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mercoledì 19 aprile 2017

LA TELA RUSSA - Sonia Perin-

PRESENTAZIONE

Ciao a tutti oggi vi presento  LA TELA RUSSA  di Sonia Perin, un libro che vi terrà incollati alle pagine. Presto la mia recensione. STAY TUNED!

Sinossi:

Una pericolosa minaccia incombe su Venezia e l’unica speranza di salvezza è nelle mani di una sola persona. Il carnevale rischia di trasformarsi in un’enorme maschera di sangue e distruzione ordita dall’Isis e da alcuni terroristi russi. Un passato che non vuole essere dimenticato e che torna, più potente e reale che mai, nella mente e nel cuore di una donna. Un incubo soffocante che si nutre degli ideali dell’estremismo islamico.

Estratto 1:  

Hammed stava immobile, guardando i due uomini seduti davanti a lui, oltre il lungo tavolo che divideva la stanza. La finestra, con i vetri sporchi, lasciava entrare l’ultima poca luce del giorno e non bastava per vedere con chiarezza i loro volti. Aveva fatto la sua richiesta e aspettava la risposta. Si stavano consultando per decidere se dare il loro contributo alla sua causa, parlando in uno stretto russo che gli era difficile da capire. Si erano incontrati all’uscita della stazione di Torino, alcune ore prima, a metà pomeriggio. Due volti duri, senza espressione. Dopo averlo fatto salire in una elegante auto, si erano messi a girare per la città cambiando continuamente percorso. Si erano fermati solo per lasciare la prestigiosa berlina e salire a bordo di una sgangherata Cinquecento, e dopo un ulteriore giro avevano raggiunto un appartamento in un palazzone di periferia dove regnava il degrado.
Non era stato facile trovarli, le informazioni erano state contraddittorie. Il gruppo russo era segretissimo. I servizi segreti di tutto il mondo erano sulle loro tracce da anni, ma senza alcun risultato.

Estratto 2:

Toni Krool si era allontanato dall’amica senza mai voltarsi. Se erano vere le intuizioni della Colmar, erano entrambi in pericolo. Aveva ricordato il loro modo di comunicare al tempo delle azioni svolte insieme, un’intuizione che aveva più volte salvato loro la vita. Condizionato, sentiva delle presenze alle spalle e represse la voglia di accelerare il passo. Doveva riflettere, ma la cosa più saggia era tornare a casa e far credere che nessun accordo era stato fatto. La sua amica aveva scritto sul foglio il nome di Roman Alck, diceva di aver riconosciuto il terrorista che ora operava facendosi chiamare Simon Fjòdor. La conferma ancora non c’era ma lui, conoscendola, non ne dubitava. Il sospetto che fossero intercettati i loro dialoghi era giustificato da quel nome. Si avviò verso la stazione ferroviaria di Conegliano. Voleva prendere l’ultimo treno per Mestre. Da lì quello per Lugano. Tornato in Svizzera, doveva contattare la Dis e trasmettere i sospetti di Asia. L’entusiasmo di una nuova missione lo stava prendendo, questa volta non lo avrebbero lasciato fuori. Lui e Asia avevano condiviso, proteggendosi a vicenda, tante missioni, poteva dire che avevano girato l’Europa insieme. Poi era arrivato Diego, aveva preso il suo posto, conquistando anche il cuore dell’amica. Il disastro alla stazione di Venezia aveva messo fine a tutto.

Estratto 3:

«Parti subito! Ti aspetterò nel piazzale dell’albergo dove ci siamo incontrati l’ultima volta. Sii prudente». Se erano in pericolo dovevano partire in fretta. Asia chiuse la comunicazione. Chiamò Simon.
«Ok! Partiamo tra poco. Ho un posto sicuro dove nasconderci. Ho parlato con Toni, non dire niente! So già come la pensi. Porto i ragazzi e Ilary». Lo mise al corrente dei suoi piani.
«Tranquilla Asia, siamo al punto che non si può tornare indietro. Se hai fiducia nel tuo amico, ben venga la sua collaborazione. Potrai con calma farmi sapere dove sei, e se lui vuole possiamo creare un incontro. Ci sono tante cose che deve sapere».
La voce di Simon era stanca, innaturale. Aveva timore per lei.
«Asia, ci tengo a te». Le disse Fjòdor, non attese risposta e fece cadere la comunicazione. Lei rimase a fissare il microfono con un nodo alla gola.





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lunedì 3 aprile 2017

FRAMMENTI D'AMORE- FLAVIA CANTINI

PRESENTAZIONE

Ciao a tutti
ecco per voi una nuova uscita di una nuova autrice: Flavia Cantini. Conosciamola meglio: 
Chi è Flavia Cantini? 

Flavia Cantini si laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, consegue il
diploma in Regia e inizia il suo percorso professionale nel video realizzando cortometraggi e
documentari.
Nel 2014 rimane "folgorata sulla via di Damasco" dal web e dalla comunicazione, frequenta allora
un Master in Social Media Marketing e comincia il suo nuovo percorso professionale come Social
Media Manager e copywriter conservando sempre il video nel cuore e utilizzandolo nel suo lavoro
come prezioso alleato per l'engagment.
Scrive da sempre, ha pubblicato, attualmente, 5 romanzi e vari racconti brevi. Dopo aver vissuto
un'esperienza breve ma molto intensa, ha pubblicato due volumi che raccontano l'Amore dall'altro
lato, quello che "non si realizza" e Frammenti d'Amore è uno di questi.

