IL LIBRO DELLE ANIME -Glenn Cooper

IL LIBRO DELLE ANIME -GLENN COOPER-
Edizioni NORD
Recensione Diana Mistera

Glenn Cooper e’ un autore che troppo spesso viene messo a confronto con Dan Brown, ma a mio avviso il suo stile e’ di gran lunga migliore.

Purtroppo non ho ancora letto il suo primo best seller “ La Bioblioteca dei morti”; sono partita direttamente dal suo secondo libro, “ Il Libro delle Anime”, non senza una certa preoccupazione di avventurarmi in un impresa che mi avrebbe portato ad un totale fallimento di comprensione, avendo un pregiudizio e cioé che i riferimenti al precedente libro sarebbero stati talmente tanti, che non mi sarei goduta la lettura. Mi sbagliavo e sono felice che non sia successo quello che temevo.

Il libro delle anime si apre con l’ introduzione di una casa di aste che e’ specializzata nella vendita di antichi libri, che hanno appena ricevuto uno stock di 15 casse da un vecchio Lord inglese: Lord Cantwell. Fra tanti libri di piú o meno valore, il direttore Toby Parfitt ne trova uno molto antico, datato 1500 ma immediatamente ad una prima occhiata e allo sfogliare delle prime pagine, capisce essere risalente almeno al medioevo. Non ha un titolo, non ha un autore ha semplicemente 4 numeri incisi a mano nel dorso del libro ed a caratteri molto grandi: 1527. Immediatamente cattura l’attenzione del vecchio direttore, dando vita ad un legame invisibile fra i due. Ma deve essere venduto ed il direttore spera che ne ricaveranno molti soldi. Si preparara a mettere all’asta tutto lo stock compreso questo antico libro che ad un primo sguardo, sembra un semplice registro delle morti e delle nascite.

Ma non e’ un semplice registro, non e’ un semplice libro, e’ un volume che e’ stato sottratto dalla Biblioteca dei Morti, e che sta per scatenare un inferno nella vita dei nostri protagonisti, e che verrá acquistato all’asta, via telefono da un certo signor Spence, ex impiegato di una sezione speciale legata all’AREA 51, a capo di una associazione segreata tipo la massoneria dedicata al 2027.

L’ AREA 51 e’ uno dei punti che cattura immediatamente l’attenzione e la curiositá del lettore, che viene a conoscenza che una ricostruzione dell’antica Biblioteca dei morti, si trova proprio nei sotterranei dell’AREA 51, e quindi vediamo che Piper viene convinto dal Signor Spence a riprendere in mano il vecchio caso Doomsdale che era stato affossato. Inizia quindi un avventura che tiene il lettore con il fiato sospeso, fra sparatorie spionaggi e vecchi vizi che tornano alla luce,non senza sensi di colpa, la veritá storica si intreccia con la narrativa in modo eclatante, causando al lettore quello strano appetito di voler leggere tutto il romanzo in un sol fiato (421 pagine).

L’introduzione dei personaggi avviene in modo separato ed e’ molto meticolosa, le descrizioni sono molto precise e nello scorere della lettura si forma nella mente del lettore una fotografia molto chiara.

Il protagonista di questo romanzo, come di quello precedente é Will Piper, un agente dell’FBI in pensione anticipata, in seguito ad un accordo che scopriamo, seppure non avendo letto il primo libro,essere una specie di contratto, o polizza assicurativa alla vita, riguardante il caso Doomsdale, e la Biblioteca dei Morti, che Will Piper non ha molto digerito.

Cooper lega il fattore storico, con il fatore narrativo in modo molto naturale, e durante la lettura la curiositá diventa piú acuta grazie all’introduzione di fattori da sempre vincenti nei lettori come me, legati al mistero come il nome di Nostradamus, una lettera di Shakespeare ( sappiamo tutti che non ci e’ pervenuto nessun manostritto di questo fantastico autore), una lettera di Giovanni Calvino, tutte persone che questo famoso quanto mistico volume con inciso 1527 ha contribuito a cambiare le loro vite e le loro idee.

Il romanzo si svolge in modo davvero intrigante, con molti colpi di scena che cambiano il disegno che il lettore va facendosi durante la lettura che sorprende ed entusiasma.

Le descrizioni sia dei paesaggi che delle scene sono molto accurate e scritte molto bene, persino i dialoghi fra i vari personaggi appaiono naturali e non costruiti o forzati come a volte accade con altri autori dello stesso filone di Glen Cooper.

Il risultato che abbiamo e’ un romanzo intrigante dalla prima pagina all’epilogo, dove vediamo alla fine l’accenno a dei nuovi personaggi, che fanno sperare un seguito.

La cosa che mi ha sconcertato e’ la naturalezza con il quale sembra essere stato scritto tutto il romanzo, che sono senza ombra di dubbio caratteristiche del talento sia dell’autore che dei traduttori.

Diana Mistera 2010


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