martedì 7 maggio 2013

7.05.2013


Ed é proprio l'alba con la sua carezza a far perdere consistenza alle ombre che nella notte si divincolano nei miei sogni.
Attraverso il limbo con la mia solita incertezza, proprio lí al confine fra realtá e sogno divento insicura persino dei miei sensi, dubito della stessa esistenza del mondo che mi ospita in questa determinata fascia temporale, indecisa mi chiedo, se il viaggio notturno non sia stato altro che uno squarcio di una realtá parallela legata alla mia anima.
Ti sento,
il confine fra la vita e la morte é sottile come l'ago che incide la tua pelle.
Ho paura che Caronte preso da improvvisa pietá ti abbia concesso un' ultima visita prima di trasportarti nell'Ade.
Mi manca il respiro
mi sento soffocare
non riesco a muovermi e neppure ad alzarmi.
Aspetto il risveglio del sole per sfidare i pesi che mi sono crollati addosso, rimuovere quelle pietre che mi stanno immobilizzando, bevendo avidamente di quella luce, di quei ricordi, nel dubbio che a volte anche io potrei sbagliare.
Sono finalmente libera da quell'agonia, capisco si é trattato solo di un brutto sogno, forse.
Benvenuto Sole, benvenuta Luce, allontanate da me queste orrende ombre che puzzano di zolfo.
Portatemi da lui che forse sta ancora dormendo, cosí che lo possa dolcemente baciare sulla fronte, per sussurrargli ancora una volta quanto lo amo, per dargli la forza che necessita anche lui, nella sua battaglia con le sue ombre.
Siamo due guerrieri, due anime legate dallo stesso destino ma condannate eternamente ad incontrarsi nei sogni, rincorrendosi in una realtá completamente anonima.

© Diana Mistera 7.5.2013

 

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