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sabato 4 aprile 2026

SABATO SANTO

Oggi è il Sabato Santo. Il giorno del silenzio.
Un silenzio che pesa. Un silenzio che spaventa. Perché nel silenzio sei solo con i tuoi pensieri.
Sei a contatto con l’essenza più nuda di te stesso. Con l’umanità intera. E certi silenzi sono sacri.
Sento l’energia di questa veglia. Sento il peso di questo giorno sospeso.
Yeshua — perché questo era il suo nome — è morto. È stato sepolto.
Siamo in lutto.
La corona di spine. I chiodi. La croce. Un lenzuolo bianco a coprire un corpo martoriato. Come se coprire bastasse per dimenticare.Come se bastasse a giustificare.
È morto per noi. Si è sacrificato per noi.
E 2026 anni dopo, nello stesso luogo in cui tutto è accaduto, c’è ancora guerra.
Ancora odio.Ancora condanne.
Innocenti muoiono ogni giorno.Ogni giorno crocifiggiamo ancora, e ancora, e ancora.
Perché?
È una domanda che brucia. Faccio fatica a perdonare chi lo ha condannato.
Faccio fatica a perdonare chi oggi continua a farlo, ogni volta che un innocente viene ucciso in guerre senza senso, contro ogni suo insegnamento.
E allora mi chiedo — non solo oggi, ma ogni giorno — se meritiamo davvero il Suo perdono.

Quando ci interroghiamo sue questo, la risposta che troviamo non ci piace.
Per questo per alcuni, il silenzio è così insostenibile.
Ma forse è proprio lì, in quel silenzio che pesa come pietra, che siamo chiamati a scegliere.
A non essere tra chi crocifigge.
A non essere tra chi giustifica.
A non coprire per dimenticare.

Il Sabato Santo è il giorno dell’assenza. Ma è anche il giorno in cui il cuore decide da che parte stare. E nel silenzio, anche quando fa male, io voglio restare.



giovedì 13 ottobre 2016

SONO TORNATA CON DELLE NEWS

Si, sono tornata.  Lentamente ritorneranno le presentazioni, le interviste e le recensioni.

Sono stata assente diversi mesi, perché dopo la morte di mio padre la voglia di leggere o scrivere come davvero mi sentivo non ne avevo, sono riuscita ad esorcizzare questo dolore questa settimana, almeno un po', ma questo tipo di dolori non si esorcizzano mai a pieno.
Il tempo passa, da piccola mai avrei pensato di perdere uno dei miei genitori, perché per me loro erano indistruttibili ed eterni.
L'idea della morte di un genitore, la si allontana sempre. È un meccanismo del cervello, ed è una cosa che razionalmente non riusciamo a razionalizzare, la dobbiamo affrontare quando arriva, l'unica cosa che sappiamo per certo è che non saremo mai preparati a questo.

Mi manca mio padre. Mi manca tanto. Lo so che è con me, lo so che è presente e spesso parliamo, però non riesco ad abituarmi alla sua mancanza fisica.

Ho lavorato alla nuova edizione di Orpheus, anche attraverso la nuova veste del primo capitolo della trilogia ho esorcizzato la perdita di mio padre e ieri mi è arrivata la copertina e non vedo l'ora di mostrarvela. Credetemi è davvero stupenda.

Nel frattempo nel gruppo facebook di Sognatori Erranti la scorsa settimana sono stata intervistata.

Ho fatto un reading alla fiera del libro di Turku e penso di partecipare ad un vento alla fiera del libro di Helsinki, dove verrà presentata un'altra antologia, pubblicata da Lecti, con 3 mie poesie all'interno.

L'intervista per Sognatori Erranti la potete trovare nel loro sito. Sonatori Erranti, il sito.
Vi ricordo che, per commentare dovete iscrivervi.

Buona lettura e Buona giornata!


martedì 11 ottobre 2016

AUTUNNO

Era una giornata di autunno.
Fuori le foglie avevano iniziato ad ingiallirsi, le temperature ad abbassarsi e le giornate ad accorciarsi. Ma c’era il sole.
Fra una settimana sarebbe iniziata la stagione degli affitti. Avevamo deciso di affittare la casa ai vacanzieri.
Sapevo che il periodo più richiesto sarebbe stato proprio inizio di autunno e primavera/estate.

Era una sensazione nuova per me questa e come sempre ero divisa in due. Da un lato l’attaccamento alla mia casa, ai miei ricordi, alla mia vita li. Dall'altro, la consapevolezza che vivendo in Finlandia, l’idea di affittarla, mi era sembrata la più giusta. Mio fratello, anche se era stato assente per venti anni da quell'abitazione e dalla nostra vita, aveva avuto una buona idea e l’avevo abbracciata con entusiasmo, fino al momento in cui, la mia vita li, iniziò ad accumularsi in scatoloni che lentamente venivano trasferiti nella soffitta, e di me, non rimaneva più nulla: solo il nome Diana , scritto sul nastro adesivo dei medesimi. E di te, babbo, ancora meno.

Dopo la vendemmia si inizia la raccolta delle olive e quindi Ottobre è il periodo dell’olio buono, della bruschetta con l’aglio...chissà se questi vacanzieri capiranno queste cose? Chissà se approfitteranno del Treno Natura, prima della sospensione invernale, o se andranno a visitare un frantoio, dove potrebbero assaggiare il miglior olio della loro vita; vederlo uscire con quel colore dorato dalle macine...Chissá...

L’autunno porta con se le caldarroste. Le castagne , e le scampagnate che facevamo quando ero piccolo al Vivo D’Orcia per raccoglierle. L’autunno porta con se il castagnaccio. Lo facevi sempre in questo periodo.

Sono passati 3 mesi dalla tua morte ed ancora faccio fatica a pensare alla mia vita senza di te. E faccio fatica a staccarmi dalla casa che abbiamo diviso in questi ultimi 20 anni fra momenti belli e momenti brutti. Fra risate e nervosismi. Fra silenzi che parlavano più di una normale conversazione. Fra piccole soddisfazioni e sacrifici.

È casa mia. E vedo un albero al quale sono state estirpate le radici, e non so ancora, se l’albero in questione sono io o la casa.

Il giorno che l’ospedale mi chiamò per dirmi che eri deceduto, mi sembra lontanissimo, è come se la linea del tempo in cui mi trovo si sia sospesa, fermata all'improvviso nonostante il trascorrere dei giorni, delle settimane, dei mesi.
Penso che sia proprio per questo che stanotte ti ho sognato babbo.
So che era semplicemente un sogno. La percepisco bene la differenza, l’ho sempre percepita bene la differenza fra sogno e contatto. Lo sai anche tu adesso che posso sentirti quando vieni, e ti vedo, e parliamo nonostante sei impegnato a fare chissà quali conti...
Così stanotte ti ho visto seduto al tavolo di cucina. La sigaretta in mano. La tazza del caffellatte di fronte a te ed i biscotti. Ed era proprio Ottobre. Avevi la vestaglia blu che non volevi buttare via nonostante il tempo e le sigarette avevano lasciato il loro marchio, sorridevi, dalla vecchia stufa percepivo il calore, la legna scoppiettava. Alla sera in Ottobre l’accendevi sempre perché dopo una giornata di lavoro al freddo, era bello tornare al torpore di casa e della stufa, ed io ti ho detto:
“Ma allora sei qui...che facciamo adesso? I primi vacanzieri arriveranno fra una settimana...”
Continui a sorridere. Mi rendo conto che sto parlando ad un riflesso statico, che sto conversando con un ricordo e piangendo continuo:
“No non sei qui...ti ho sepolto 3 mesi fa. La cucina è vuota... al tavolo non è seduto nessuno...Non c’è più il caffellatte, non ci sono più i biscotti, il castagnaccio, le caldarroste, il torpore della stufa...

I vacanzieri stanno per arrivare.
Ogni mio ricordo vivo in quella casa, è stato spazzato via da una spennellata...lasciando dentro di me un vuoto terribile, insopportabile con il quale sono costretta a convivere.

© Diana Mistera 11.10.2016





mercoledì 30 marzo 2016

eccomi ad aggiornare un po'

Ciao amici  e lettori,
Lo so non sono eccezionale a mantenere i contatti con tutti e fare aggiornamenti.
Come blogger dovrei essere più attiva lo so, ma se non ho nulla da dire o non sono ispirata, non scrivo. Ormai lo dovreste sapere.

Innanzitutto, il reading a Helsinki del 18.03.2016, con Sivuvalo e con la regia di David Kozma é stato molto bello e soddisfacente,  posso dire tranquillamente di essermi riscattata dal non pieno successo che ebbi a Stoa un paio di anni fa.
Inutile dire che dipende sempre da chi sta dietro alla regia e dalla comunicazione fra artista e direttore e con David Kozma la comunicazione c'è stata.
Si capisce quando uno certi lavori li fa di mestiere.

