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sabato 27 settembre 2025

CANTO DELLE ROVINE

Camminiamo tra le rovine,

sotto archi spezzati, sotto volte cadute,

i fantasmi s’inginocchiano,

le ombre  recitano il rosario intrecciato fra le dita

pellegrini,

in sentieri dimenticati dal tempo.


Gli angeli caduti gridano,

con le ali infrante, macchiate di cenere.

Il loro pianto scende come sangue dalle pietre,

si mescola al vino del silenzio eterno.


Offriamo i nostri passi alle pieghe del tempo,

offriamo i nostri nomi ai fantasmi 

che hanno incrociato la nostra vita,

offriamo i nostri sospiri agli angeli piangenti.


Nel cuore della liturgia della tenebra,

perfino la speranza s’inchina,

sussurrando come ostia bruciata

tra le labbra della notte.


Custodi dei segreti e dei sospiri,

camminiamo tra ombre e cenere,

fino a quando il primo raggio non tradirà la notte.


Camminiamo tra le rovine,

e nel silenzio,

sono i fantasmi

a celebrare il nostro passaggio.


© Diana Mistera 2025













domenica 2 aprile 2023

NUOVE SEGNALAZIONI A MAURICE

 Eccomi a voi di nuovo,

due post in un solo giorno...

Con questo post condivido con voi le ultime segnalazioni a Maurice:


SOGNANDO DI SCRIVERE


L'ANGOLO DI NIKI



NEWS!

 Ciao a tutti!

Finalmente trovo un po' di tempo per scrivere le novità. 

È davvero difficile aggiornare un blog, mi ricordo che anni fa ero più costante, adesso, invece, quando torno da lavoro, l'ultima cosa che voglio fare é accendere il computer per aggiornare il blog, sia perché sono stanca , sia perché se devo scegliere fra blog e scrittura scelgo la scrittura, e questa scelta infatti ha fatto sì, che sono finalmente riuscita a finire, e pubblicare Maurice, lo spin off dedicato alla saga Orpheus.

Come qualcuno di voi già sa, ho avuto un blocco con la stesura del terzo libro della saga Orpheus, e così per non perdere il mio mojo, decisi di iniziare questo spin off, che finalmente ho concluso.

Maurice nacque come diversivo in effetti, e nacque su wattpad, dopo i primi capitoli che scrissi su questa piattaforma, decisi di continuare la storia e trasformarla in un romanzo.

Maurice voleva parlare, voleva che raccontassi la sua storia, e per me é stato anche per decidere che tipo di finale dare alla saga...non ho ancora deciso, ma l'approfondimento di questo personaggio, che incontrate, o avete incontrato nei primi due libri della saga Orpheus, era necessaria, e soprattutto mi ha riacceso la fiamma creativa.

Nonostante sia uno spin-off, il libro può benissimo essere letto anche senza aver letto i libri della saga, perché, appunto, narra degli avvenimenti precedenti all'incontro di Geena, la protagonista femminile, con il rocker Orpheus.

Chi è Maurice? Maurice é un dj di una delle discoteche più glamour della Toscana: Il Morgana,  che Geena incontra quando inizia anche lei a lavorare nella discoteca come apprendista barman. 

Maurice é di una bellezza devastante, e Geena si innamorerà di lui quasi subito, un amore ricambiato ma che nasconde alcuni segreti, sia da parte del dj, che da parte della nostra Geena, infatti, non è tutto oro quello che luccica. 

Maurice è il successore del Capo Mastro della setta dedicata al demone Nemoch. L'obbiettivo della setta è quello di “coltivare”un corpo dove il demone potrà reincarnarsi, e il prescelto sembra proprio essere lui, però, non sempre le cose vanno come si è pianificato, non quando hai a che fare con un demone, appunto. E che c'entra Geena con la reincarnazione del demone Nemoch? C'entra e come...leggete il libro e lo scoprirete.

Ho pubblicato questo libro da self, come ben sapete , dopo l'esperienza con la CE Lettere Animate, ho deciso di tornare self. 

La versione cartacea la potete ordinare su tutte le librerie, on line e non, e l'ho pubblicata con youcanprint

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E in versione ebook, presso amazon, il costo dell'ebook é quello di una tazzina di caffè, quindi se volete offrirmi un caffè, fate un click!

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FUN FACT! Come vi ho detto all'inizio di questo post, Maurice nasce come sorta di cura per sbloccarmi dal blocco che mi era venuto con la stesura del terzo libro della saga, e sapete cosa é successo? Siccome ho ripreso i miei diritti su Orpheus, scrivendo Maurice mi sono resa conto che qualcosina doveva essere cambiata anche sul primo libro della saga: Orpheus, e di conseguenza anche sul secondo libro della saga, Il Demone Dello Specchio, così ho ripubblicato, ma solo in versione ebook, il primo libro della saga, e in arrivo anche il secondo, ma vi dedicherò un post a parte.


A presto!






martedì 11 maggio 2021

NELLAMORE, DALLAMORTE

Era una tiepida giornata di Gennaio. Lux guardò il calendario, ricordando le parole del padre,  quando a Gennaio parlavano dei giorni della merla, uno scorcio di primavera in pieno inverno, perché i giorni della merla erano sempre caratterizzati da un tiepido sole caldo.

Decise di fare una passeggiata e raggiungere la chiesetta di legno  che da tanto tempo voleva visitare, costruita in un prato che si apriva proprio in mezzo al bosco. 