Cono sciamo il suo nuovo libro: FRAMMENTI D'AMORE. Un libro in cui l'autrice riflette e racconta l'Amore. 

Alcuni estratti:

Estratto n.1 

E poi, ci sono amori che non hanno diritto di esistere sul piano fisico della realtà. Sono amori che non ti hanno scelto con la stessa intensità con cui tu hai scelto loro. Sono amori che amano qualcun altro che non sei tu. Sono amori che non sanno amare. Cosa fai, allora? Rinunci? No, ami.
Ami in modo diverso, certo, ma ami comunque. 
Non c'è amore più grande di quello che sa lasciare andare senza perdere il sentimento. Il punto più alto dove può spingersi un amore è quello di amare contro ogni evidenza, nell'apparente solitudine.
Sì, questo è il punto più alto. L'amore che lascia andare ma custodisce nel cuore.
Sì, l'amore che ama anche il No.

Estratto n.2 

Ti consideri eterno? Pensi che avrai infinite possibilità di cercarmi, mettiamo caso, anche tra mille anni?
Queste vite sono un soffio e le candele non bruciano per sempre.
L'adesso ha un valore inestimabile. L'Umanità ha smarrito il valore di un attimo.
La gente corre senza tregua, da un impegno a un altro, da un luogo a un altro, da un lavoro a un altro ancora.
Io mi sono fermata a chiedermi se tutto ciò abbia un senso. Non l'ho trovato.
Tu che mi dici? Parleremo ancora dei nostri dubbi e delle nostre paure? Troverai il coraggio di tendermi la mano? Lascerai che io ti ricordi che nessuno è eterno e che tutto quello che possiamo vivere è il momento presente che, eppure, fugge così rapido?
Tornerà il nostro tempo? O forse il nostro tempo insieme non è mai finito e siamo vittime di un abbaglio che ci impedisce di scorgerci l'uno accanto all'altra.

Estratto n. 3 

E' stato tanto tempo fa, quando ancora ci credevo, quando l'amore era ancora buono con me e mi elargiva i suoi preziosi sentimenti e mi faceva sentire viva.
Viva, giovane, tremendamente felice.
Ma poi l'amore è fuggito, così, all'improvviso. Ho bussato alla sua porta e l'ho trovato scostante, leggermente infastidito. Irritato, sdegnato. Mi ha rinnegato, quasi fossi uno straccio polveroso e consunto dal tempo. L'amore è andato da altre donne, più o meno belle di me, più o meno giovani, più o meno colte e simpatiche. Ma da me non è mai più tornato. L'ho aspettato per tanto tempo, sotto la pioggia e i temporali, al cocente sole d'agosto, mentre il sole tramontava in riva al mare o sorgeva sulla cima delle catene montuose. Gli ho creduto. Ho sperato che un giorno ci ripensasse e si ripresentasse a me. Mi sono tenuta pronta a riceverlo ma mi ha sbeffeggiato, illuso, tradito.





Flavia Cantini 

martedì 21 marzo 2017

IL SENTIERO DELLE LUCI - GIAMPIERO CALABRÓ-

PRESENTAZIONE

Ciao a tutti
oggi vi propongo una nuova uscita di Lettere Animate:
IL SENTIERO DELLE LUCI di Giampiero Calabró , che presto andró anche a recensire.
Intanto scopriamo qualcosa di piú su questo giovane esordiente.

Chi è Giampiero?

Giampiero Calabrò, classe 1986, è un giovane avvocato siciliano che vive e lavora a Barcellona Pozzo di Gotto. Le sue passioni più grandi sono i film, i romanzi gialli e soprattutto i viaggi, preziose fonti di ispirazione per i suoi racconti. “Il sentiero delle luci”, edito da “Lettere animate”, rappresenta il suo esordio nel mondo della letteratura.

Sinossi

Cosa faresti se alla tivù vedessi te stesso in un posto in cui non sei mai stato? Matteo è un ragazzo che trascorre le sue giornate in maniera ripetitiva e noiosa nel paese di Milazzo, e che un giorno assiste a un evento inspiegabile: una persona identica a lui tra la folla in festa a Puerta del Sol a Madrid. Decide, così, di lasciare per la prima volta la sua città per andare in Spagna in cerca di risposte. Madrid è solo la prima tappa di un lungo viaggio per il mondo, che lo porterà in mezzo a tante avventure, misteri… e alla scoperta di se stesso e delle proprie capacità. Tutto ciò sotto il segno di misteriose luci che lo accompagneranno lungo il suo sentiero.