La serata è stata preceduta da un seminario sulla posizione di PEN  nei confronto degli autori non scandinavi e dalla situazione, purtroppo non entusiasmante, che artisti ( musicisti, poeti scrittori attori, registi ecc) non scandinavi hanno quando si trovano ad affrontare il muro della lingua e delle traduzioni. Ovviamente come tutte le associazioni "pesanti",  PEN ha le sue regole e praticamente è uscito fuori al panel di discussione, che comunque a loro non interessa se non hai almeno un libro pubblicato, nella lingua del paese scandinavo in cui vivi.
Ospiti erano rappresentati del PEN danese, svedese e Finlandese, ed a malincuore mi ritrovo a dire che purtroppo il PEN finlandese fa acqua da tutte le parti. E la persona che avevano scelto come rappresentate a sedere sull'hot spot ha fatto una gaffe che a molti presenti è suonata come razzista.
Ognuno di questi rappresentanti sembra non aver capito che il tassello mancante è proprio il concetto delle traduzioni.
Fortunatamente vivo in un paese che si riesce a trovare, eventualmente, una soluzione a questa GAP del sistema, con i fondi che diverse società multiculturali private e pubbliche stanziano ogni anno. Ma purtroppo riuscire ad avere questi fondi non è una passeggiata perché a lasciare applicazioni non sono solo i non finlandesi ma anche gli stessi finlandesi.
La burocrazia e la terminologia per riempire queste applicazioni è ardua e devi avere un po' di esperienza sulle spalle per usare il linguaggio che vogliono e colpire i punti che suscitano interesse per avere la possibilità di essere preso in considerazione.

Appunto, le traduzioni sono la nota dolente.

La cosa buffa è che c'erano anche rappresentati dei traduttori a dire che sono in crisi, che il lavoro a loro è diminuito drasticamente perché le case editrici non cercano più traduttori.  Non ci sono più libri da tradurre.
E torniamo alla vera causa della mancata voce nel campo dell'editoria di poeti e scrittori non finlandesi. Adesso parlo della Finlandia perché è il paese in cui vivo: LE CASE EDITRICI.
Ebbene si, le case editrici anche in Scandinavia non vogliono investire su un prodotto che sanno non gli porterà euro nel conto in banca; quindi se già la letteratura immigrata è una parte marginale  nell'editoria, figuratevi poeti immigrati con le loro poesie.
Voi direte: ma non vale pubblicare in inglese? No per avere un aiuto dalla PEN, devi pubblicare in una delle lingue scandinave.
Ci sono scrittori immigrati che pubblicano e diventano anche dei bestsellers, che raccontano cose che non hanno mai vissuto perché sono nati e cresciuti in Finlandia...ma siccome siamo tutti immigrants' friends...allora pubblichiamo una somala che ha vissuto tutta la sua vita in Finlandia e parla un finlandese perfetto...lei non ha bisogno del traduttore....
A questo punto mi viene da pensare. Speriamo che mio figlio decida di tradurre le mie poesie un giorno in finlandese...io magari sarò morta e sepolta ma almeno lui potrà usufruire dei diritti di autore miei.

Come potete capire i problemi indossano bandiere diverse ma alla fine sono sempre gli stessi.
Come fare? Cosa fare? Come migliorare?
Io non ho delle risposte a questi quesiti. Quello che io continuerò a fare è scrivere. La rete offre molte opportunità ed elimina molte barriere, certo, avere una casa editrice alle spalle non sarebbe male...ma qualcuno mi disse ( nonna Rosina...mi manchi tanto e ti voglio un bene dell'anima) LA COSTANZA PREMIA..ed io di natura sono costante e anche testarda..molto testarda...

In questa prima parte del post vi metto alcune foto del reading :


 Mutantti Kielta 18.3.2016- Cultural Centre Caisa, Helsinki









Ma il mio fine settimana a Helsinki non era finito li. Il giorno dopo sono andata a vedere un musical che desideravo tanto vedere. Vampyyrien Tanssi.
E sono stata anche fortunata a vederlo con il cast che volevo. Essendo uno show che fanno due volte al giorno ci sono due cast. Ed io ho trovato quello che volevo.
Sono da sempre amante dei musical e adesso che ho un idea che mi frulla per la testa il mio interesse ha due facce, quella dell'amante dei musical e quella dell'apprendere come si costruisce un musical.
Le foto le trovate sotto.
Che dire del musical? Originariamente era un musical tedesco realizzato negli anni '80.
Non so se lo hanno tradotto e realizzato anche in altre lingue al di la del tedesco, qualcosa mi è sembrato di vedere in giro per il tubo anche in inglese, ma originariamente era tedesco.
Prende luogo in Transylvania (ovvio) dove si sa i vampiri sono di casa.
La scenografia è suddivisa in due parti principali la taverna e il castello del misterioso conte.

Alla taverna giunge una fredda notte di inverno il giovane assistente del dottor Van Helsing ( che non è quello che leggete nella storia vera, il bello di questo musical è l'ironia) in cerca dello scomparso dottore che trova congelato nella strada che porta al misterioso castello.
Lo porta alla taverna e lo riescono a scongelare. Trascorrono la notte alla taverna che è piena di aglio e persino la gente ha aglio al collo al posto di collane ed orecchini, ma quando il Dottore inizia a chiedere sul misterioso abitante della torre tutti negano, nessuno sa niente.
Nella taverna è una sola vasca da bagno dove la figlia dell'oste va a fare il bagno ogni sera perché ha quasi 18 anni e non le piace puzzare di aglio tutto il giorno.
L'oste offre all'assistente del dottore di fare il bagno caldo, inconsapevole che la figlia è li, nuda .. Dopo diverse battute l'assistente entra la vede e si innamora. Ma purtroppo non è l'unico ad essere innamorato di lei..perché anche il misterioso conte della torre ne è innamorato.
Ovviamente come tutte le donne ( e non venitemi a dire che non è così)  andiamo sempre a perdere la testa per il vampiro e non per l'assistente. Il vampiro che lo immaginiamo romantico  stupendo...il principe delle fiabe , non azzurro ma nero..e che alla fine..invece è freddo cinico e stronzo come la sua natura gli richiede.
In questo tangente vediamo apparire il Vampiro per la prima volta e dico io "WOW!!!"
La ragazza scappa perché il vampiro le ha promesso amore eterno, il padre della ragazza , che non è comunque uno stinco di santo , perché una delle cameriere della taverna è la sua amante, la va a cercare  ed ovviamente torna morto...anzi..trasformato...
Il dottore inizia a fare i conti e a pensare che i vampiri esistono...e da il compito all'assistente di ficcare il paletto nel cuore dell'oste prima che sia troppo tardi ( Van Helsing non è certo un cuor di leone in questo musical.L'attore che ho visto io qui in Finlandia, è eccezionale...) ma nessuno dei due riesce a farlo..così è troppo tardi. Vediamo prima la moglie dell'oste piangere il marito morto, e poi l'amante da sola con un enorme crocefisso in mano...e quando l'amante da sola è nella stanza ovviamente l'oste si sveglia trasformato, lei pensa di combatterlo con il crocefisso e qui esce la battuta geniale dell'oste (secondo me geniale) : " ma cosa pensi di fare con quel Cristo..io sono ebreo!!!" giuro mi sono piegata dal ridere. Lotte fughe e poi la trasforma. See mica ha voluto trasformare la moglie...

Pausa, usciamo dal teatro per 20 minuti mentre cambiano il palco.

Quando rientriamo il palco è la torre del misterioso Conte. La scena si apre con il Dottore e l'assistente uno guidato dalla scienza l'altro guidato dal cuore, davanti al cancello della torre dove appare il misterioso conte, che li invita ad entrare e trascorrere la notte come suoi ospiti. Qui un'altra battuta geniale ( sempre secondo me):
Dottore:" Signor Conte, come mai non la vediamo tanto in giro durante il giorno?"
Conte: " Eh sa dottore, io sono un uccello notturno..." ( SIIII doppio senso pieno) con tanto di alzata di sopracciglia da urlo...ebbene si il Conte è davvero figo...

Entrano, vengono accompagnati  nelle loro stanze dal gobbo, l'assistente ha un sogno premonitore.
La mattina dopo vanno nella cripta per cercare di uccidere il Conte prima che trasformi Sarah ( la figlia dell'oste) Ma lei è innamorata , l'assistente la trova sempre nella vasca da bagno che si prepara per il grande ballo alla quale il Conte le prometterà amore eterno. Il Dottore e l'assistente si perdono nel castello e trovano la biblioteca, il dottore va in LSD con la collezione dei libri che ha il conte mentre l'assistente è preoccupato ed innamorato, si devono sbrigare a trovare la cripta ed uccidere il Conte.
Poi c'è una fra le parti serie del musical, il monologo, del vampiro in cui questiona il suo essere vampiro, il suo non riuscire ad amare perché tutto quello che tocca si trasforma in deserto...molto bello direi  se l'attore è bravo e lui era molto bravo anche se giovane.
Arriviamo al finale:
il grande ballo con il dottore e l'assistente infiltrati.
Il vampiro trasforma la povera Sara e si vede tutto il suo cinismo.
Ed alla fine tutto il villaggio è trasformato in vampiri.









giovedì 17 dicembre 2015

FOR YOU- REAZIONE A CATENA-

Ci sono persone che  entrano nella tua vita all'improvviso.
La loro entrata non é mai silenziosa perché emozioni che credevi di non avere esplodono dentro di te, infiammano ogni cellula del tuo essere.
Il sangue ribolle, il desiderio cresce ad ogni secondo che passate insieme. 
Capovolgono tutto quello in cui credevi fino a quell'incontro.
Sconvolgono l'anima ed il cuore.
Dispiegano pagine che altrimenti avresti lasciato bianche
o che non credevi di avere.
Rivelano due mondi paralleli
che troppo a lungo si sono osservati da lontano.
Diventano due magneti che entrano in collisione 
e che assimilandosi.
danno vita ad un legame eterno indiscindibile
al di lá della vita
piú forte della morte.