Arrivata a destinazione le sembrò proprio di entrare in un'altra dimensione, tanta era la pace e la tranquillità che emanava quel posto. Era senz'altro un posto usato per fare magia, intorno aveva ogni elemento: l'aria, la terra, il fuoco della griglia, tipico di posti del genere dove la gente andava a fare passeggiate per immergersi nella natura e come in molti parchi naturali finlandesi, la gente si fermava per mangiare, e l'acqua di uno dei tanti laghi che caratterizzavano quella parte della Finlandia. E lo spirito era in pace.

Prese il viale che portava alla porta e mentre camminava vide qualcosa luccicare nell'erba, si abbassò per vedere di cosa si trattasse, e vide un anello in argento.

Era antico di sicuro, lo prese e notò delle incisioni all'interno, pensò che fossero del, o della proprietaria/o, e pensò che di ritorno a casa sarebbe andata alla stazione della polizia per consegnarlo agli ufficiali e chiedere loro di fare un comunicato ufficiale, di sicuro chiunque fosse il proprietario o la proprietaria di quell'anello lo stava cercando per ogni dove. 

Ad uno sguardo più attento notò che era incisa una frase:

“Nellamore. Dallamorte.”  E come ogni donna farebbe, lo indossò; l'unico dito dove le stava perfettamente era l'anulare sinistro.

Sentì come una scossa elettrica attraversarle il corpo e perse i sensi. 

Al risveglio, si ritrovò nella stessa prateria ma non riconosceva tutto il resto intorno. 

Lux iniziò ad ansimare, dove era finita? Intorno era tutto nero, sembrava quasi fosse rinchiusa in una specie di sfera di cristallo, solo che fuori era il vuoto assoluto. Stava forse avendo un incubo? Si era forse improvvisamente addormentata nella radura? Si era elettro shockata  da sola, ma come? 

Ma no, ricordava che stava andando verso la chiesa e che nel viale aveva trovato un anello, lo stesso che adesso si trovava al suo dito anulare sinistro. Provò a toglierselo, ma invano. Non ci riuscì, come provava a levarlo, le bruciava la pelle. Anche i vestiti che indossava non erano più gli stessi.

Dove erano i suoi anfibi e i jeans? Indossava una veste candida, sembrava un abito da sposa, ma qualcosa non andava in quell'abito. Era stato come dimenticato, dimenticato addosso a lei. Accarezzò i pizzi della manica e pensò con il groppo in gola e in lacrime:

“Un amore dimenticato.”

Eppure il modo in cui era stato cucito, con cura e devozione dimostrava che, chi lo aveva fatto, aveva creduto in quello che simboleggiava. Come mai allora, la sua bellezza e sacralità era ingiallita? Era stato bianco una volta, Lux questo lo sapeva. Era stato cucito per un amore speciale, che però non si era dimostrato tale, per questo era invecchiato ed ingiallito addosso a lei.

Si sedette sconsolata sulla panca che era fuori dalla baita che era stata una chiesa prima. Forse era morta e quello era il limbo e chi aspetti nel limbo? Doveva fare i conti con i propri pensieri e le proprie azioni. Questo fai nel limbo.

Emil stava facendo trekking nel bosco.  Non aveva mai visitato quel luogo nonostante non fosse distante da casa sua, ma fra le tourné ed i dischi non si era mai dedicato profondamente alle passeggiate, se non in posti che già conosceva, ma una pandemia era esplosa e quindi tutto si era fermato. Costringendolo a fermarsi. E a lui non piaceva stare fermo, si sentiva prigioniero in quell'immobilità. Non poteva più viaggiare; di fare concerti non se ne parlava, era ancora troppo pericoloso, dato che un vaccino per quel dannato virus ancora non era stato trovato, così perché non approfittare? Infondo la sua filosofia di vita, da un po' di tempo era diventata quella di vivere nel momento  e se l'Universo aveva spedito una pandemia, aveva avuto le sue ragioni, e per lui ritirarsi un po' dalle scene non sarebbe stato poi così male. Certo si era tenuto occupato, era stato come la formica, che fa le scorte per l'inverno, aveva lavorato molto. Troppo. Aveva sfornato nuova musica, nuove collaborazioni, un nuovo libro e persino una sceneggiatura per un film horror.

Si nascondeva dietro al fatto che doveva essere attivo per raccogliere, quando in realtà lo aveva fatto per non sentire la pesantezza del cuore. La pesantezza di quella solitudine che aveva deciso di avere, forse perché non si sentiva degno di quell'amore che dentro di se aveva sempre creduto esistere, ma non per lui, perché amare in modo così profondo significava anche esporre la propria vulnerabilità, e ogni volta che aveva abbassato le difese, il muro che si era costruito negli anni intorno, aveva sofferto.

Aveva approfittato di quella tiepida giornata di maggio per addentrasi in quel boschetto che da tanto desiderava esplorare. Sentiva che alcune cose stavano cambiando anche dentro di se. 

Oltre alle passeggiate in posti ancora da esplorare, la pandemia aveva reso possibile fare un lavoro di introspezione. Le passeggiate lo aiutavano anche a fare questo. Doveva pure guarire, doveva rompere quei limiti che si era imposto e forse adesso era pronto a farlo.

Camminava ascoltando il canto degli uccelli, stando anche attento a non disturbare qualche serpente. Era primavera e si erano svegliati anche loro. Si era attrezzato bene, aveva gli anfibi e nello zaino anche il kit di emergenza in caso di uno sfortunato incontro con una vipera. 

Intravide da lontano una specie di rifugio. Quelli che incontri nei parchi protetti, per gli esploratori o gli amanti di trekking, per riposare, in caso di pioggia o neve, magari rifugiarsi ed accendere un bel fuoco, o semplicemente per mangiare qualcosa di caldo, fermarsi mentre tutto, altrove, è ancora in un movimento frenetico. Perché non approfittare? Infondo aveva camminato per ore. Poteva permettersi una pausa.

