo perse di nuovo, eravamo tornate nuovamente ai piedi del monte in cui erano scolpiti quei 3 visi, erano familiari molto familiari, ma ancora non ricordavo chi fossero. Stanche decidemmo di pernottare in una pensione, e mentre stavamo riempiendo i documenti trovai finalmente quel nome: Marian, da quel nome risalii al numero di telefono perché avevo bisogno di chiamarlo, e quando l'ebbi scritto ed andai per controllarlo di nuovo, era scomparso; nel frattempo Elder mi seguiva silenziosa, ritrovammo Naive, in compagnia di un uomo che sapevo essere un amico dell'abitante della torre, ma adesso avevo ritrovato il nome ed avevo ritrovato il numero di telefono, la torre poteva aspettare, fu in quel momento che Elder parló e disse
ma non siamo venute fin qui per trovare la torre? Come mai adesso sei ossessionata dal nome Marian...eppure alla torre lo sai benissimo che qualcuno ti ama..e ti sta aspettando”
si si...”risposi frettolosamente” devo chiamare Marian devo vedere Marian...devo sentirlo...” Elder scosse la testa e Naive gridó...” ehi stasera in paese c'é un concerto di un gruppo..dai andiamo a vederli...dai dai...”

Sia io che Elder fummo costrette ad assecondare Naive,anche solo per farla stare zitta e la sera andammo al concerto, Elder silenziosa stava in un angolo mentre io ero con Naive e avrei voluto essere in un altro posto, pensando solo ed esclusivamente a Marian.
Il posto non era grandissimo ma tutta la gente al concerto era eccitatissima, dicevano che il cantante di quel gruppo fosse di una bellezza abbagliante, con una voce bellissima che peró sulla sua testa era un orribile maledizione, io feci spallucce, non credevo alle maledizioni. Il giovane fece il suo ingresso nel palco, ed inizió a cantare, effettivamente la voce era davvero bellissima, e cosí pure lui. Scese e si incamminó fra il pubblico tutte ridevano felici, molte incontrarono il suo sguardo, e quando arrivó davanti a me, il mio sguardo incontró il suo, vidi la paura nei suoi occhi, sentii dolore nei miei, continuavo a pensare a Marian, poi improvvisamente ricordai una frase ” amor che tanto ho amato, amore mio perdono, il nome che hai dimenticato, nel cuore tuo dimoro...” ed improvvisamente il bellissimo Adone non riuscí piú a cantare. Elder mi guardó e disse
Lo ricordi adesso? Inseguilo, amalo, e la sua voce tornerá a cantare”
Iniziai a correre, lo trovai seduto ad un bar. Aveva gli occhi verdi, e dei lunghi capelli castani sulle spalle, le labbra carnose, mi guardó, la consapevolezza aveva preso il posto della paura.
Mi raggiunse prima Naive e poi Elder, lui si alzó era alto piú alto di me, Elder sussurró ” ti eri dimenticata di lui...adesso ricordi..ricorda l'amore che vi lega...ricordalo...” e scomparí, e quando improvvisamente ricordai, scomparve anche Naive abbracciata alla sua ossessione.
E ricordai le sculture nella montagna, e quando le guardai di nuovo, riconobbi Elder, Naive e... lui: quell'Adone di cui la mente aveva dimenticato il nome, ma il cuore non ne aveva dimenticato l'amore.

© Diana Mistera 2011




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