© Diana Mistera 17.12.2015



mercoledì 4 novembre 2015

...LEGGENDO NERUDA...

Continuo a sognarti
cerco invano di non amarti
ma qualcosa nel mio cuore
non riusce a sfuggirti
non mi rimane altro che averti.


© Diana Mistera 4.11.2015



domenica 25 maggio 2014

IL MIO RICORDO: MARTIN LISTER CI MANCHERAI TANTO.

Ciao a tutti,
oggi al mio risveglio mi ha raggiunto una notizia che mi ha scioccato profondamente e quindi ha dato inizio una serie di pensieri dai quali non riesco a liberarmi.
Proveró a farlo scrivendo questo post, non so se ci riusciró perché in certe situazioni trovare le giuste parole per descrivere cosa ti sta succedendo dentro é diffile, al momento il tutto é incerto e confuso.

Oggi aprendo la posta ho trovato un messaggio ufficiale dalla pagina degli Alphaville in cui veniva comunicato che Martin Lister , il tastierista che era diventato un membro ufficiale degli Alphaville quando Bernhard decise di andarsene, é deceduto improvvisamente  mercoledí sera. Ecco, é stato come se mi avesse travolta un treno.

Chi mi conosce sa quanto gli Alphaville significano per me e questa notizia ha aperto delle porte che avrei preferito rimanessero chiuse, porte che un giorno sapevo si sarebbero dovute aprire perché é il normale corso della vita, si nasce, si vive quanto ci é permesso di farlo, e si muore. Quest'ultimo concetto si spera arrivi sempre il piú tardi  possibile sia per le persone a te care che hanno significato e significano molto per te, sia persone facenti parte di un concetto, in questo caso la band favorita, che é stata ed é una fetta importante della mia vita, con la quale sono cresciuta, per la quale ho pianto lacrime di immensa gioia, o semplicemente lacrime ascoltando la musica e sognando di essere altrove.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a diverse dipartite di cantanti o membri di bands che hanno lasciato questo mondo prematuramente, c'é stato Michael Jackson, Freddie Mercury, Ronnie James Dio, Robin Gibb e sono solo un po' dei nomi che comunque nella mia adolescenza ascoltavo chi piú chi meno, che conoscevo ma non sentivo vicine alla mia anima, erano vicine a me come delle Icone,  ma avevo comunque un sentimento distaccato.

Questa volta la notizia ha colpito una parte di me stessa. Per usare una immagine metaforica;  é come se io fossi un albero con diversi rami, alcuni sono piccoli, altri sono i rami principali che disegnano la forma dell'albero e che lo fanno stare in piedi  grazie alle radici ben ferme sul terreno.
Una radice muore, muore di conseguenza anche uno dei rami e si spezza; l'albero é smembrato, sfigurato, e non ha piú la stessa forma, continua a vivere perché comunque durante gli anni altri rami sono cresciuti e divenuti importanti...ma quel ramo spezzato rimanda alla forma originale che bruscamente é cambiata e provoca dolore, il dolore provocato dai ricordi, dalle memorie, ricordi di momenti che improvvisamente escono fuori dai cassetti dove li avevi riposti e che quando li prendi lasciano il vuoto, cerchi di riporli nel cassetto, ma senti che qualcosa non c'é piú. Ricordi che diventano delle foto che hai ibernato in quel preciso momento e che fino a ieri sentivi ancora in movimento e che improvvisamente diventano  statiche.
Un dolore che é difficle spiegare a parole, almeno per me, e credetemi, non avere parole per esprimere quello che sento, mi capita raramente.

La maggior parte della gente dirá leggendo questo post:  " é soltanto una band, ci sono persone che muiono ogni giorno e non lo sai, cosa c'é di diverso?"

Qualcosa si é incrinato dentro, ecco cosa c'é di diverso, e quel qualcosa ha dato  inizio al movimento di un ingranaggio, che provaca una catena di pensieri che mi portano ad affrontare un eventualitá che la conclusione di quel circolo della mia vita potrebbe essere vicino, e non sono pronta, non si é mai pronti ai cambiamenti, soprattutto portati da queste fatalitá, eppure sono passati 30 anni dalla prima volta che ho sentito Big In Japan, 30 anni  di Alphaville dove, almeno 15 dei quali,  alle tastiere ho visto sempre Martin, ho sentito i suoi cori nei ritornelli delle canzoni, che a volte correggevano le stonature di Marian, ho percepito il suo touch nelle nuove composizioni, ho visto quanto Marian fosse legato a lui.

Marian, che domani fará 60 anni, ed il primo pensiero che ho avuto é stato; "accidenti, il prossimo potrebbe essere lui"  anche se, come diciamo in Toscana, Marian ha la pellaccia dura, Marian che negli ultimi anni sono abituata a vedere sorridente, accanto a Martin. Martin che era un membro degli Alphaville.

Durante gli ultimi anni Marian ha perso diversi amici a lui vicino ma, mai prima ha perso un membro ufficiale degli Alphaville, e penso, che ne sará degli Alphaville adesso?
Marian ama fare musica e probabilmente non perderá questo suo bisogno di comporre...ma vorrá farlo? E sento come se un enorme masso é in bilico sulla mia testa e guardandolo mi chiedo se quando mi precipiterá addosso faró in tempo a spostarmi per non rimanere schiacciata.

Ovviamente penso anche alle persone care a Martin che dovranno accettare questa mancanza e trovare la forza di continuare e la mia tristezza diventa un granello di sabbia, perché io ho perso un membro della band che amo, ma loro hanno perso un pezzo della loro vita.

Ma il mio pensiero continua a girare intorno a Marian, a quando verrá il momento per lui, e so che rimarró schiacciata sotto al masso che precipiterá, perché so che non avró la forza di spostarmi, e cerco di allontanare il tutto, come allontanerei una brutta piaga..ma c'é é li, perché la morte é l'unica cosa certa della vita e raramente ti trova peparato.

Mi chiedo come sta Marian, se troverá la voglia di continuare a farci sognare e se prima l'attesa del nuovo cd, seppure agonizzante, era un attesa che comunque sapevi che prima o poi sarebbe finita, adesso mi chiedo se dopo quello che sará il nuovo cd, previsto quest'anno, forse a settembre, ce ne saranno ancora, e un terribile senso di vuoto mi assale ed una folle paura mista a quel dubbio che vorrei si sciogliesse...riusciró a rivederlo prima che deciderá di ritirarsi definitivamente?

Martin era parte della famiglia Alphaville e quindi parte anche della mia ed oggi un unico ricordo é nitido come se fosse successo ieri:

14 Giugno 2000, Zurigo
Appena arrivati a Zurigo per il concerto degli Alphaville all'XTRA, ci imbattiamo su Martin in un ponte vicino al locale, che passeggia con altri membri della band, é una bellissima giornata di sole, lui ci sorride e saluta e scambiamo alcune parole con lui, lui é  tenuta estiva, lui fa una battuta sul tempo, come spesso fanno gli inglesi, ha un sorriso bello, un energia positiva, un cuore gentile. Questo é il mio ricordo di Martin, sorridente e pieno di voglia di vivere e suonare. Ci mancherai, e ci mancherá il tuo tocco nella musica degli Alphaville. Fai buon viaggio, ci incontreremo di nuovo prima o poi.



giovedì 22 maggio 2014

IO CON LE MIE CONGIUNZIONI

Ciao a tutti!
Anche questa volta mi ritrovo a scrivere delle riflessioni sui vari punti di domanda che un italiano ( in questo caso io) o un qualsiasi altro immigrato si ritrova ad affrontare in un paese estero, in questo caso la Finlandia, non essendo abituati a certi sistemi sociali/legislativi, che sono fra i pilari "nel vivere meglio nei paesi nordici" quando si parla di assistenza sociale e simili...certo...uno dei motivi per cui l'economia finlandese non é in crisi come altre é proprio perché la burocrazia non manca.

Come molti sanno ho iniziato un corso professionale per trasformare la mia esperienza in campo ristorativo ed alberghiero in una professione con tanto di certificato professionale, aspettando di diventare una scrittrice best seller, devo pur vivere in qualche modo no?