Man mano che si avvicinava, notò che non era proprio un rifugio, era una baita ed era abitata. 

Una signora sedeva sul tavolo fuori. Sembrava una strega in tutto e per tutto. Sul tavolo aveva la sfera di cristallo, circondata da dei tarocchi. 

Aveva un turbante di seta rossa, indossava braccialetti  e collane con vari  cristalli. Ne riconobbe diversi perché Emil si interessava di magia da anni ormai. Conosceva le varie proprietà di ogni cristallo che vide indossato dalla strega. Sulla porta dello chalet erano acchiappa sogni e teschi di renna. Non era facile incontrare una strega del nord di questi tempi, ma li stava seduta e lo stava invitando a sedersi davanti a lei. 

La donna sorrise invitante, ad uno sguardo più attento era molto sensuale pensò Emil. Nella triade di Ecate sarebbe stata la fase della Donna, poco prima di diventare la Crone.

Aveva delle forme abbondanti. La tunica bianca aveva una bella scollatura ed i seni una bella forma. Era l'immagine della fertilità, della femminilità, della Madre. Emil ne era attratto, molto attratto.

“Scegli una carta” disse la  strega. 

Emil era titubante, l'incantatrice continuò “Dai coraggio, le mie carte non hanno ancora ucciso nessuno...”

Emil prese una carta e quando la cartomante la girò era l'Asso di Coppe. Emil sapeva benissimo il significato di quella carta, fra quelle del mazzo dei tarocchi, era quello che aveva sempre temuto. 

La strega sorrise sensualmente e continuò:

“Scegline un'altra...”

La seconda carta che uscì fu quella della Morte.

“...e un'ultima”

La terza ed ultima carta che scelse fu quella Del Mago. 

La strega aveva a qual punto un sorriso consapevole, e disse ancora:

“Dimmi viandante...cosa vedi nella mia sfera di cristallo? Mi vedi? Chi e cosa vedi ogni notte prima di addormentarti? Vedi Amore o Morte?”

Emil guardò la sfera, e come era successo a Lux, fu risucchiato all'interno.

Come Lux si ritrovò di fronte allo stesso edificio, come Lux, era dentro la sfera di cristallo e intorno era il vuoto. 

Era confuso, pensó che la strega gli avesse fatto un qualche incantesimo, e ben presto realizzò di non essere solo.

Si diresse verso l'edificio e notò una donna vestita di bianco seduta sulla panca. 

La donna alzò lo sguardo su Emil. 

Era forse arrivato finalmente l'angelo che l'avrebbe portata via da quel limbo?Ne aveva tutte le sembianze. Era finalmente giunto il momento di tornare a casa?

L'anello al dito di Lux emanò un fascio di luce che si alzò verso un punto preciso della sfera, rompendola. 

Emil si avvicinò a lei con il forte impulso di stringerla se. E guardandola intensamente negli occhi disse:

“Si è sempre trattato di te.”

Le sue braccia avvolsero i fianchi della donna, entrambi ascesero. 

Quello che era sembrato loro il vuoto, in realtà era l'Universo, che li accolse nella loro forma più divina. 

“Nellamore, Dallamorte” entrambi sussurrarono prima di sigillare il loro destino con un bacio.


