Ed eccoci di nuovo,
nel punto esatto in cui l’ombra si addensa
e la notte trattiene il respiro.
Non c’è sorpresa nei nostri sguardi:
ci siamo sempre aspettati.
Il tuo richiamo non chiede permesso,
mi attraversa come una febbre lenta.
Provo a resistere,
ma il mio corpo ti riconosce
prima della mia volontà.
Non siamo mai stati separati,
solo legati da un filo invisibile
che si tende nel buio.
La luna è piena,
fredda testimone dei nostri ritorni.
Illumina ciò che cerco di nascondere
e ti conduce a me
come una condanna dolce.
I tuoi occhi blu, profondi
mi fissano senza fretta.
Nel tuo sorriso c’è una promessa
che non osa farsi parola.
Il mio cuore batte più lento,
come se stesse cedendo.
L’amore che sento non è luce,
è gravità.
Mi tira a sé,
mi scava dentro,
mi priva dei nomi.
Ogni aggettivo si spezza,
ogni parola si arrende.
Io, che ho sempre saputo dire,
di fronte a te taccio.
Resta solo il magnetismo,
resta solo l’attrazione oscura
che pulsa sotto la pelle.
Tu, leggenda nata dalla notte,
eterno vagabondo delle mie ombre,
mi hai marchiata senza toccarmi,
colpita dove non esiste difesa.
Ti amo profondamente,
anche quando cerco di fuggire,
anche quando mi perdo nel buio.
Perché qualunque strada io prenda,
la notte mi riconduce a te.
© Diana Mistera 2026