Con questo corso il collocamento mi passa un tot giornaliero che mi dovrebbe servire per i viaggi a scuola ed il mangiare a scuola, tot che quando la scuola o la pratica non c'é, ad esempio per le vacanze estive, viene sospesa; il che porta nelle mie tasche un 200€ in meno al mese nei mesi Luglio /Agosto.

Da italiana e da persona che comunque non ama stare a casa girare i diti aspettando un lavoro che in 3 anni non é arrivato, quindi vi ho giá detto tutto, ho pensato: " perché non lavorare come extra nell'Hotel dove giá sto facendo pratica? Guadagno qualche soldino, rimanendo nella soglia minima necessaria perché non mi venga sospesa la quota sociale mensile di disoccupazione, dato che é comunque difficile trovare un lavoro , diciamo fisso, anche come cameriera quassú...mi faccio la mia bella esperienza con i nuovi sistemi e siamo tutti contenti..." a me, povera innocente anima, sembrava un idea eccezionale...
Ecco la burocrazia e le leggi finaldesi non la pensavano come me.

Per lavoro extra qui si intende comunque un lavoro NON a nero ma retribuito legalmente, con tanto di tasse e contratto lavorativo; giá questo per un italiano abituato all'extra come ad un lavoro a nero in cui 50€ sono 50€ e non sei certamente assicurato, suona buffo...ma va bene sono comunque contributi per la pensione, semmai ci arriveró. Fin qui sembra tutto a posto anzi meglio...MA..appunto troppo bello per essere semplice e vero.

Stamani con l'entusiasmo dell'estate vado a fare i vari giri burocratici fra Kela e Ufficio di collocamento. Dovevo consegnare il contratto che ho con l'agenzia con cui faccio gli extra, i vari certificati scolastici per dimostrare che sono stata attiva e quindi i soldi che lo Stato mi passa sono serviti per gli scopi per cui ho fatto richiesta; ed ecco che batto una serie di capocciate con il muro spessissimo della burocrazia finlandese, per certi versi assurda persino per i finlandesi stessi.

Prima capocciata: Abbiamo fatto richiesta per una specie di granzia sull'affitto, dato che a lavorare é solo mio marito. Per legge la Kela deve pagarci una percentuale di affitto di modo che i soldi previsti per la legge per un nucleo familiare di 4 persone se pagassimo l'affitto interamente non basterebbero per sopravvivere se l'affitto lo pagassimo intero, cifra che per altro non supera comunque 100€..ma 100€ in meno in tasca sono soldi in situazioni come la nostra. In poche parole 100€ del nostro affitto li dovrebbe pagare Kela, cosa che ha fatto fino ad Aprile. Ma no...per Kela la parola extra significa lavoro vero e proprio..ed io a cercare di spiegare alla signorina dello sportello che extra significa che una settimana lavoro 7 giorni e 2 settimane non entra nulla e nonostante cercassi di spiegare  alla signorina che avevio giá parlato con la sua collega e so che il lavoro extra per continuare a ricevere la disoccupazione mensile non deve superare 300€ per legge e comunque a me basta guadagnare 200€ al mese come extra per avere la stessa entrata che ho avuto finora, come ho detto é un EXTRA. NULLA DA FARE IL MURO ERA BELLO SPESSO. Quindi per poter Kela decidere se continuare a pagare per noi 100€ al mese all'agenzia affittuaria, ha bisogno della mia busta paga, allora ripeto: extra non significa che lavoro ogni giorno..extra significa che lavoro quando hanno bisogno di me e questo puó accadere  ( non accdrá lo so..ma potrebbe) una volta al mese, per cui la mia busta paga sarebbe di 50€ escludendo le tasse, quindi diciamo 38€ al giorno se l'extra dura 5 ore, ed ho chiesto alla signorina allo sportello: "secondo lei 38€ li puó chiamare stipendio? "
Alla fine mi ha detto che comunque hanno bisogno della mia busta paga, al che mi sono detta...ma vale la pena fare gli extra?

Seconda capocciata: sempre Kela, la signorina allo sportello mi chiede se avevo comunicato al collocamento che avevo iniziato a lavorare come extra. Io la guardo stupita...certo che no..pe quale motivo lo devo comunicare se non so quanti e quali giorni lavoreró e soprattutto SE lavoreró...Niente da fare...devo comunicarlo anche al collocamento, per fortuna che stamani ho decisoo di andare prima alla Kela e poi al collocamento.

Terza Capocciata: al collocamento non ricevevano, quindi non ho potuto parlare con un addetto ai lavori, che mi spiegasse se sono io ad essere stupida e non capire o se alla Kela non mi hanno saputo spiegare bene come funziona il sistema in primis, dato che un mese fa un altra signorina allo sportello mi disse tutt'altre cose.
Logicamente quello che mi hanno detto di fare suona del tutto illogico...mi sa che sono diventata troppo Dr Spock, che dite?

La signora con la quale ho parlato al collocamento é stata gentilissima, ma ovviamente sono i grandi capi che mi avrebbero saputo spiegare meglio come agire e magari assicurarmi un pó che lavorare come extra vale comunque la pena di farlo.

Risultato delle tre capocciate: un gran mal di testa ed una grande tristezza, dato che anche questo mese l'affitto lo dovremo pagare per intero noi, dato che la mia prima busta paga mi arriverá , forse, il 30/5 ammesso che arrivi, perché mica lo so come funziona il sistema a questo punto...e quindi prima che decideranno se pagarci o meno una parte di affitto prenderá almeno altre 4 settimane..il che significa che sará come non aver fatto nulla...:(


Questa é la burocrazia, e come ho detto al collocamento in tono sconsolato...con queste pratiche burocratiche costringete la gente a non cercare lavoro e continuare a stare sotto assistenza sociale dato che un qualsiasi intento di arrotondare lo rendete cosí complicato....ed é quindi piú facile starsene a casa e prendere il sussidio sociale senza fare niente, o nel mio caso fare la mamma e la scrittrice, piuttosto che faticare ad entrare in un qualche giro lavorativo per aiutare il sostentamento della famiglia sollevando qualche peso dalle spalle di mio marito.

In Finlandia, anzi per Kela, Lavoro extra significa LAVORO VERO E PROPRIO..perché chiamarlo EXTRA allora?

Rimango basita..:(


lunedì 5 maggio 2014

Mah...

Sto seguendo le news italiane, non ho molta scelta quassú in Finlandia quindi mi limito a quello che vedo su Rai 1e quello che leggo nelle varie testate giornalistiche.

La vicenda del tifoso /mafioso accaduta ieri allo stadio é una vergogna. Lo sport dovrebbe essere solo sport, ma il calcio é sempre stato l'identitá principale degli italiani, anche se personalmente io in questa identitá non mi ci rispecchio e mai mi ci sono rispecchiata, per me il calcio è una massa di stupidi che corre dietro ad un pallone e che hanno uno stipendio troppo alto se pensiamo che la maggior parte degli italiani é alla povertá;
ma questi sono i paradossi italiani, ormai ci dovrei essere abitiuata piuttosto non mangiano ma la tesserina allo stadio la comprano...o l'ultimo modello di I-Phone...

È una vergogna che tifosi fischiamo all'Inno d'Italia?
Si é una vergogna, ma come non capirli?
Quanti italiani sono aiutati dalle istituzioni  italiane? Quante giornate di lutto sono state fatte per coloro che muoiono sul lavoro, o si ammazzano perché pieni di debiti, senza un lavoro, senza una dignitá senza un futuro?
 0 (zero)..piuttosto si proclama lutto nazionale quando 300 immigrati clandestini muoino affogati come se si parlasse di italiani..e ancor peggio..li andiamo pure a prendere in acque internazionali e li accogliamo anche se in fila alla Caritas adesso sono piú italiani che immigrati o barboni, per non parlare dei centri di accoglienza e del cibo che viene buttato via perché gli immigrati non lo mangiano...ma andrei a toccare altri punti ed andrei off-topic...

Come non capire questo rifiuto dell'Inno nazionale?
Io lo capisco benissimo, nessuno si sente piú italiano purtroppo.
L'Italia é governata da un governo che non é stato votato dagli italiani ed i principali articoli della Costituzione sono stati violati..come puoi sentirti italiano se lo stato, i datori di lavoro, le assistenze sociali mettono prima di te un immigrato? È ovvio che l'Inno Nazionale, che dovrebbe essere il nostro orgoglio, viene fischiato.

Io sono italiana e come tale mi commuovo sempre quando ascolto l'Inno, ma capisco quegli italiani che hanno fischiato, capisco che la mia bella Italia rischia di scomparire perché la nostra cultura non viene difesa, anzi, piuttosto si costruiscono moschee e si abolisce la storia dell'Arte nelle scuole, il prossimo passo sará quello di abolire la lingua italiana, la storia italiana, le guerre che i nostri nonni hanno combattutato per guadagnare la propria identitá di italiano, perché siamo tutti europei, ben presto non avremo piú memoria delle battaglie che hano combattuto i nostri nonni, bisnonni, trisnonni per i nostri diritti,  molti sono morti per questo e, quegli stessi diritti adesso sono negati agli italiani.
Pertini si rivolta nella tomba e anche i nostri avi a vedere quello che sta diventando il paese per cui loro hanno dato ed avrebbero dato la propria vita.