© Diana Mistera 11.05.20121

©picture  Diana Mistera Helsinki 2020







domenica 14 giugno 2020

LAVANDA, PREZZEMOLO, SALVIA, ROSMARINO E TIMO

Ricordo un tempo lontano.
Abitavo in una piccola casa in una  delle foreste dello Yorkshire, una delle sue città, quella vicino alla mia capanna, era molto famosa per la sua Fiera, alla quale andavo per barattare la mia merce in cambio di quello di cui avevo bisogno per sopravvivere.
Nella mia cesta trovavi sempre le solite spezie: salvia, lavanda, timo e rosmarino. Amavo essere circondata dai loro profumi. Io stessa le coltivavo per fare pozioni, oli saponi e sacchetti per attirare abbondanza e virtù.
Circondata da questi profumi camminavo fra la gente, nella mia veste più bella. Barattavo queste mie creazioni in cambio, di pane, uova e formaggio.
Quando l'inverno era alle porte, le barattavo con la lana, che usavo per cucire le vesti che mi avrebbero tenuto al caldo e coperte. Il bosco provvedeva a tutto il resto, perché ero a lui devota.
Al mercato, ammiravo le arti dei fabbri e dei lavoratori del legno e della cera.
Gli anni passavano divenni una giovane donna corteggiata da tanti, voluta veramente da nessuno, perché strega.
Doveva pur esserci l'amore la fuori anche per me, sospiravo alla Luna ogni notte, mentre continuavo perpetuamente a coltivare queste spezie.
Da sempre avevo parlato con lei di tutto. Lei mi ascoltava come una madre, mi sorrideva come un'amica, mi incoraggiava come donna, durante le sue fasi. Lentamente  però persi questa convinzione, e non parlai più alla luna dell'amore, anche perché se mi guardavo intorno non ne trovavo di amore, non quello che credevo io fosse l'amore.
Ogni anno per la festa di Beltane il mercato era la mia meta fissa.
Preparai il mio tavolo con molta cura con la mia merce. Fra le tante passioni che avevo, c'era anche quella di creare degli amuleti in legno;ma da me volevano solo pozioni.
Le giovani donne in età da matrimonio, di solito cercavano quella dell'amore, come se indurre qualcuno ad amarti fosse il compito principale di una strega, ma dovevo pur mangiare, e facevo loro delle pozioni, con salvia, prezzemolo, lavanda, rosmarino e timo. L'amore non si può barattare e ne si può indurre la propria volontà su qualcuno. Ami me e me solamente, si, ma per quanto?  Sapevano davvero cosa era l'amore? Mi sarebbe piaciuto sapere perché non ne avevo idea, pensavo ogni volta che concentravo le mie energie su quello che demandavano.
Un giorno si avvicinò al mio banco un uomo. Sentii la gente sussurrare che era uno stregone ed erano anni che non aveva più visitato il mercato, quell'anno la sua visita sconvolse tutti.
In molti avevano creduto che fosse morto. Era un eremita, nessuno conosceva il suo passato ne da dove era venuto; e mi ricordo che da piccola lo avevo visto una volta, ma la memoria era sfuocata.  Ma aveva una energia che la mia anima conosceva davvero bene, e non riuscivo a controllare il mio cuore nel battere troppo forte in petto.
Le sue vesti erano scure e indossava un cappuccio che gli copriva parte del viso.
Era alto per quello che riuscivo a vedere, con dei lunghi capelli dello stesso colore della notte.
Dei pantaloni neri gli fasciavano i fianchi e le gambe, una camicia nera  aperta sul torace  faceva intravedere che se era lo stesso uomo che avevo visto da piccola, non era invecchiato di un giorno.
Al collo portava un medaglione con su rappresentato un lupo nero.
Guardando le mie erbe disse:
“Lavanda, prezzemolo, salvia, rosmarino e timo...”
“Si signore. Le coltivo io stessa...”
“ Mi ricordano  colei che fu una volta il mio vero amore...”
“Oh, parlate al passato...”
“Il tempo non ha nessuna importanza per quelli come me...passato, presente e futuro, si annullano e congiungono nella loro staticità...”
Fu in quel momento che alzando la testa dal mio tavolo, mi guardò con gli occhi del colore del blu del mare, e io ricordai; colui che in ogni mia vita, fu il mio vero amore.
“Lavanda , prezzemolo salvia e rosmarino, mi faranno sempre ritrovare il sentiero che mi porterà a te, perché sono il tuo vero amore. La lavanda ti proteggerà durante la mia assenza. Il prezzemolo ti conforterà. La salvia  ti darà la forza. Il rosmarino è l'amore che necessiterai per perdonarmi, e il timo sarà il coraggio di entrambi, ma soprattutto il mio di ritornare. ”



© Diana Mistera 2020





martedì 4 giugno 2019

ANNUNCIO

Ciao a tutti!
Per molto tempo mi sono immaginata come avrei scritto questo post o quando.
Ho deciso di scriverlo,  togliendomi anche qualche sassolino dalle scarpe.

Lettere Animate ha annunciato la chiusura  nel Maggio del 2020.

Ci hanno informati con una email, e ci hanno offerto diverse opzioni;  ma io il mio discontento con loro lo avevo espresso giá in precedenza, e quindi ho deciso di recidere il contratto e riprendermi i diritti su entrambi i miei libri; quindi non mi ha sorpreso piú di tanto questa notizia, lo avrei comunque fatto a Settembre a fine contratto.

Come autrice mi sono sentita completamente dimenticata e lasciata a me stessa, neppure hanno proposto i miei libri a dei blog, come avevano promesso di fare.
Le vendite sono state misere, e ció che ho venduto é stato in forma elettronica prevalentemente, quando c'era la promozione, come la chiamavano loro, a 0.99e, quindi io come autrice non ci prendevo niente.

Non vi nascondo che uno dei motivi per cui il terzo volume della saga Orpheus, era bloccato, derivava  proprio da questo mio discontento con loro, perchè scrivere se non si ha nessun riscontro?
Se comunque, seppure in mani ad una CE piccola, il lavoro te lo devi fare tutto da sola?
E non vedevo l'ora di riavere in mano i miei due libri, ed essere nuovamente io a decidere il loro destino.

Devo ammettere che loro hanno ampliamente contribuito alla mia non più voglia di scrivere, facendomi rimpianegere piú volte , di aver firmato un contratto con loro.

Si impara dai propri sbagli, ed io ho imparato che i miei libri meritano di meglio, io merito di meglio come autrice, anche se questo significa tornare a pubblicare come self e se non venderó, sarà solo per colpa mia, perché non dedico le mie energie a quello che creo, e so che questo non succederá.

I libri che da oggi non saranno piu disponibili da nessuna parte sono:

ORPHEUS, The Awakening, Orpheus saga vol.1 

IL DEMONE DELLO SPECCHIO, The Unleashing, Orpheus saga vol.2 

I due volumi verranno rieditati e pubblicati da self, ma non so dirvi quando, perché al momento mi sto dedicando ad altri progetti.

Ringrazio coloro che li hanno letti, e mi hanno supportata in questo viaggio durato 4 anni, che hanno recensito i libri, e anche coloro che li hanno comprati e non li hanno commentati, spero vi saranno comunque piaciuti.

Continueró ad aggiornare il blog, continuo a scrivere quindi passate di qua qualche volta.

Se volete seguirmi anche in altri canali, ecco dove mi trovate.

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Buona estate a tutti, se non ci leggiamo durante questa splendida stagione! 😃







lunedì 28 gennaio 2019

NUOVA RECENSIONE A IL DEMONE DELLO SPECCHIO

Ciao a tutti,
con piacere condivido con voi l'ultima recensione ricevuta a IL DEMONE DELLO SPECCHIO .

https://laforestadeifantasy.wordpress.com/2019/01/28/recensione-il-demone-dello-specchio-the-unleashin/

Spero presto di condividere con voi le mie recensioni. È un periodo un po' di cambiamenti quindi il tempo e soprattutto l'energia per leggere qualcosa che non mi serva per il terzo e ultimo volume della saga é poco.
Sono una perfezionista e ci tengo davvero a finire la trilogia con fuochi d'artificio e non con lancio di pomodori marci. 😃

A presto!!

sabato 22 dicembre 2018

NUOVA RECENSIONE A IL DEMONE DELLO SPECCHIO

Ciao a tutti.
Finalmente posso pubblicare un post in cui condivido con voi una recensione fatta ai miei libri.