Estratto 1

Terminato di mangiare, Antonio sottrasse il telecomando dal monopolio di Laura e mise su SkyTG24, da buon appassionato di notiziari. Come ogni Capodanno, uno dei principali servizi del telegiornale riguardava il modo in cui veniva festeggiato l’arrivo del nuovo anno nelle varie parti del mondo. - Come sono belli i fuochi d’artificio di Sydney! - esclamò Laura. - Altro che Sydney, questo sì che è un Capodanno! È il Capodanno per eccellenza - osservò Antonio, di fronte alle immagini dei festeggiamenti a Times Square, a New York. Matteo guardava il servizio con poco interesse. Secondo lui, il luogo migliore per aspettare l’arrivo della mezzanotte era a Milazzo… a casa… nel suo letto. Dopo aver mostrato Sydney, New York, Londra e Parigi, il servizio terminò con la famosa piazza di Puerta del Sol a Madrid, dove a mezzanotte i madrileños si erano riuniti per consumare i tradizionali dodici acini d’uva. - Beh, anche a Madrid non sono da meno. Che atmosfera muy caliente! - notò Laura, mentre la telecamera riprendeva la gente che festeggiava, prima dall’alto e poi tramite primi piani a persone a caso. - Matteo, guarda il tizio immobile di fronte alla statua dell’orso di Puerta del Sol che sta indicando il numero 1 con l’indice della mano sinistra! Assomiglia a te! - disse Antonio. - Siii, è vero! - aggiunse Laura. Matteo non aveva fatto caso che la telecamera avesse inquadrato un ragazzo che gli somigliava. Incuriosito e anche imbarazzato per il fatto che ci potesse essere qualcuno che gli somigliasse, prese il telecomando e utilizzò l’opzione del decoder che permetteva di portare indietro di qualche minuto la trasmissione. - Ecco, qui… blocca, blocca! - gridò Antonio. Matteo mise in pausa precisamente nel pezzo in cui c’era quella persona, si avvicinò ancora di più al televisore, divenne bianco in faccia ed esclamò: - Ma… ma… ma… è identico a me... i miei stessi capelli rossi… e persino i vestiti che ho addosso adesso! Ma chi è? - Confuso, spaventato, incredulo, improvvisamente incapace di capire se stesse sognando o meno, continuò a guardare il ragazzo con le sue stesse sembianze e con i suoi stessi vestiti, che in maniera inquietante fissava, serio e immobile, la telecamera, mentre tutti intorno a lui festeggiavano. 


Citazione dal libro

 “Per la prima volta volevo essere un attore e non più uno spettatore. Sento che per me il sipario si sta alzando e le luci del teatro si stanno accendendo… mi sento pronto ad affrontare la folla.”

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Vi ho incuriosito?

Bene , allora buona lettura!

sabato 18 febbraio 2017

PRESENTAZIONE LA LIBERTÀ DEL PETTIROSSO di Francesco Di Giulio

Ciao a tutti,
oggi ho il piacere di presentarvi il primo libro di un autore esordiente di Lettere Animate:

Francesco di Giulio con il suo LA LIBERTÀ DEL PETTIROSSO.

SINOSSI

Ogni uomo nella propria vita ha un segreto dentro di se dal quale non può sfuggire. Un incubo reale che dimenticato in un angolo dell’anima vive latente nei pensieri e nelle emozioni controverse di una comunità che presto conoscerà il male oscuro. Cosa accadrebbe se a un tratto quell'oscurità, che alberga nel cuore di uomini corrotti, venisse rivelata? Siamo in un monastero medievale e temprati uomini di chiesa decidono inspiegabilmente di morire nei modi più atroci. Un luogo isolato su una rupe maligna, pergamene forgiate nell’inferno, monaci al cospetto del proprio destino. Fuoco, sangue e libertà. Può l’anima istintiva e pura di un bambino recluso redimerli dai loro peccati?




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***


Estratto 1:

Nell'anno del Signore 1107 tra la catena montuosa degli Appennini e le pianure del centro Italia, nel cuore della penisola, le robuste mura e le temprate anime dell’Abbazia di Monte Gennaro furono sconvolte da oscuri e drammatici avvenimenti, che da qui a poco rivelerò. Diabolici presagi, suoni infernali, parole di morte, atti crudeli misero a dura prova le anime del monastero, oscurando in una nera tenebra l’intelligenza e la fede di uomini devoti. Anime pie che non furono in grado di comprendere. Il male si era insinuato nella casa del Signore. Il diavolo era tra noi. Per i monaci della vecchia abbazia, la timorata fede in Dio vacillò, la paura e le tenebre presero prepotentemente il posto della serenità e della pace. Nulla sarebbe stato più come prima e nulla verrà mai dimenticato. Il mio compito è stato quello di non permettere di dimenticare, qui nello scriptorium ho sacrificato la mia vita a Dio e con le mie mani ormai tremanti ed i miei occhi fin troppo stanchi ho custodito, protetto e trascritto centinaia di sacre scritture e religiosi testi. In questo lungo periodo ho avuto anche modo di scrivere in gran segreto questo libro a memoria futura e come monito ai posteri, nel ricordo di chi decise di andarsene anzitempo. Questa è l’ultima vera opera che andrò a fare nascere. L’ultimo libro che finirò di comporre. Ma è anche il mio ultimo viaggio in questo mondo, pochi mesi da vivere mi rimangono. Il male ha bussato alla mia porta e qui si trova nascosto il mio appuntamento con lui. Da pochi giorni ho aperto anch'io il diabolico messaggio, ho peccato agli occhi del Signore e dei suoi figli, ho compreso che è troppo tardi per pregare, ho appreso che non ho più tempo per chiedere la grazia. Il momento sta arrivando deciso e prepotente. Tu che leggerai tali pagine che narrano vicende di sangue, di odio e di disgrazia, comprenderai poco a poco, quanto la natura umana sia orribile, demolitrice e maledettamente crudele. Con Amore e Fede, un umile servo del Signore. 