Io considero questa "protesta" come uno fra gli ultimi campanelli di allarme...il prossimo passo, se si continua cosí porterá gli italiani ad una guerra civile...e questa mia ultima espressione non é figlia di chissá quale teoria catastrofale...é successo in passato, si legge nei libri di storia; i politici dovrebbero guardare questi segni con molta piú attenzione...non basta l'espulsione a vita dagli stadi...non serve a niente..perché ci sará sempre un nuovo "Genny a' carogna", con un altra faccia, magari con un altra maglietta, con altri colori...ma non basta mettere lui in galera, gli italiani sono disperati ed il calcio, come una delle identitá nazionali, sará il campo in cui questa disperazione verrá espressa ed io temo che la cosa andrá peggiorando.

RIDATECI LA NOSTRA DIGNITÁ  e con questo concludo questa parentesi del mio blog.






giovedì 17 ottobre 2013

NO HELLDONE PER ME QUEST'ANNO

Ciao a tutti!
Le mie vacanze di autunno stanno giungendo a termine, martedí si torna a scuola per un paio di settimane e poi inizierá la pratica all'Hotel Vaakuna per cinque, e quindi fino al 6 di dicembre o giú di li. La pratica all'hotel mi preoccupa un pó, anche se ho esperienza la mia esperienza risale a piú di 20 anni fa, motivo per cui ho anche deciso di trasformare la mia esperienza in un diploma professionale iscrivendomi a questo corso, le mie prime  settimane saranno alle colazioni/ pranzo/ congressi, essendo il mese, quello di Novembre in cui le ditte iniziano con i pikku joulu, sono sicura che anche gli spazi dei congressi saranno spesso occupati, quindi chissá che non sosterró giá l'esame per la prima parte del diploma alla prima pratica lavorativa vedremo, ancora devo capire come funziona il "sostenere" una parte del diploma, quindi saró comunque molto impegnata sia con il corso che con i readings delle mie poesie che, come ho accennato, ne avró uno particolarmente importante alla libreria internazionale Arkadia di Helsinki l'11.12.2013 alle ore 18.00.

Perché non parteciperó all'Helldone seppure potrebbero suonarci gli HIM?
Semplice, quest'anno e nel 2014 ho altre prioritá come ad esempio, Dany Clide dei Vaja Con Dios  che sia io che mio marito speriamo di andare a vedere se non ad Helsinki a Riga, con la speranza che ci riusciamo,  e poi c'é l'anniversario dei  30 anni degli Alphaville nel 2014, probabilmente a Parigi, al quale non voglio mancare, quindi gli HIM possono aspettare...devo rimettere il mio karma a posto, con Marian e poi ci saranno comunque vecchi amici che ho proprio voglia di rivedere ed i 30 di carriera degli Alphaville é anche una data davvero importante, pensate che sono una grande fetta dei miei anni, dato che nel 2014 ne avró 42, ed una fetta davvero importante e quale migliore occasione se non condividere questa cosa con mio marito e rivedere vecchi amici, quindi i soldi sono investiti in questi 2 progetti.


Nella foto la tomba di Jean Sibelius ad Hämeenlinna. L'ho messa perché amo i colori dell'autunno in Finlandia, e perché in questa settimana sono anche andata un pó in giro a fare foto, il mio puffo ama particolarmente camminare nei cimiteri e leggere le lapidi, il mio sangue non mente e scorre ben forte nel mio puffetto, e siccome questo é un cimitero non piú in uso da moltissimi anni, secondo me fa bene all'anima ricordare coloro che vi sono sepolti e che non sono piú ricordati, Sibelius a parte.


copyrights per la foto © Diana Mistera, 2103.











 


 
 



martedì 15 ottobre 2013

ERA SETTEMBRE...

Era settembre ed in me avevo mille speranze
una nuova classe mi era sembrata una porta
verso un nuovo inizio,
ero stata io a dire alla prof di italiano
all'ennesimo esame di riparazione
che era meglio ripetessi l'anno
quando mi chiese cosa avrei voluto fare.
L'inizio ci fu, ma non quello che mi sarei aspettata.
Ero seduta nel primo banco da sola
mentre guardavo i miei ex compagni passare oltre
felici, a raccontare la loro estate
io nella mia estate avevo lavorato,
avevo fatto la stagione estiva come cameriera
lavorando 12 ore ed essere pagata per 8.
Non mi sentivo in armonia,
ne con il mondo ne con quella classe
composta da muri bianchi, sterili senza anima
e pensare che era un vecchio convento
dove preghiere si erano innalzate
epifannie avevano bruciato l'anima dei monaci
e chissá quale tentazioni fustigate,
per fortuna avevo il mio walkman
con gli alphaville a palla
il mio rifugio
il mio mondo
il mio posto sicuro in giro per l'universo.
I voti aumentarono leggermente
e quell'anno avrei preso solo una materia al massimo 2
tanto non avrei comunque avuto tempo per studiare
o soldi per le ripetizioni
preferivo comprarmi vestiti e trucchi piuttosto
io in estate dovevo lavorare mentre tutti gli altri
erano al mare.
Un giorno di maggio
dopo la gita, alla quale non partecipai
di ritorno a casa mia madre mi accolse
con viso serio, o forse era tristezza
mi consegnó la cartolina che i miei compagni
mi avevano spedito dalla gita
tassata, senza francobolli
una punizione, mi dissero il giorno dopo,  per non essere andata in gita.
Che sapevano loro del dolore che provai dentro
una punizione mi dissero, ed ancora sento quella voce,
come se il destino e la vita non mi avevano punito abbastanza
la famiglia stava andando a rotoli
e la solitudine marciava con tamburi di guerra
dentro al mio cuore
calpestando ogni piccolo fiore che cercava di nascere.
Quanto ancora mi avrebbero mortificata non lo sapevo
non glielo avrei permesso
cosí decisi
di non permettere a nessuno di ammaccare
la corazza che mi stavo costruendo addosso.
Tanto ero comunque da sola
tanto valeva agire come una solitaria e smettere di credere
ai falsi sorrisi dei compagni di classe.
Avevo le mie amicizie al di fuori di quella stanza
avevo i miei sogni
avevo me stessa
me stessa, non mi avrebbe deluso.
Molte primavere sono passate da quei tristi giorni
eppure certe cose fanno ancora male
quando tornano in mente.
La cartolina la bruciai l'inverno seguente
speranodo di bruciare con essa anche tutti quegli spettri
che occupavano i banchi intorno a me,
ben pochi si salvarono da quell'inferno Dantesco.


© Diana Mistera 15.10.2013


sabato 27 luglio 2013

PIANETA ALPHAVILLE

ciao a tutti
é un pó che non aggiorno  qui, infatti approfitto per ricordarvi che potete visitare anche il mio blog inglese che aggiorno piú spesso a questo indirizzo
www.thedarklight.blogspot.com
Prometto comunque di cercare di essere piú coerente anche qui...:)

Il motivo di questo post é un iniziativa che una delle persone piú importanti della mia adolescenza e oltre; ha avuto una bellissima idea, ovviamente sto parlando di Marian Gold il cantante degli Alphaville, che insieme a Bernhard Lloyd e Rolf Budde vorrebbero creare una fondazione per aiutare i ragazzi con problemi, l'idea é forse nata dal fatto che qualche settimana fa proprio Forever Young é stata scelta come canzone per ricordare Trayvon Martin da due esponenti molto importanti della scena musicale attuale Justin Timberlake  e Jay-Z.

Che dire sono molto orgogliosa che sia nata una tale idea, e spero con tutto il mio cuore che riusciranno ad ottenere dalla Germania tutti i permessi necessari per questa fondazione, i ragazzi sono il nostro futuro, soprattutto quelli con problemi vanno aiutati per dare anche a loro un futuro.

Se volete approfondire la cosa vi invito a leggere QUESTO LINK  é scritto in lingua inglese.

Il 2014 sembra che sará un anno interessante sotto molti punti di vista...spero di riuscire a partecipare al 30 esimo anniversario degli Alphaville a Parigi; sarebbe davvero bellissimo unire l'utile ( sono anni che desidero visitare Parigi) al dilettevole ( sono anni che desidero rivedere un concerto degli Alphaville).

Please stay tuned...vi aggioneró ogni volta che ci saranno notizie,non solo di questo progetto ma anche dei miei progetti e, come ho detto prima, cercheró di essere un po piú costante con l'aggiornamento di questo blog italiano.

Ciao a tutti.
PS all rights reserved for the picture  to www.alphavillenow.com.






lunedì 15 luglio 2013

REAZIONE A CATENA

E poi ci sono quei momenti, che spesso si trasformano in veri e propri periodi, in cui ti senti alienata.
Mi guardo intorno, provo a mettermi nel contesto che mi circonda e capisco di non essere in armonia.