Ecco a voi l'ultima recensione a IL DEMONE DELLO SPECCHIO, a cura del blog ITALIANS DO IT BETTER.

... Con  "Il demone dello specchio" entriamo nel vivo della storia e ci vengono fornite una serie di delucidazioni che ci aiuteranno a mettere i tasselli nei posti giusti.Tutte le certezze che abbiamo acquisito durante la lettura vengano capovolte più volte rendendo la lettura intrigante e avvincenti...

Se volete leggere la recensione completa, seguite questo link: 

https://italiansdoitbetter-booksedition.blogspot.com/2018/12/recensione-il-demone-dello-specchio.html?showComment=1545474201292#c4530569176379050566


Buone feste a tutti!

lunedì 27 agosto 2018

COME NASCE ORPHEUS

Ciao a tutti,
oggi inizio una breve rubrica in cui vi racconterò come nasce il mio Orpheus.

Parto con il dirvi che Orpheus è il primo volume della trilogia da me scritta dal titolo omonimo.
Perché ho scelto questo titolo?

Semplicemente perché fin dai tempi del liceo ho amato questa storia, dapprima la versione di Ovidio e poi la versione di Virgilio nelle  Georgiche  (Georgiche IV 452-527)

Amore e musica, due temi a me molto cari. Chi mi conosce da anni, ha una memoria chiara di me durante il periodo del liceo: appunto io ed il  mio inseparabile walkman, in cui ascoltavo gli Alphaville, i Duran Duran, gli a-ha e le compilation che creavo per me e le mie amiche.
Sempre con il walkman nelle orecchie, a casa scrivevo storie, fantasticando una vita diversa da quella che avevo, inseguendo il sogno di una moderna Cenerentola dove il Principe era una rockstar, che con il tempo prese la forma di un vampiro che per pura ribellione divenne una rockstar, avete di sicuro capito che parlo di Lestat, e Intervista con il vampiro di Anne Rice, che ritengo la mia mentor.

Da sempre amo la musica in tutte le sue sfumature e quando scoprii questa tragedia mi innamorai subito di questo sfortunato e tormentato poeta che incantava tutti con la sua lira, non era un vampiro, ma trovarlo nelle versioni di latino mi fece vedere questa materia con occhi diversi; sognando, fantasticando di diventare un giorno l'Euridice di un qualche poeta e musicista tormentato e magari pure immortale. 😊

Iniziai ad immaginarmi subito come avrei scritto una versione moderna di questa storia, fu un desiderio che nacque improvviso e per anni è rimasto latitante nella mia testa e nei miei appunti, poi la trama che mi si svela ed inizio a lavorare al tutto nel 2002; lavoro che dura la bellezza di 12 anni per arrivare alla versione in cui è adesso.

Nel 2002, infatti,  trovai il volto del mio Orpheus, Ville Valo; è anche grazie ad una bella conversazione avuta con lui che la storia oggi è quella che è, e di questo glie ne sarò eternamente grata e magari un giorno la riuscirà anche a leggere.

Ma come è il mio Orpheus?
Diciamo che la storia originale è l'ispirazione, ma la mia storia è scritta in chiave moderna e sarà ribaltata. Non vi svelo di più perché questa rubrica nasce con l'intento di incuriosirvi a leggermi. 👿

Qui vi riporto la traduzione della parte  delle Georgiche di Virgilio,in cui si parla di Orfeo ed Euridice, la versione secondo me più bella.