Estratto 2:

La sua mente fece una sorta di rapido viaggio nel tempo, ricordava la sofferenza di ogni colpo e sapeva che meritava tutto ciò. Alzò lo sguardo e con decisione immerse le bende nell'olio che usava come cura. Una volta completamente imbevute, si strofinò sul corpo quelli stessi stracci di cotone. Appena compiuto questo gesto, appoggiò le bende in vari punti. Un paio ne mise sul collo, altre sulle spalle e sul dorso. Il petto anche fu accuratamente unto. Prese ancora l’unguento e la cera delle api sciolta e sé la pose sui capelli, sul viso in maniera abbondante. Aprì la porta della sua cella e con la mano sfilò la torcia dall'anello che la teneva ben salda al muro, poi richiuse la porta. Si trovava ora in mezzo alla cella con la torcia ad olio accesa nella sua mano destra. Prese dal letto il libro delle preghiere, al cui interno vi era stato inserito il biglietto che lo condannava alla fine dei suoi giorni. In contrapposizione a quelle pagine che esaltavano la vita e l'amore del Cristo, aveva inserito le mortali pergamene degli altri confratelli compagni di peccato. Fratelli malefici. Figli del demonio. Li aveva recuperati per portarli con sé nell'oblio. Chiuse gli occhi e chiese perdono per l’esistenza sbagliata che aveva condotto. Avvicinò la torcia infuocata al viso e prima ancora che toccasse il proprio volto una sfera di fuoco lo avvolse costringendolo ad inginocchiarsi. Subito gli venne meno l’ossigeno e mentre ardeva da solo nella propria cella l’ultimo 136 sguardo si posò sulla finestra dalla quale scorgeva il sole appena tramontato ed un piccolo gruppo di pettirossi stava facendo rientro sicuro al proprio nido. Cadde in terra esanime mentre le fiamme continuavano ad avvolgere il suo corpo unto dalla sostanza che per anni gli aveva alleviato ogni genere di dolore. In quel momento quelle stesso medicamento lo stava aiutando a morire liberandolo per sempre da quell'anima nera che viveva dentro di lui, e che ora con lui cessava di vivere. 

Estratto 3:

Decise dunque di spingere la porta con entrambe le mani tenendo il crocefisso nel pugno destro. La aprì, e una volta dentro fu immediatamente accecato dalle prime luci del sole, la finestra era completamente aperta e fu allora che notò con stupore che il sacerdote non si trovava nel suo letto. Fece istintivamente un passo all’interno e mentre stava per chiamarlo un nodo in gola ed una stretta al petto lo bloccò! Sbarrò gli occhi mettendosi una mano sul cuore, così facendo gli cadde il crocifisso che si spezzò in due parti, questo era il segno premonitore di un profondo cambiamento che stava maturando proprio lì dinnanzi a lui. Nello stesso istante le gambe gli cedettero dal disorientamento e la sua bocca si fece immediatamente arida. Quello che stava vedendo non poteva essere vero, non era in grado di crederci. Il terrore e lo sgomento lo pervasero insieme ad un forte senso di incredulità. Il maestro di una vita, colui che rappresentava il suo padre adottivo si trovava a mezzo metro da terra con i piedi nudi che penzolavano e il collo era strozzato da un cappio legato alla trave della freddissima stanza. Il volto era bluastro, gli occhi sbarrati erano iniettati di sangue oramai rappreso. Il cadavere mosso lentamente dal vento dondolava al centro della cella allungando e restringendo la propria ombra sul volto incredulo e già piangente del giovane monaco. Fu in quell'istante preciso e crudele che la campana dell’abbazia iniziò a suonare. Frate Marzio non ebbe il coraggio di fare nulla, l’unico istinto che manifestò fu quello di inginocchiarsi e farsi il segno della croce. Il giovane monaco odiava la morte e la vista del cadavere lo paralizzò totalmente, quel momento fu per lui un simulacro delle vicende bibliche e apocalittiche, uno squarcio in una tela come se il male gli avesse inferto una feroce pugnalata. Preso da spavento e scosso da ciò che stava vivendo, abbassò lo sguardo, fu così che vide un oggetto bianco posto sul pavimento che attirò la sua attenzione. Si avvicinò carponi, come se alzarsi sarebbe stato poco rispettoso. Si trattava di un bigliettino, una piccola pergamena ingiallita ed arrotolata. Al centro era annodata da uno spago di canapa. Aprì quello strano foglio e leggendo quelle parole, il suo cuore sobbalzò ancora una volta per qualche istante, gli sembrò vividamente che una seconda pugnalata si fosse nuovamente conficcata fra le sue carni. Il biglietto era in latino antico ed enunciava questo: “Pater Bernardus, Scio quid feceris puero, si vis pacem sempiternam in armis auferet Dominus mundi salute, sic frui vita aeterna. Requiescant in pace.” Padre Bernardo, Sono a conoscenza di cosa hai fatto a quel bambino, se vuoi la pace eterna tra le braccia del Signore, togliti da questo mondo, salvati, solo così potrai godere di vita eterna. Riposa in pace. 
***

Allora? Vi ho incuriosito?
Per quanto mi riguarda , io ce l'ho fra i libri che leggerò a breve, quindi pubblicherò in questo blog, anche la mia recensione.

Buon weekend a tutti!

martedì 22 novembre 2016

FRANCESCA NOTO- IL SEGNO DELLA TEMPESTA-

PRESENTAZIONE

Ciao a tutti,
eccomi tornata con una nuova presentazione.
Oggi vi parlo di Francesca Noto e il suo libro ; IL SEGNO DELLA TEMPESTA.