Passeggio lungo il lago, assaporo la pace che lo circonda, qua e la vedo passare qualche ciclista mattiniero come me, o qualche corridore; non mi sento parte del contesto, sono in armonia con il lago, gli alberi e la famiglia di anatre giordane che mi seguono con il loro scivolare lento nell'acqua, ma in completa dissonanza con il pescatore, il corridore o il ciclista.
Continuo a camminare pensando che sono estranei quindi é normale sentirsi alieni,una spiegazione plausibile  che forse mi puó rassicurare, ma mi accorgo che non solo con gli estranei mi sta succedendo questa cosa...é come se la terra avesse nuovamente cambiato il suo asse ed io devo ritrovare il mio equilibrio nel contesto. Provo a pensare cosa potrebbe avermi causato tutto questo, certo  il mio ultimo nonno ci ha lasciati 2 settimane fa, ma riflettendo piú a fondo capisco che non é cosí, ma allora perché mi sento estranea da tutti?

È come ció che succede nella natura poco prima di un temporale, tutto tace: i gabbiani smettono di gracchiare e le anatre rimangono vicino ai loro nidi, solo il vento che trasporta l'odore di pioggia in arrivo fa muovere le foglie degli alberi e, poco dopo, senti il primo tuono.
Ma il problema é che a rimanere ferma sono solo io, la natura tutta intorno si muove quindi nessun temporale é in arrivo...forse un ciclone si sta per abbattere su di me, ed io aspetto che arrivi sperando che non faccia danni irreparabili, si, forse é cosí, perché non é una reazione nuova quella che scatta automaticamente dentro di me quando é in arrivo un cambiamento, no, é un effetto che spesso si innesca dentro di me quello dell'alienazione, che non so mai quando mi colpisce ed ogni volta mi lascia  riflettere sulle ipotetiche cause che non riesco mai a trovare.
Mi sento a disagio? Si.
Sto male? No.
Sará utile? Forse.

Sento lontano il suono delle campane, che qui in Finlandia suona solo quando muore qualcuno e mando un saluto chiunque esso sia,il suo viaggio su questa terra é finito, adesso intraprende un nuovo viaggio altrove.


martedì 18 giugno 2013

NOSTALGIA....

Quali segreti ci sono dietro la memoria io non lo so spiegare. Ció che é vero é che basta un odore particolare per risvegliarla o il il dolce suono della fisarmonica del vicino, mentre i ragazzi gridano allegri giocando una partita di calcio lungo la via che non finirá mai, in una di quelle sere d'estate in cui tutto sembra statico, una staticitá bella, piena di semplicitá.
Improvvisamente vorresti che il tempo si fermasse, chiudi gli occhi; gli spiriti ti vengono a salutare, usando una lucciola che non per caso si ferma nei tuoi oggetti, nonostante nella stanza ci siano anche altre cose che non ti appartengono, ti commuovi, perché in quel momento stavi pensando a quanto ti dispiaceva non essere riuscita ad andare al cimitero a salutare la tua nonnina é lei a fartelo capire usando uno degli insetti che eri solita andare a prendere con lei, nelle lunghe notti di estate, per metterla sotto il bicchiere e trovarci i soldini la mattina seguente, ti ricorda usando questo tramite a voi familiare che é sempre con te e lo é stata soprattutto in questa vacanza mandando segnali ovunque; sei felice di essere in grado di notarli questi segnali; di ritorno nella terra straniera, quella terra che non ti appartiene, pensi a chi sei, a cosa fai e dove andrai..cittadina del mondo ma straniera in una terra straniera perenemmente clandestina negli antri astrali dai quali non ti allontani mai e, a volte, semplicemente osservatrice.

La notte scende, chiudi gli occhi, ti sveglia l'improvviso gracchiare dei gabbiani, guardi fuori, non é notte e pensi, sono ancora casa mia, mio padre sta facendo colazione come sempre a quell'ora, é tempo di alzarsi, e poi ti ricordi di essere in Finlandia, sospiri, chiudi gli occhi e ti addormenti coccolata dalla nostalgia, respingendo quelle lacrime che nessuno puó capire.


© Diana Mistera 17.6.2013
 
 


martedì 7 maggio 2013

7.05.2013


Ed é proprio l'alba con la sua carezza a far perdere consistenza alle ombre che nella notte si divincolano nei miei sogni.
Attraverso il limbo con la mia solita incertezza, proprio lí al confine fra realtá e sogno divento insicura persino dei miei sensi, dubito della stessa esistenza del mondo che mi ospita in questa determinata fascia temporale, indecisa mi chiedo, se il viaggio notturno non sia stato altro che uno squarcio di una realtá parallela legata alla mia anima.
Ti sento,
il confine fra la vita e la morte é sottile come l'ago che incide la tua pelle.
Ho paura che Caronte preso da improvvisa pietá ti abbia concesso un' ultima visita prima di trasportarti nell'Ade.
Mi manca il respiro
mi sento soffocare
non riesco a muovermi e neppure ad alzarmi.
Aspetto il risveglio del sole per sfidare i pesi che mi sono crollati addosso, rimuovere quelle pietre che mi stanno immobilizzando, bevendo avidamente di quella luce, di quei ricordi, nel dubbio che a volte anche io potrei sbagliare.
Sono finalmente libera da quell'agonia, capisco si é trattato solo di un brutto sogno, forse.
Benvenuto Sole, benvenuta Luce, allontanate da me queste orrende ombre che puzzano di zolfo.
Portatemi da lui che forse sta ancora dormendo, cosí che lo possa dolcemente baciare sulla fronte, per sussurrargli ancora una volta quanto lo amo, per dargli la forza che necessita anche lui, nella sua battaglia con le sue ombre.
Siamo due guerrieri, due anime legate dallo stesso destino ma condannate eternamente ad incontrarsi nei sogni, rincorrendosi in una realtá completamente anonima.

© Diana Mistera 7.5.2013

 

giovedì 2 maggio 2013

RIVELAZIONE FINALE

E poi...una cosa che per 10 anni non avevi considerato importante, la vedi con altri occhi e leggendo fra le righe trovi una veritá talmente chiara che sbalordisce pure te. Il cuore finalmente trova pace....i dubbi sono spazzati via...e sorridi, alla fine é vero che hai lasciato un segno indelebile nell'anima di colui che ha marcato la tua con il fuoco, legandoti a lui per sempre, provi sollievo nel verdere confermato che la tua non era un ossessione, vi hai combattuto contro con ogni arma razionale, ma hai sempre sentito che qualcosa ti stava sfuggendo...hai sempre saputo che dovevi andare a cercare qualcosa fra quei 15 cd che stanno sullo scaffale, infatti, la risposta era li ad aspettare chiara come l'acqua limpida di montagna, la cronologia corrisponde ed anche le parole che conservi ancora nel tuo diario, salvate, sigillate come un tesoro inespugnabile, proprio perché testimone di quell'amore che non puoi razionalmnte spiegare ma che c'era c'é e ci sará.










martedì 29 gennaio 2013

RIFLESSIONE N.5


L'attimo fuggente
É bastato solo un attimo, il vederti davanti a me di nuovo, con quel sorriso che solo tu hai, quel sorriso tutto per me, una manciata di secondi in cui quell'attimo che sfuggí , dopo tanti giri e rigiri é tornato a me, per colmare il vuoto che lasciai 10 anni fa, per paura di essere troppo invadente, per paura di sembrare una stupida, per la mia timidezza; e cosí, il destino si é ripresentato a me dandomi un altra possibilitá per riempire quegli spazi bianchi fra le parole dettate dal cuore, asciugare le lacrime dell'anima, quando finalmente sono pronta a prendere il posto che mi spetta. Adesso, spetta a te capire che questo attimo non puó piú sfuggire, perché non tornerá di nuovo.


Diana Mistera 29.1.13
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giovedì 24 maggio 2012

Lavoro...cambiamenti....

ciao a tutti
stavo ascoltando le varie news italiane del mattino e fra le tante ho sentito l'intervento di Monti ad un inconctro con i giovani, in cui sottolineava il fatto, che i giovani devono essere pronti a cambiare lavoro spesso, e prendere la cosa anche come una crescita personale.
Sono in parte d'accordo con lui, anche se in Italia questa cosa puó sembrare un offesa, dal momento che i politici stessi, il loro lavoro non lo cambiano mai, e quando hanno finalmente quella poltrona in parlamento, non si spostano di li se non muoiono...L'italia é l'unico paese europeo ad avere i senatori a vita, l'unico paese in cui i politici che si candidano, che vincono o perdono sono sempre gli stessi, uno dei pochi paesi che ha un presidente della repubblica vecchio, e parlamentari vecchi, quindi é uno schiaffo sulla faccia questa affermazione di Monti, perché non sono i giovani che devono adeguarsi ma tutti, a livello culturale, perché in Italia c'é sempre stata la corsa al posto fisso all'ospedale, in comune, nelle scuole.
Manco dall'Italia ormai da 9 anni, quando a 31 anni mi trasferii in Finlandia non avevo l'idea del posto fisso, non ce l'ho mai avuta, certo la voglia di trovare un lavoro stabile fino alla pensione quello si, ma non ho mai fatto concorsi per posti pubblici di nessun tipo, anche perché non mi é mai interessato un posto pubblico del genere, sia perché le conoscenze non ce le ho mai avute, quindi vincere un concorso per me era come vincere un terno al lotto...per questo non ho mai neppure provato, perché si sa in Italia va avanti chi ha conoscenze...chi ha la tessera politica di questo o quel partito, per chi ha la tessera soci della coop..anzi diciamo..AVEVA...perché si, le cose sono cambiate...ma la mentalitá, quella no.