«È vero, ti travagliano le ire di un nume; paghi una grande colpa.
 Ti suscita questa punizione, se i fati non si oppongono,
Orfeo, ingiustamente sfortunato,
e duramente infierisce a causa della sua sposa rapita.
Quella, mentre ti fuggiva trafelata lungo il fiume,
non vide, fanciulla moritura, seguendo il greto,
nell’erba alta davanti ai suoi piedi un orribile serpente.
 La schiera delle Driadi, sue coetanee,
riempirono di grida le cime dei monti;
piansero le rocche del Rodope e l’alto Pangeo
e la marzia terra di Reso
e i Geti e l’Ebro e l’attica Oritia.
Egli, Orfeo,
cercando di consolare con la cava testuggine il suo amore disperato,
cantava a se stesso di te, dolce sposa,
di te sul lido deserto, di te all’alba, di te al tramonto.
Entrò persino nelle gole tenarie,
profonda porta di Dite, e nel bosco caliginoso di tetra paura,
e discese ai Mani, e al tremendo re ed ai cuori incapaci di essere addolciti da preghiere umane. Colpite dal canto, dalle profonde sedi dell’Erebo,
venivano tenui ombre e parvenze private della luce,
quante sono le migliaia di uccelli che si celano tra le foglie,
quando Vespro o la pioggia invernale li caccia dalle montagne,
madri e uomini, e corpi privi di vita di magnanimi eroi,
fanciulli e giovinette ignare di connubio,
giovani posti sul rogo davanti agli occhi dei genitori:
li imprigiona intorno la nera melma e l’orrido canneto di Cocito,
e l’infausta palude dall’onda morta,
e li serra la Stige aggirandoli nove volte.
S’incantarono persino le dimore e i tartarei recessi della Morte,
e le Eumenidi con i capelli intrecciati di livide serpi,
e Cerbero tenne le tre bocche spalancate,
e la ruota su cui gira Issione si fermò con il vento.
E già ritraendo i passi era sfuggito a tutti i pericoli,
e la resa Euridice giungeva alle aure superne,
seguendolo alle spalle (Proserpina aveva posto una tale condizione),
quando un’improvvisa follia colse l’incauto amante,
perdonabile invero, se i mani sapessero perdonare: si fermò,
e proprio sulla soglia della luce,
ahi immemore, vinto nell’animo,
si volse a guardare la sua diletta Euridice.
Tutta la fatica dispersa, e infranti i patti del crudele tiranno,
tre volte si udì un fragore dagli stagni dell’Averno.
Ed ella: “Chi ha perduto me, sventurata, e te, Orfeo?
Quale grande follia? Ecco i crudeli fati mi richiamano indietro
e il sonno mi chiude gli occhi vacillanti. Ora addio.
Vado circondata da un’immensa notte,
tendendo a te, ahi non più tua, le deboli mani”.
Disse e subito sparve,
via dagli occhi, come tenue fumo misto ai venti,
né più lo vide che invano cercava di afferrare l’ombra
e molto voleva dire;
né il nocchiero dell’Orco permise che egli attraversasse di nuovo l’ostacolo della palude.
Che fare? E dove andare, perduta due volte la sposa?
Con quale pianto commuovere i Mani, quali numi invocare?
Ella certo navigava ormai fredda sulla barca stigia.
Raccontano che per sette mesi continui egli pianse,
solo con se stesso sotto un’aerea rupe presso l’onda dello Strimone deserto,
e narrava la sua storia nei gelidi antri,
addolcendo le tigri e facendo muovere le querce con il canto:
come all’ombra di un pioppo
un afflitto usignolo lamenta i piccoli perduti,
che un crudele aratore spiandoli sottrasse implumi dal nido:
piange nella notte e immobile su un ramo rinnova il canto,
e per ampio spazio riempie i luoghi di mesti lamenti.
Nessun amore o nessun connubio piegò l’animo di Orfeo.
Percorreva solitario i ghiacci iperborei e il nevoso Tanai,
e le lande non mai prive delle brine rifee,
gemendo la rapita Euridice e l’inutile dono di Dite.
Spregiate dalla sua fedeltà le donne dei Ciconi,
fra i riti divini e notturne orge di Bacco,
fatto a brani il giovane lo sparsero per i vasti campi.
E ancora mentre l’eagrio Ebro volgeva tra i gorghi il capo staccato dal collo marmoreo,
la voce da sola con la gelida lingua, “Euridice, ahi sventurata Euridice”,
invocava mentre la vita fuggiva:
Euridice echeggiavano le rive da tutta la corrente del fiume». 

Qui di seguito vi lascio il link d'acquisto del primo volume:


 Nel prossimo articolo vi parlerò del seguito. 



lunedì 16 luglio 2018

NUOVA RECENSIONE AD ORPHEUS

Ciao a tutti!
L'estate é a metà del suo percorso. Anche qui in Finlandia siamo sulla soglia dei 30 gradi, temperatura insolita;  in 15 anni é la seconda volta che raggiungiamo queste temperature.
Le mie vacanze inizieranno sabato. Andremo in Lapponia immersi nella natura. Non vedo l'ora, ho davvero bisogno di staccare la spina, e intendo anche in senso stretto e spero di ritrovare la forza e la voglia di scrivere.

Intanto, vi lascio l'ultima recensione fatta ad Orpheus, a cura del blog LA FORESTA DEI FANTASY.

...A quanti di noi sarà capitato almeno una volta nella vita di essersi innamorato di un personaggio famoso. Quando eravamo bambini volevamo essere i fidanzati di qualche personaggio dei cartoni animati, poi siamo diventati adolescenti e al muro abbiamo appeso i poster dei nostri cantanti preferiti, o magari di una modella, o forse di qualche attrice o attore. Siamo cresciuti, abbiamo buttato i poster che prima tenevamo in maniera maniacale, ma dentro di noi vorremmo una storia da film, o da libro… Qualcuno di noi forse vuole stare con una rock star che ci fa palpitare il cuore ogni volta che la sentiamo cantare, che ci guarda dal palco con gli occhi a cuoricino. Questo è un po’ quello che è successo a Geena, la protagonista del libro che sto per presentarvi, anche se purtroppo non è andata proprio come nel suo sogno…

la recensione completa la trovate QUI

Grazie di cuore.

A presto!

giovedì 21 giugno 2018

NUOVA INTERVISTA! Grazie al blog Sognare Leggi e Sogna

Ciao a tutti!
Ultimamente le settimane passano e non me ne rendo conto, e quindi anche la condivisione di interviste o recensioni, rimangono indietro.

Ecco la mia ultima intervista per il blog Sognare Leggi e Sogna.