Francesca Noto è giornalista e traduttrice di romanzi e riviste.
Appassionata di heroic fantasy, scherma medievale, equitazione, giochi di ruolo e videogiochi fin da bambina, è stata caporedattrice del magazine “Pokémon Mania”, nonché docente di Game design allo IED di Roma. 
Il suo lavoro e i suoi interessi l’hanno spesso condotta all’estero, in particolare negli Stati Uniti, paese a cui è molto legata.

Il libro

Lea Schneider ha un dono, o forse una maledizione. Riesce a percepire con impressionante chiarezza le emozioni altrui. È sempre stato un fardello complicato da gestire, in grado di trasformare la sua adolescenza in un inferno. 
In preda a strani sogni premonitori, Lea fugge verso la regione più selvaggia della Florida, dove è stata concepita vent'anni prima. Ciò che non sa è che quel viaggio ‒ come il suo dono ‒ fa parte di un
disegno più grande. 

Chi è Sven, il ragazzo senza un passato e dotato di capacità ben più potenti delle sue? Nuove forze scoprono le carte di una partita antica, di cui i due giovani sono il fulcro.

Lea e Sven si troveranno nel mezzo del conflitto tra i Waerne, antichi guardiani della nostra realtà, e i Fjandar, asserviti a esseri che di questo universo non fanno parte, ma che diverse volte hanno interferito con le sue sorti. 
Mentre un portale tra i mondi rischia di essere profanato, Lea dovrà trovare il coraggio di guardarsi dentro e affrontare le proprie paure. Intanto, Ragnarök, il crepuscolo del mondo, si avvicina...


ESTRATTI: 

«È finita. Avresti dovuto pensarci prima. Avresti dovuto scegliere con più astuzia da che parte stare, e non puoi dire che non ti abbia avvertito. Ma sei solo... e morirai da solo, Valoisa, con la runa di Thurs incisa sul cuore. Questo è il tuo wyrd». La sua voce era come mercurio, liquida, cromata, veleno concentrato in ogni sillaba che pronunciava.
«Vai all’inferno...», ebbe la forza di pronunciare, inghiottendo una boccata di sangue. Parole appena udibili, che si persero in un debole rantolo. «Questo è il tuo wyrd, figlio di puttana!».
«Certo, tu comincia pure a mostrarmi la strada, intanto», ribatté l’altro, con una bassa risata malevola. «Perché Valoisa muore stanotte».
L’uomo sollevò la mano. Stringeva qualcosa nel pugno, qualcosa di allungato e scintillante. Era il bagliore dei lampi, o la sua mano a brillare di una sinistra aura opalina? Non ebbe il tempo di chiederselo. Vide il braccio di lui fermarsi all’apice, e poi calare in un affondo violento. Sentì la punta metallica piantarglisi nel petto, penetrare sopra la clavicola sinistra, inchiodandolo al suolo. Sgranò gli occhi, inarcando la schiena in un movimento convulso, mentre quello che aveva creduto il limite massimo del dolore raggiungeva un livello nuovo, proiettandolo in un baratro ancora più profondo. Fu allora, fissando con i propri occhi sconvolti quelli del suo avversario, che comprese che, per quanto potesse sembrare impossibile, la sua sofferenza era soltanto all’inizio.
Scoprì in quel momento che era ancora in grado di urlare. 





Rialzò il viso verso di lui, e lo vide sorridere. Quando le loro labbra si incontrarono, non fu come quella prima confusa volta a Key West, un indugiare inconsapevole in un desiderio che era rimasto tale senza concretizzarsi. Per un attimo si guardarono negli occhi, poi Lea serrò le palpebre e si lasciò andare alle sensazioni. Giù ogni barriera, accogliendo le emozioni di lui come se fossero le proprie. Gli strinse le braccia al collo e dischiuse le labbra, desiderando un contatto più profondo e sensuale. Il suo sapore era quello che aveva sempre immaginato, mentre le loro lingue si trovavano, intrecciandosi in una danza selvatica e istintiva, come se in quel bacio si fossero ritrovati dopo un’eternità, una volta di più.
Sentì le sue grandi mani nervose accarezzarle il busto e insinuarsi con dolcezza sotto la t-shirt, sfiorando la pelle nuda, tracciandovi sopra spirali lievi, delicate e potenti al tempo stesso. E non ebbe neanche il tempo di capire se le sensazioni che provava, e quel desiderio caldo come un falò sotto un cielo estivo, appartenessero soltanto a lei o fossero intrecciati a ciò che provava lui. Sapeva però di non essersi mai sentita così, tra le braccia di un uomo. Allora lasciò che accadesse. E che Sven la riconducesse a casa.






«Lo ricordi, vero?», incalzò in quel momento Julma, facendo un passo avanti. I suoi occhi erano abissi di un’oscurità insondabile. La forza della sua mente continuava a inchiodarlo sul posto, prospettandogli possibilità inattese. «Ti hanno temuto, scacciato. Ucciso. Gli uomini hanno paura di chi è diverso, di chi è potente. Hanno avuto paura perfino dei tuoi miracoli». Un altro passo. Le sue mani sembravano scintillare come d’acciaio cromato. «Eri tu. Sei sempre stato tu, in mille vite prima di queste, il rinnegato che hanno colpito con sassi e bastoni, il martire bruciato sul rogo. Valoisa, colui che porta la luce. Ma non la vogliono, la tua luce, non nel modo in cui hai sempre pensato. È questa l’umanità che vuoi proteggere? È questa la gente che merita il tuo perdono?».
La pressione si fece insopportabile. Sven rialzò lo sguardo in quello vorticante di oscurità dell’altro. Arricciò le labbra, scoprendo i denti serrati in una smorfia selvatica. «Ci sei sempre stato tu, dietro alle loro paure», dichiarò, la voce così bassa e profonda da sembrare essa stessa il brontolio cupo del tuono.
E quella voce si levò in un ruggito: «Ci sono sempre stato io, a vegliare sui loro incubi».