Vi racconto come funziona qui in Finlandia: il posto cosídetto pubblico, lo danno a quelli che sono stati oltre 2 anni disoccupati..io ho lavorato ben 2 volte per il Comune di Hämeenlinna, e quando lo dicevo alle mie amiche tutte dicevano "wow..il posto in comune" macché wow...come ho detto sopra, questi posti li danno ai disoccupati da piú di 2 anni..inutile farsi strane idee ne tantomeno sperare che quel contratto si trasformi in un contratto permanente, perché non succederá. Questi posti i comuni li tengono aperti per far vedere che a fine anno il tasso di disoccupazione non aumenta...cosí quando mandano a casa me c'é  giá un altro disoccupato che prenderá il mio psto perché il collocamento glielo impone, spesso a dfferenza di me, é gente che quel genere di lavoro li non lo vogliono proprio fare, ma se non accettano avranno la carenza dallo stato quindi 3 mesi senza soldi; sono costretti ad accettare ed i capi ad assumerli, ed avremo cosí uno costretto a lavorare e nel mio caso , una costretta a lasciare un lavoro che le piaceva, con la conseguente depressione...rabbia, insodddisfazione...ma a questo punto cosa succede?  Dopo aver pianto ed essermi arrabbiata con il destino del cazzo, dopo aver sputato veleno su questo paese dove vivo, mi sono calmata...anche se la rabbia l'avevo messa a tacere come un cane rabbioso si mette alla catena, sperando che schiatti senza doverlo uccidere, ed ho iniziato a pensare che possibilitá avevo davanti a me, perché si...non é poi cosi nero e denso quel buio che vedo davanti a me...cosí ho accettato di fare tirocinio per 6 mesi nel centro ricreativo...anche in questo caso ci speravo..non lo avrei fatto se non ci speravo, se non in un lavoro ma un contratto di formazione per prepararmi alla professione, non é uscito nulla di tutto questo e la mia é una pellaccia dura e prima di accettare l'ennesimo cambiamento, facendo l'ennesimo salto in questo buio ho dovuto adeguarmi, ho dovuto adeguare la mia testa, il mio modo di affrontare le cose....cosí ho deciso di fare il test di ammissione al corso di infermiera ausiliare, una professione che mai ho pensato di fare, pur sapendo che ne prenderanno solo 17 ed eravamo almeno un centinaio...ma sará una professione, avró un diploma professionale, quando finiró, perché prima o poi mi accetteranno.
Cosa sognavo io come lavoro?
Di sicuro non questo, ma il tirocinio, il loggarmi nelle pagine del collocamento e vedere che lavori c'erano, e che diplomi richiedevano, questo diploma mi aprirá, quando l'avró, un sacco di porte, un sacco di possibili specializzazioni che potró intraprendere per trovare finalmente lavoro.
Eppure ho 40 anni suonati, e l'idea di mettermi a studiare di nuovo, non mi piaceva per nulla...ma quando non hai altra scelta decidi quella meno dolorosa...l'altra opzione che ho é di rimanere a casa sperando di trovare un lavoro...e perdere un altro anno prezioso, quindi ho deciso che no..torno a studiare...prima o poi al corso mi ammetteranno...
Eppure io volevo fare la traduttrice, volevo divenare una scrittrice /poeta famosa, volevo diventare insegnante di sostegno, volevo diventare receptionist, volevo lavorare in biblioteca o in libreria ...volevo ..volevo...volevo volevo....ecco l'elenco che vi ho fatto é quello che sta segnando la mia crescita, l'unico "lavoro " stabile in questa lista é quello di scrittrice/poeta, che continueró a fare...tutti gli altri sono i cambiamenti che uno si deve preparare, perché anche in Finlandia sia nel parlamento, che in comune che a scuola...IL POSTO NON É FISSO...I FINLANDESI NON ASPIRANO AD UN POSTO FISSO...IL POSTO FISSO DIVENTA QUANDO TROVI UN UFFICIO O UN AZIENDA CHE TI FA UN CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO PRIMA E MAGARI PERMANENTE POI...E SONO POSTI CHE DI SOLITO NON SONO NE PRESSO SCUOLE NE TANTOMENO PRESSO IL COMUNE O L'OSPEDALE...
Io ho cambiato molto il mio modo di vedere il lavoro ed il posto fisso..a me basterebbe anche un lavoro di 10 mesi che mi assicurerebbe la disoccupazione per 2 anni circa...pensate..qui é difficile pure trovare quello....non sono piú giovane, e qui forunatamente studiare é gratis quindi ti danno la possibilitá di provare diverse possibilitá lavorative...cambiare, cambiarsi...quando ho fatto il colloquio di gruppo al test, con lo psicologo, uno psicologo piú giovane di me...con me c'erano altri 5, tutti finlandesi, 2 giovani, io ed un alta ragazza piú o meno quarantenni, un signore ed una signora ultracinquantenni, con una professione giá alle spalle una era segretaria e l'altro ingegnere che desideravano semplicemente cambiare lavoro, e che se non verranno ammessi al corso, hanno comunque un lavoro dove tornare...quindi citando Monti " è importante aprirvi alle possibilitá di lavori diversi, a cambiare lavoro spesso, accettando questa esperienza come una ulteriore crescita personale e professionale..." Nonostante detto in Italia é offensivo, come ho detto sopra, la mentalitá di Monti, é la mentalitá Europea...ed é quella la direzione in cui gli italiani, sia giovani che non dovrebbero andare...il motivo di questo mio post che nessuno leggerá...é proprio questo, per come vanno le cose al giorno di oggi, i posti fissi non ci sono piú..per questo é giusto aprire la propria visualitá a tutte le possibilitá che si presentano...io ho dovuto farlo, ed io facevo parte di quel gruppo di persone che il posto fisso in comune, o all'ospedale o a scuolao alle poste..non ci ho mai pensato e neppure ho mai fatto concorsi...eppure al comune ci sono finita a lavorare cosí come a scuola.....

BUONA GIORNATA!

sabato 12 maggio 2012

SODDISFAZIONI...

 Ciaoa tutti,
avrei voluto scrivere prima ma ho avuto una settimana pienissima e la sera quando potevo dedicarmi alle mie cose ero troppo stanca per farlo...
Ho avuto l'incontro per il progetto di cui faccio parte Runokohtaus (COLPI POETICI)  a Turku la scorsa domenica: la mattinata l'abbiamo passata a parlare dei progressi delle traduzioni delle nostre poesie, ed il pomeriggio siamo andati alla biblioteca comunale ad assistere ad una conferenza di traduttori, di varie case editrici sia finlandesi che straniere, la scorsa settimana era la settimana dedicata alla Letteratura e poesia dell'est, infatti vi erano molti autori e traduttori slavi, ma la conferenza a cui siamo andati noi era sul soggetto delle traduzioni in generale.

È stato interessante constatare che molte mie idee e approcci su come delle traduzioni dovrebbero essere fatte, rispecchiavano anche i criteri con cui i professionisti lavorano, e questo fa bene all'autostima, é stato anche interessante vedere che i traduttori in questione, ( uno anche della casa editrice Sammakko) hanno risposto alle mie domande ed interagito con me in modo molto positivo e attivamente, ed é anche stato interessante notare che comunque ogni strada mi porta alla scrittura, e pensare che alla fine quello in cui credo é effettivamente la strada che devo prendere.

C'era uno scrittore fra i tanti: Paul Polanski, che scrive molto sui gipsy o zingari, che ha anche vissuto con loro molto a lungo, che dovevo andare a vedere quando venne qui ad Hämeenlinna, ma mi ammalai e non potetti andare ad assistere alla sua lettura e presentazione del libro...nonostante le mie idee sono distantissime dal suo modo di vedere le cose, é stato interessante scambiare quatrtro parole con lui che comunque ama molto l'Italia ed era appena rientrato da un tour di 6 mesi proprio in Italia, ed é una persona molto simpatica...