Ciao Diana e benvenuta, chi sei oltre le pagine dei tuoi romanzi. Raccontaci un po’ di te.
Sono una cameriera che lavora come addetta alle colazioni in un hotel nella città di Hämeenlinna, in Finlandia. Mi sono trasferita qui nel 2003. Prima di questa svolta della mia vita studiavo Lingue e Letterature Straniere a Siena. Avrei dovuto laurearmi in Anglo-Americano, ma per problemi economici ho dovuto lasciare l’università, ero andata fuori corso sia perché lavoravo e studiavo, all’epoca lavoravo in discoteca come barista, sia perché ho avuto, come tanti altri miei colleghi, grossi problemi con una delle insegnanti dell’Università, che pur di non farmi accedere all’orale, perché frequentavo poco i suoi corsi , nei test mi dava 17…come ho detto non ero l’unica e di vittime ne ha fatte tante e quando finalmente sono iniziati i cambiamenti con l’arrivo dell’insegnante primaria per me era già troppo tardi. Sono anche mamma di un ragazzo di 14 anni e moglie.
OrfeusAmo la letteratura goth che oggi chiamano Noir, e sono stata io stessa una goth. Adesso non indosso più corsetti e pizzi, o lenti celeste ghiaccio, o denti da vampira, ma l’anima è quella. Sono di origini inglesi, per questo per me è stato facile abbracciare la cultura goth: trascorrevo le mie estati a cavallo fra Italia e Inghilterra.
Oltre a scrivere romanzi scrivo anche poesie sia in inglese che in italiano, infatti qui in Finlandia sono conosciuta come poeta e partecipo spesso ad eventi letterari, fiere e progetti multiculturali. Amo la musica, il cinema ed il teatro. Sono una fan sfegatata delle serie tv Lucifer, Outlander e Penny Dreadful...

✦✦✦ 

Se volete sapere di più, seguite il link qui sotto ⬇⬇⬇

Alla Prossima!!! 



martedì 19 giugno 2018

NUOVA USCITA !!! RHOMA G. - FINO ALL'ULTIMO RESPIRO-

Ciao a tutti!
Sono felice che il mio blog faccia parte dei 19 che faranno questa bellissima anteprima sulla nuova uscita di Rhoma G " FINO ALL'ULTIMO RESPIRO"

Siete pronti? Eccolo!!!!




Sinossi: 

È il destino che decide il corso della vita? Oppure siamo noi che con le nostre decisioni lo influenziamo?

È l’alba di un nuovo giorno quando Regina prende una scorciatoia per raggiungere più in fretta il villaggio di Andrina, e così si imbatte in qualcosa di imprevisto e inimmaginabile.

Misha entra nella sua vita.

“A volte vorrei non amare al punto da sacrificare tutto. Ma… amo e non esiste altra ragione al mondo per cui valga la pena mettere in gioco se stessi.

Continuo a ripetermi che di sogni non si vive, ma sono l’unico espediente che mi tiene a galla.

Ogni tanto mi capita di sognare il mio soldato dagli occhi scuri. «Sono venuto a prenderti.» dice prima di avvolgermi in un abbraccio carico di promesse. Poi mi sveglio, gli occhi pieni di lacrime e il cuore vuoto.

Lui non verrà a portarmi via.”

Ma, il destino ha già deciso.

“Non sarà per mano mia, non so quando, ma so perché.

Presto o tardi ci rimetterò le penne, magari sarò io stesso ad andare incontro alla morte e finalmente avrò il riposo che agogno da tanto tempo.

Il sonno del guerriero.

Ho trentacinque anni, eppure avverto la sensazione di aver vissuto cento vite e che ogni giorno duri un’eternità.

Mi guardo indietro e scorgo la scia di sangue che ho lasciato durante questi anni. Non sono un senzadio, sono un soldato, e prima che alla legge divina devo obbedienza all’esercito che ho giurato di servire.

Mi guardo indietro e vedo il viso dell’Angelo che mi ha tenuto aggrappato a questa esistenza. Nonostante tutto, vale la pena vivere se ho la speranza di rincontrarla.”

Nella radura dove il silenzio è tornato a imperare, Regina appare dal nulla e salva la vita di Misha, poi scompare. A distanza di mesi, a causa dell’ineluttabile disegno del fato, i due si ritrovano e stavolta toccherà al soldato difendere la vita del suo angelo a costo di sacrificare la sua. Del resto è questo che fanno gli uomini come lui: proteggono gli innocenti.




Estratto:

Anni fa, una vecchia saggia mi ha detto che l’amore è una strega abile nello scoccare incantesimi e straordinaria nell’infliggere maledizioni. “Fai attenzione, figlia mia, quando sentirai il vento cambiare preparati, la tormenta è nell’aria. Isola la mente, proteggi il corpo, nascondi il cuore dove tu stessa faticherai a ritrovarlo.”
Ed io l’ho fatto.
La prima volta che sono stata con Dimitri ho lasciato la mente fuori dalla porta, ho indossato un’armatura e gettato il cuore dentro a un pozzo, profondo quanto profonda è stata la mia disperazione quella notte.
Poi, in un mattino senza sole, come un bagliore dal cielo sei apparso tu, il figlio di una stella rossa, e hai infranto le mie certezze.
Sono giunta da te per caso, eppure sapevo benissimo dove trovarti, un bambino bisognoso di cure, un cucciolo smarrito nella foresta. Ti sono stata vicino, ti ho infuso coraggio e ti ho tenuto al caldo quando intorno a noi c’erano soltanto silenzio, tragedia e gelo.
E tu hai pianto e le tue lacrime hanno piantato un seme dentro di me. Giorno dopo giorno, dal seme è germogliato il mio amore. A nulla sono valsi la porta chiusa, l’armatura e il cuore in fondo al pozzo, ti ho amato fin da quel momento, anche se non lo sapevo, anche se non lo volevo.
Quando ti ho rivisto ho capito.
L’emozione nella gola ha spezzato gli indugi e rotto le catene con cui ho asservito me stessa. Lo scorrere del tempo mi è parso una buona cosa, l’amaro dolce e l’ombra luce. Mi hai stretta nel tuo abbraccio ed io non ho avuto più freddo, anche se mi sono ritrovata nuda, esposta alle intemperie e impreparata a ciò che avresti rappresentato da lì a poche ore.
La vecchia saggia mi ha avvisato: la tormenta è arrivata con i suoi venti del Nord e le nevicate che accecano e ghiacciano, ed io sono stata accecata dal tuo sorriso radioso, dalle scintille nei tuoi occhi, dalla forza delle tue mani grandi. Ho lasciato aperta la porta, smesso l’armatura e il cuore è sbucato fuori dal pozzo per riprendere il suo posto nel petto.
Tu sei forte, amore mio, io lo sembro soltanto.
È stata un’illusione, un fatale errore.
Ho scordato chi sono, cosa ho fatto. Per qualche tempo sono stata il tuo Angelo della Taiga e tu il mio Soldato. E ora che l’irrimediabile è accaduto fra noi, non so come chiudere la porta, rientrare nell’armatura e strapparmi il cuore dal petto.