Buona lettura!!!

Diana Mistera








venerdì 21 ottobre 2016

LUCCA COMICS, GIORGIA STAIANO, IL MALE DEGLI AVI

Ciao a tutti,
riparto con questo post con le presentazioni.
Per inaugurare questa nuova carrellata di presentazioni dopo la pausa estiva inizio con  GIORGIA STAIANO  ed il suo libro IL MALE DEGLI AVI.

Il libro é pubblicato da Astro Edizioni  e verrá lanciato al  LUCCA COMICS, da Venerdì 28 Ottobre a Lunedì 1 Novembre.

L'AUTORE:

Giorgia Staiano, terapista occupazionale presso il Centro per l’autonomia di Roma, si occupa di persone con grave e gravissima disabilità.
Per una propria crescita personale e lavorativa è divenuta counselor professionista, conseguendo il titolo presso l’università Tor Vergata.

Da sempre appassionata d’arte, si sperimenta nella pittura, nel teatro e nel fantasy, anche attraverso il cosplay. Crescendo a stretto contatto con la religione buddista, approfondisce negli anni diverse culture e religioni, in particolare quella orientale.


IL LIBRO:

L’umanità ha fallito. La Madre Lios, stanca dei continui soprusi subiti, ha distrutto la razza umana, salvando solo pochi eletti.
Millenni dopo, gli Elit, uno dei sette popoli della Nuova era, proibiscono le emozioni negative. Un giovane, però, viene meno a questo giuramento. Mizar è irascibile, scontroso e in eterno conflitto con se stesso; nulla può contro la sua parte più oscura.
In tutto il mondo, intanto, prende corpo una macabra consapevolezza: i bambini stanno nascendo senza anima. Lios ha mantenuto l’antica promessa.
Un viaggio obbligato di dominio e conquista condurrà Mizar negli angoli più sperduti del globo dove, insieme alla giovane Kaila del popolo guerriero dei Dashu, affronterà i suoi demoni. Il Male degli Avi non ha ancora vinto...





"Le promesse sono state infrante, la fiducia tradita.
L’uomo ha appena firmato la propria condanna..."

















Lo stand di ASTRO EDIZIONI :























BUONA GIORNATA E MI RACCOMANDO LEGGETE, LEGGETE TANTO E SOGNATE!!!


giovedì 16 giugno 2016

PRESENTAZIONE ORA, PER SEMPRE ED OLTRE DI DEMETRIO VERBARO

Ciao a tutti, 
Ecco a voi la presentazione del libro di un giovane autore che ha stuzzicato il mio interesse. 
ORA, PER SEMPRE ED OLTRE di Demetrio Verbaro.
Demetrio Verbaro nasce a Reggio Calabria il 14/12/1981. Ha tre figli: Thomas, Riccardo e Dorian. E’ al suo quarto romanzo dopo “il carico della formica” (di cui ha prodotto la trasposizione cinematografica) “l’attimo eterno” e “la farfalla con le ali di cristallo”


Sinossi

Davide e Giulia sono due ragazzi innamorati che si conoscono fin dall'asilo e che si sposano pieni
di speranza per un futuro insieme. Il loro amore è semplice, genuino, profondo. Ma non riescono a diventare genitori e dopo che il dottore conferma che per loro sarà impossibile concepire figli, qualcosa si rompe nel loro rapporto. Entrano in un vortice che li travolge: litigi, tradimenti, risentimenti, divorzio. Ma come la mantide guidata dall'istinto si riproduce pur sapendo di morire alla fine dell’accoppiamento, così uno di loro guidato dall'amore si sacrificherà per la salvezza dell’altro. Alla fine infatti si scoprirà che il vortice che ha spazzato via il loro matrimonio era stato creato da uno di loro in un gesto d’altruismo estremo.

Alcuni estratti per stuzzicare la vostra curiosità:
Estratto 1

Davide e Giulia sono due ragazzi innamorati che si conoscono fin dall’asilo e che si sposano pieni
di speranza per un futuro insieme. Il loro amore è semplice, genuino, profondo. Ma non riescono a
diventare genitori e dopo che il dottore conferma che per loro sarà impossibile concepire figli,
qualcosa si rompe nel loro rapporto. Entrano in un vortice che li travolge: litigi, tradimenti,
risentimenti, divorzio. Ma come la mantide guidata dall’istinto si riproduce pur sapendo di morire
alla fine dell’accoppiamento, così uno di loro guidato dall’amore si sacrificherà per la salvezza
dell’altro. Alla fine infatti si scoprirà che il vortice che ha spazzato via il loro matrimonio era stato
creato da uno di loro in un gesto d’altruismo estremo.