È stata una giornata davvero piena e anche se ero stanchissima al ritorno a casa ( ho dovuto fare 6 ore di viaggio fra l'andata ed il ritorno) ma ero carica di energia nuova e,  come spesso mi succede, ogni volta che per qualche motivo ho voglia di abbandonare il sogno della scrittura per problemi legati alla mancanza di tempo, oppure alle non risposte dalle case editrici, dalle non vendite del mio libro, succede sempre qualcosa che mi rimanda li..a continuare a credere in questo sogno, a continuare ad andare avanti senza arrendermi perché ogni pezzo del puzzle legato alla mia vita , anche prendendo direzioni diverse e svolte inaspettate, mi riporta li..a volte impiega molto tempo ma alla fine é li che ogni mia decisione mi porta, quindi si continueró a lavorare al mio romanzo ed a nuove idee..perché questo devo fare...tengo duro, consapevole che ci saranno altri momenti in cui ho voglia di mollare tutto ma anche cosciente che in quei momenti accadrá qualcosa che mi riporterá su questa strada che é difficile..contorta, dismessa , una strada in cui cadró ripetutamente..ma sempre dovró andare avanti... con questo pensiero vi saluto ed auguro a tutti un bellissimo weekend.

lunedì 9 aprile 2012

PARANORMALE

Come sapete, sono una scrittrice di fantasy e di paranormale e come tale sono interessata a documentarmi sul soggetto del paranormale, quindi sono diversi giorni che quando abbiamo del tempo libero, ci guardiamo con mio marito programmmi sul paranormale; ieri, anche se era Pasqua e quindi sarebbero stati opportuni programmi diversi abbiamo guardato una serie americana "A Haunting" che di solito documenta la possessione di spiriti, fantasmi ed entitá  nelle case...ma nella seconda stagione hanno documentato anche la possessione esplicita, non influenzata dall'ambiente, di  due persone, entrambi i casi i posseduti erano dei bambini, ed entrambi i casi, come del resto tutta la serie, sono documenti di avvenimenti occorsi in USA e sono i protagonisti o chi era con loro, a parlare della loro esperienza.

La prima cosa che mi ha colpito, essendo stata cresciuta come cristina, é stata la diposnibilitá quasi immediata di scerdoti della chiesa Romana Cristina( quindi Cristiani) nell'andare ad aiutare le famiglie con questi problemi in USA; la riflessione che ne é uscita é stata che probabilmente non essendo la popolazione americana cattolica cristiana la maggioranza, fa la differenza...
In Italia prima che un sacerdote si prenda la bega di intervenire in casi di possessione, la burocrazia e le fasi di intervento é talmente lunga che farebbe perdere il coraggio a chiunque e, probabilmente quando intervengono é giá troppo tardi per la vittima che riuscirá a malapena a recuperare la sua sanitá mentale perché traumatizzata profondamente, e condannata per il resto della sua vita a prendere psicofarmaci per amorfizzare il ricordo.
Nel mio piccolo ho avuto modo di consatatre che é questo che succede, mi ricordo quando avevo dei problemi perché vedevo e sentivo cose, cercai aiuto da un sacerdote e la prima cosa che mi disse fu di togliermi l'anello che portavo con il simbolo dello jing e dello jang...dedussi che in quella particolare "casa di Dio" non avrei trovato nessun tipo ne di conforto ne di aiuto, perché il pregiudizio che facessi uso di stupefacenti ed alcol aveva giá fatto agire la mebte di quel sacerdote, che aveva avuto giá un pregidizio su di me, perché indossavo quel determinato anello...quel sacerdote li, secondo me, non dovrebbe neppure farsi chiamare cosí...io non ho mai fatto uso ne di droghe ne di altro...e sono sempre andata vestita di nero e con lo smalto nero nelle unghie ed il rossetto viola nelle labbra.
In America i cristiani sono delle piccole comunitá e spesso ,da quello che vedo in queste documentazioni, molto piú aperte a ricorrere all'aiuto o alla collaborazione con medium,investigatori del paranormale e persino agli sciamani indiani, i sacerdoto stessi, di quanto lo siano quelli che incontriamo in Italia.

La seconda cosa che mi ha colpito é stata che entrambi i casi documentati si trattava di bambini, che non avevano nulla a che fare con sette sataniche e cose del genere, perché dico questo? Ai miei tempi al catechismo ci dicevano di non fare sedute spiritiche o di coivolgersi in rituali strani perché c'era il rischio che Satana ci avrebbe preso, ecco questi bambini, entrambi stavano giocando tranquilli nel giardino di casa quando il demone e´entrato in loro, ed in uno di esso Lorraine Warren stessa, ha dichiarato che si trattava della Bestia delle bestie.
La terza cosa, per dirla in breve, é stata comunque l'apertura mentale delle famiglie che inizialmente non hanno dato attenzione a quello che stava succedendo al proprio figlio anche se il figlio diceva loro che c'era qualcosa che non andava, ma almeno lo ascoltavano..e successivamente..avevano comunque delle esperienze loro stessi.
In entrambi i casi comunque, c'erano degli ingressi naturali che venivano usati da queste entitá...cosa che i sacerdoti cristiani non dicono mai, nel senso per loro la possessione avviene solo se partecipi a qualche rituale, non ammettono che ci sono degli ingressi naturali in cui questi spiriti delle tenebre entrano ed escono a loro piacimento a cercare vittime, spesso questi luoghi sono stati un punto in cui sono avvenuti morti terribili e violente, quindi sono come degli accumulatori di energie, e a volte trovano un ingresso a cui appigliarsi nelle vicinanze ed entrare nello sfortunato che si trova li in quel determinato istante.

Ora la riflessione che ne é scaturita é partita anche dalle mie esperienze personali, a volte essendo io sstessa sensitiva e medium, ho percepito in certi luoghi una determinata oppressione e successivamente ho saputo che erano avvenute morti violente in quiei punti, oppure ho percepito una chiara presenza negativa, oppure una chiara attivitá paranormale e chi era accanrto a me lo ha percepito senza che dicessi nulla di quello che stava succedendomi, riesco peró a percepire anche delle energie positive, che sento ad esempio in lcuni posti di culto, mi ricordo la prima esperienza che ebbi nella mia visita alla Basilica di Santa Chiara ad a Assisi, fu una esperienza bellissima che non dimenticheró mai per il resto della mia vita.
Sono io stessa stata bersaglio di attacchi da parte di energie negative, non dico di essere stata posseduta, non sono mai stata esorcizzata anche se devo ringraziare un frate esorcista che adesso siede di sicuro vicino a Dio se oggi sono quella che sono, ed il frate era francescano, ed uno dei tanti motivi per cui scrivo di fantasy e paranormale é proprio perché ho letto e provato molto io stessa.

Molte volte mi chiedo, come mai i sacerdoti cristiani non sono aperti mentalmente ad altre possibilitá? Perché vogliono essere solamente loro ad avere il privilegio di certi compiti? Lo so é colpa della gerarchia, ma quante persone in piú si potrebbero aiutare se solo ricorressero all'aiuto di medium e sensitivi, intendiamoci quelli seri, non quelli che succhiano solo un sacco di soldi e che non hanno neppure una minima facoltá medianica, infondo sono doni che ci sono stati dati, cosí mi disse Padre Giorgio, e quindi dobbiamo usarli per aiutare, altrimenti non ci sarebbero stati dati...eppure di posti e persobne che hanno problemi di possessione penso ce ne siano molti anche in Italia, ma si sa in Italia c'é il Vaticano e quindi di conseguenza ci sono dei legami, e se non rispetti certi legami ti scomunicano, e lo fanno anche per molto meno...

Poi mi sono chiesta, come mai le vittime sono state dei bambini? Ecco credo che la risposta a questa domanda sia che in certi versi i bambini sono piú ricettivi di noi adulti, ancora non sanno cosa sia una cosa davvero negativa e cosa invece non lo sia, e questa loro "ignoranza" li rende delle facili prede, anche perché certe entitá si presentano come del tutto inoffensive all'inizio, é successivamente che riescono a plagiare la mente del bambino per farlo agire a loro piacimento...
ma ho anche notato che quando sono le case ad essere infestate da entitá non buone,l'ambiente diventa pesante, la persona irritabile e arrabbiata , perché é proprio dalle vibrazioni che la rabbia produce che l'entitá trae forza...

Ho anche notato le diverse reazioni dei genitori o degli amici coinvolti in questi episodi, del tutto umane, anche io se succedesse una cosa del genere a mio figlio mi incavolerei come una bestia e sfiderei l'entitá a prendere me e lasciare in pace mio figlio, perché nel mio ego sarei sicura di riuscire a tenergli testa, ma sono entitá soprannaturali..quindi per gli esseri umani, non gestibili con lo stesso criterio che si userebbe con un altro essere umano e quindi con un corpo fisico; la forza dei medium secondo me sta proprio nel saper rimanere neutrali a certi attacchi, il che é il risultato di tanti esercizi di meditazione e viaggi introspettivi per capire a chi livello puoi arrivare e quindi essere in grado anche di capire e quindi non abusare delle proprie facoltá, ed ovviamente anche di studi, di documentazioni che in Italia sono difficilissimi da trovare, per fortuna che al giorno di oggi c'é internet.

In uno di questi episodi ho anche visto che sono intervenuti Ed and Laurraine Warren , mi sono messa a cercare materiale sul loro lavoro, perché vedendo Lorraine ho percepito una gran forza, ho avuto come un flashback di conoscerla da non so quale altra vita, comunque per scrivere ho bisogno di documentarmi :).

Cristiana Meneghin , Le Gemme Dell'Eubale- blogtour

SPLENDIDAMENTE INFRANTA

Custodisco le tue promesse come un’arma carica, e le sferro contro i sogni prima dell’alba. La notte che svanisce muove ancora l'eco di ...