martedì 6 gennaio 2015

PRINCE LESTAT -Anne Rice-

Recensione di Diana Mistera

Quando Anne Rice annunciò l'uscita di un nuovo capitolo delle Cronache dei Vampiri con protagonista il mio amato Lestat, non stavo più nella pelle, e appena fu possibile pre-ordinarlo, lo feci immediatamente su amazon.
Non sapevo cosa aspettarmi, ed evitai a priori di leggere tutti i post e le recensioni che venivano pubblicate perché non volevo sciuparmi la sorpresa; fu frustrante, perché seguendo la stessa autrice su facebook, mi sono vista costretta a non commentare i suoi post quando chiedeva di questo libro, perché ancora non lo avevo letto.
Adesso che l'ho finito, posso dire che l'ho amato. Ci sono stati dei punti in cui mi sono dovuta concentrare e ricordare gli eventi che erano stati narrati negli altri libri, sono passati diversi anni dalle mie letture della Regina dei dannati, Memnoch il Diavolo, Intervista con il vampiro;quindi ai nuovi lettori consiglio, prima di leggere Prince Lestat, leggetevi tutta la Cronologia dei Vampiri, perché altrimenti non capirete le caratteristiche ed il carattere dei personaggi.
La prima cosa che mi ha colpito appena ho aperto il libro, é stato introdotto un vocabolario della terminologia usata nel mondo degli immortali, che ho trovato affascinante e ben pensato. Come ho trovato ben pensato, la lista dei nomi alla fine del libro, come se si volesse dare una vera e propria cronologia degli eventi, fare un censimento, infatti vi leggiamo i nomi dei vampiri e quando sono nati ed i nomi dei “novizi”(fledgling), mettendoli quindi, nell'esatto periodo storico,ed ho trovato questa idea brillante, perché, parliamo di Prince Lestat, e la prima cosa che un Principe o un Re dovrebbe fare alla nascita di un nuovo impero, é proprio un censimento dei propri sudditi.
Come per la Regina dei Dannati, in questo libro sentiamo le voci di ogni singolo protagonista e quindi riceviamo un update di quello che ogni singolo personaggio della Cronologia ha fatto nel nuovo millennio, come, si é adeguato al nuovo millennio, dobbiamo infatti ricordarci, che ci sono immortali che hanno la veranda età di più di 2000 anni.
Ci sono nuovi immortali che non abbiamo mai sentito e c'è questa misteriosa Voce, che si insinua nelle menti dei vampiri e li spinge a distruggere i più giovani e c'è Lestat, il nostro Brat Prince, che ha scelto di vivere un periodo in isolamento nel castello della sua gioventù, dove viveva come un giovane aristocratico senza un soldo, prima che fosse “violentato” e forzato dal suo maker Magnus al Dono Oscuro, che improvvisamente viene da tutti scelto come colui che salverà questa nuova crisi,per il suo passato da rockstar, per essere stato colui che ha risvegliato Akasha dal sonno eterno, che sfidó tutti i vampiri del globo, ad uscire fuori dalle tenebre e mostrarsi; ed eletto Principe, ancor prima di chiedere il suo consenso.
Il nuovo millennio é il millennio di scoperte scientifiche e la Rice, mette questi millenari immortali, nella luce delle nuove scoperte,infatti incontriamo subito un medico, Fareed, portato nel sangue da uno dei più anziani: Seth, che porterà molte novità nella storia.
C'é Benji, uno degli immortali più giovani, portato ne sangue all'età di 12 anni, ma leggendo il suo personaggio ho avuto l'impressione che fosse un adulto, non un adolescente; e rappresenta la società di oggi appieno con il suo continuo broadcasting dal Trinity Palace,il suo continuo appellarsi agli anziani che si prendano le loro responsabilità e intervengano in questa ennesima crisi attraverso la sua internet radio.
Ogni singolo immortale in questo libro, fa i conti con la propria coscienza e colei che istiga i conflitti interiori nella maggior parte degli “anziani” e soprattutto in Lestat, é proprio la Voce. Questa Voce l'ho trovata affascinante, perché la sento in molti punti del libro, come una specie di Coscienza Universale, una entità che come tutte le entità, desidera crescere, conoscere, evolversi ma che é intrappolata in un corpo che non ha il minimo interesse di evolversi. Inizialmente ho odiato la Voce, ma via via che proseguivo nella lettura ho iniziato ad amarla e capirla.
Un altro personaggio che ho amato in questo capitolo delle Cronache, é Rose, la prediletta di Lestat dopo Louis, colei che Lestat ha salvato da un catastrofico terremoto nel Mediterraneo, ho amato l'innocenza di questo piccolo fiore, che come tutti gli innocenti, ha avuto una vita drammatica e difficile,é stata vittima di ingiustizie, violenza e cattiveria che la rendono ancora più speciale.
Devo dire che questo, più di altri libri, mi ha lasciato con un agonizzante senso di vuoto dentro quando sono arrivata all'ultima pagina, perché ho vissuto con ogni personaggio, e come succede spesso, quando vivi con dei personaggi a lungo, quando questi prendono una pausa da te, ne senti immediatamente la mancanza.
Lo stile é tipico della Rice, descrittivo, visuale, ipnotico. Man mano che leggi sei lanciata in quel mondo e vivi all'interno di esso. Cosa chiedere di piú ad un autore, se riesce giá a creare questa bellissima magia? Adesso non mi rimane altro che aspettare il sequel, per vedere se il mio intuito avrà visto giusto, oppure no.

© Diana Mistera 6.1.2015




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