Estratto 2

Mentre lavavi l’insalata ti sei voltata verso di me, senza dire niente, mi hai solo guardato e sorriso,
poi hai continuato a tagliare l’insalata.
In quell'istante è come se fosse avvenuto un incanto, non ho mai provato tanto amore per te come
in quel momento, con quel semplice sguardo mi avevi dato una scossa elettrica, con quel semplice sorriso mi avevi tramortito, nessun uomo in quel momento amava una donna più di quanto io amavo te.
Era come se non fossi vissuto prima di quello sguardo ed era come se fossi morto dopo quel sorriso.

Estratto 3 

Era estate, ed eri meravigliosa, di una bellezza vera e ancestrale, sopra il costume indossavi un
grembiule bianco con i fiori rossi, la curva delle tue gambe rosee era perfetta, ogni centimetro di
pelle nuda era divina sotto la stoffa, la bramavo come la rosa brama la rugiada mattutina. Le tue
labbra erano del colore del sangue, il tuo viso pallido e angelico, i tuoi occhi scuri e profondi come
una strada senza fine, i tuoi capelli cascavano come miele proibito sopra le tue spalle lisce e umide.

Estratto 4

“Che cosa stai pensando?” le domandò preoccupata Giulia.
“Se io e tu ci rivedremo mai più.”
“Ma certo, io verrò a trovarti e tu verrai a trovare me. Questo non è un addio.”
Clarissa alzò lo sguardo verso di lei, i suoi occhi turchini riflettevano il cielo: “balliamo un’ultima
volta insieme?”
“Si, che passi vuoi fare?”
“La presa dell’angelo, quella di Dirty Dancing.”






martedì 26 aprile 2016

PRESENTAZIONE FIELE D'OTTOBRE - Varla Del Rio - DARKZONE

Ciao a tutti!
Eccomi con una nuova e bellissima presentazione per la Darkzone.
Ospite del mio blog oggi è Varla Del Rio ed il suo libro FIELE.

Varla Del Rio è uno pseudonimo.
Nasce a Roma alla fine degli anni settanta e dopo aver conseguito la Laurea in storia e critica del cinema, ha iniziato a scrivere recensioni per riviste indipendenti e pile di sceneggiature.
Alcune sono state realizzate altre hanno ricevuto premi e menzioni. Altre ancora sono in attesa di essere realizzate.
Lavora come assistente al montaggio presso alcune società post produzione e come adattatrice
Ha la passione per i film horror e la letteratura gotica.
Sotto mentite spoglie ha scritto racconti cupi per ragazzi malinconici.
Dal 2012 suona il basso nel gruppo doom Summer's gone.

FIELE D'OTTOBRE è il suo primo romanzo.


Intervista doppia alle protagoniste di FIELE D'OTTOBRE.


NOME

Carla 
Agnese

SOPRANNOME:

Carla: Non ho soprannomi. Da qualche anno il mio nome è stato sostituito dalla parola "mamma"

Agnese: Mia madre mi chiamava sempre "l'esagitata". Vale come soprannome?

ETÀ:

Carla: 40
Agnese: 40

RAPPORTO CON L'ALTRO SESSO

Carla: In questo momento ho un pessimo rapporto con l'altro sesso. Sono sposata con Umberto da quando avevo 28 anni. Abbiamo una figlia, dormiamo nello stesso letto, condividiamo la quotidianità...e la noia.

Agnese: non mi sono mai sposata. È da molto che non incontro un uomo interessante. Preferisco collezionare relazioni poco impegnative e concentrarmi sul lavoro. Sono una calamita per adulteri e psicopatici.

IL TUO UOMO IDEALE

Carla: Si chiama Flavio e fa il libraio. Gentile, sorridente, appassionato. Con lui fantastico una vita diversa

Agnese: non ho un uomo ideale. Non ci sono uomini ideali.

COLORE PREFERITO

Carla: blu
Agnese: rosso

CIBO PREFERITO

Carla: le crepes dolci, amo cucinarle a mia figlia Giulia

Agnese: sono perennemente a dieta.

DÌ QUALCOSA ALL'ALTRA

Carla: Belle scarpe

Agnese: Grazie

TRE AGGETTIVI PER DEFINIRE L'ALTRA

Carla: Passionale, impulsiva, irrisolta

Agnese: Pavida, trascurata, irrisolta


UN LUOGO A CUI SEI MOLTO LEGATA

Carla: il parco del posto in cui lavoro

Agnese: Testaccio, il quartiere in cui sono cresciuta.


BEVANDA ALCOLICA PREFERITA:

Carla: non bevo

Agnese: Vino rosso e superalcolici


GIORNO E NOTTE

Carla: giorno

Agnese: notte


FAI UN SORRISO

Carla accenna un timido sorriso

Agnese scoppia in una risata


SALUTA L'ALTRA

Carla: Riguardati

Agnese: Anche tu



SINOSSI: 

Umberto, un quarantenne frustrato con molte ossessioni, è convinto che la sua vita stia per cambiare in meglio con l'arrivo di una promozione. ma la mattina in cui si reca al lavoro per  l'agognato riconoscimento è costretto a incassare una cocente delusione. Da quel momento in poi il veleno che ha covato per tanto tempo entrerà in circolo, fagocitando tutte le persone che orbitano intorno alla sua esistenza.
Giulia è una dodicenne ricca di fantasia e con una grande passione per il nuoto.  La sua sensibilità la porta a vedere oltre la realtà di tutti i giorni ed ad oltrepassare quella sottile linea di demarcazione che separa il mondo razionale dalla dimensione onirica.
A mettere Giulia in contatto con tale universo è la costanza presenza di gatti, unici esseri capaci di sondare la profondità dell'inconscio.





















Alla prossima!!!



























domenica 17 aprile 2016

DANIELA LOJARRO- PRESENTAZIONE E RECENSIONE FAHRYON – Parte prima de "Il Suono Sacro di Arjiam"

Daniela Lojarro è nata a Torino. Terminati gli studi classici e musicali (canto e pianoforte), vince alcuni concorsi internazionali di canto che le aprono le porte fin da giovanissima a una carriera internazionale sui più prestigiosi palcoscenici in Europa, negli U.S.A., in Sud Corea, in Sud Africa nei ruoli di Lucia di Lammermoor, Gilda in Rigoletto e Violetta in Traviata.

Ha inciso diversi CD:
  • G. Rossini Ermione (con M. Caballè, M. Horne)
  • G. Paisiello Nina, ossia la pazza per amore
  • CD Gala Concert con brani da Lucia di Lammermoor di Donizetti, Rigoletto di G. Verdi e Le nozze di Figaro di W. A. Mozart
  • F. & L. Ricci Crispino e la Comare
  • Exawatt: Time Frame
  • Ars Nova: Seventh Hell

Diverse opere da lei interpretate sono state riprese da radio o televisione:
  • G. Rossini Ermione
  • V. Bellini La Sonnambula
  • G.F. Haendel Alcina
  • L. Delibes Lakmé

Alcuni brani da lei incisi sono stati inseriti come Soundtrack in diversi Film:
  • Zeffirelli Toscanini con brani da Lucia di Lammermoor di G. Donizetti (con C. Bergonzi) e Rigoletto (con C. Bergonzi) di G. Verdi.
  • Harron I shot Andy Warhol con brani da Rigoletto di G. Verdi
  • Scorsese The departed con brani da Lucia di Lammermoor di G. Donizetti
Si dedica anche all'insegnamento del canto e alla musico-terapia come terapista in audio-fonologia, una rieducazione della voce e dell’ascolto rivolta ad adulti o bambini con difficoltà nello sviluppo della lingua oppure ad attori, cantanti, commentatori televisivi, insegnanti, manager per sviluppare le potenzialità vocali.

«Fahryon» parte prima della saga «Il Suono Sacro di Arjiam», edito da GDS, è il suo primo romanzo.


FAHRYON . Parte prima de " IL SUONO SACRO DI ARJIAM"

Sinossi:

«Esisterebbe la luce senza il sole? O il calore senza il fuoco? Il Suono Sacro ha creato il Mondo e noi facciamo parte del Suo canto.»

Nel regno di Arjiam, Fahryon, neofita dell'Ordine sapienziale dell'Uroburo, e Uszrany, cavaliere dell'Ordine militare del Grifo, si trovano coinvolti nello scontro tra gli adepti dell'Armonia e della Malia, due forme di magia che si contendono il dominio sulla vibrazione del Suono Sacro.
Le difficoltà con cui saranno messi a confronto durante la lotta per il possesso di un magico cristallo e del trono del regno, permetteranno ai due giovani di crescere e di diventare consapevoli del loro ruolo e delle loro responsabilità in questa guerra per il potere sul mondo e sugli uomini.


RECENSIONE a cura di Diana Mistera

Fahryon è la prima parte de Il Sacro Suono di  Arjiam, L'ambientazione è quella del fantasy classico. 
Ho trovato questo primo volume un po' arduo da leggere all'inizio perché estremamente lento. Ho impiegato un po' a familiarizzare con i nomi esotici dei protagonisti della storia ed ad entrare nella storia stessa anche se è ben scritto.
Traspare immediatamente la profonda conoscenza ed il legame dell'autrice con la musica ma a volte le descrizioni fin troppo dettagliate degli ambienti rallentano la lettura e la storia.
Avrei approfondito di più certi aspetti dei due protagonisti, Fahryon e Uszrany. La storia d'amore fra i due sembra rimanere in secondo piano, quando io, da romantica quale sono l'avrei fatta nascere ed evolvere un po' di più nella storia. 
Avrei anche approfondito il background del Magh Tyrnahan dato che lo ritengo uno dei personaggi chiave di questo primo capitolo; spero di essere accontentata nel secondo volume. Ho trovato invece molto bella e dettagliata la descrizione del cattivo della storia: Mazdraan che trovo molto, affascinante, fra tutti, lui è il mio preferito. 
Nella seconda metà della storia si ha un notevole decollo e anche la lettura scorre più facilmente, la storia diventa più incalzante ed è difficile staccarsi dalle pagine. 

Ho trovato molto utile alla fine l'elenco dei personaggi e la spiegazione della terminologia usata.
Sono molto curiosa di leggere il seguito.





mercoledì 6 gennaio 2016

NEWS ED INTERVISTE

Ciao a tutti!
Iniziamo il 2016 con una bella intervista con presentazione, nel blog di Tiziana Cazziero Voltare pagina, su IL DEMONE DELLO SPECCHIO.

Buona lettura, seguite il link!

Intervista su Voltare Pagina di Tiziana Cazziero




Cristiana Meneghin , Le Gemme Dell'Eubale- blogtour

SABATO SANTO

Oggi è il Sabato Santo. Il giorno del silenzio. Un silenzio che pesa. Un silenzio che spaventa. Perché nel silenzio sei solo con i tuoi pens...