 
Altre pubblicazioni:


•Cygnus - Self Publishing (autoconclusivo)
•Il Santo - Self Publishing (autoconclusivo)


- Collana Tempeste:


•L’uragano dentro me - edito da Tre60 (autoconclusivo)
•Come vento d'inverno - Self Publishing (autoconclusivo)


- Serie Bittersweet:


•1 - Bittersweet, qualcuno come te - edito da Silele Edizioni
•2 - Stardust, qualcuno come me - Self Publishing
•3 - Never Ends, nessuno come noi - Self Publishing
 
Nota biografica:

Rhoma G. ha cominciato a scrivere racconti all’età di tredici anni, e sebbene la vita l’abbia poi indirizzata da tutt’altra parte, non ha mai messo di coltivare il sogno di diventare scrittrice. Divoratrice di libri e scrittrice per passione, considera la lettura il mezzo per vivere tante avventure diverse, e la scrittura il tramite tra il mondo reale e i personaggi creati dalla sua fervida immaginazione. Vive col marito in una città di mare, ama viaggiare e nutre una smodata passione per i film di Hitchcock.




venerdì 8 giugno 2018

NUOVA RECENSIONE a IL DEMONE DELLO SPECCHIO

Ciao a tutti,
Grazie al blog Gli Occhi del Lupo per una nuova recensione a Il Demone dello Specchio.

In questo secondo capitolo della storia Geena e il rocker Orpheus fanno visita al castello del Conte Vlad per intervistare un esperto di vampiri. La ragazza, infatti, è in procinto di laurearsi e per scrivere la sua tesi si reca nel paese del Conte Dracula dove può ampliare le sue ricerche.
Da qui i due giovani si separeranno: lei impegnata con l'università mentre lui in tour con la sua band. 
Il mistero celato nel primo volume inizia a farsi più chiaro: i poteri di Geena cominceranno a manifestarsi mentre a Orpheus accadrà qualcosa di strano; qualcosa legato al suo passato....

Se volete leggere tutta la recensione seguite il link qui sotto ⇩⇩⇩ 


Buon weekend a tutti!


martedì 5 giugno 2018

A GIRL FOR ME - Evelyn Storm - NUOVA SEGNALAZIONE

Ciao a Tutti!
Volete un consiglio di lettura da fare otto l'ombrellon?
Eccomi di nuovo con una nuva segnalazione, fresca e vivace come le vostre notti d'estate!

A GIRL FOR ME  di Evelyn Storm.

Tempo fa vi avevo segnalato il primo volume di questa duologia,  A GIRL FOR TWO. Per rinfrescarvi la memoria potete seguite il link ⇓



A GIRL FOR ME è autoconclusivo e indipendente dal primo libro della duologia "Love Games" che è  "A girl for two". Ciò significa che si può leggere anche senza aver letto l'altro.





Primo estratto:


«Ti sei incantato?»

«Non potrei fare diversamente, visto il lusso e la visuale che mi circondano.»

«Nella visuale che ti circonda sono compresa anchʼio?»

«Può darsi» sorrido sornione.

«Ignoro il tuo commento di proposito. Se sei qui, è per tenere alla larga tutti i miei spasimanti e far credere alla mia famiglia - e ai paparazzi - che ho messo la testa a posto con un fidanzato al mio fianco. Non ho intenzione di fare... robe con te.»

«“Robe”?» alzo il sopracciglio.

«Hai capito.»

«Veramente ho qualche dubbio» affermo, per incoraggiarla a continuare.

Dʼimprovviso mi guarda dritto negli occhi. «Sesso. Non ho intenzione di farne con te. Tutto chiaro?»

«Forse sarà un duro colpo alla tua autostima, ma non mi è saltato in testa nemmeno per un momento che lo avremmo fatto. È la mia politica numero uno quella di non fare sesso con le clienti. Sesso e amore al momento non fanno per me.»




Secondo estratto:

Il mio umore scende ancora, sono nero. Non mi sta affatto prendendo sul serio. Al suo solito.

Sbuffo. «A volte non saprò controllarmi dal risponderti male, non sarò sempre sereno o arrendevole, non frenerò la lingua davanti ai paparazzi o ai tuoi conoscenti, non ti darò ascolto come un cagnolino e non mi tramuterò in uno schiavo, seppure largamente stipendiato. Tutto chiaro?»

Il suo buonumore non si spegne, anzi.

«Quanto sei brutale, tremo tutta. Ricorda, però, che tra di noi non ci sarà mai un equilibrio. Non giocheremo mai ad armi pari. Perché io sarò sempre un passo o più davanti a te.»



Allora che mi dite? Vi stuzzica? Ecco, dove potete acquistarlo:





martedì 29 maggio 2018

NUOVA INTERVISTA e ALTRO

Ciao a tutti,
come va? Qui in Finlandia è scoppiata l'estate, non si va al di sotto dei 22 gradi, non piove da settimane,  con il risultato che chi è allergico come me, non sta avendo uno dei momenti migliori della vita, quindi anche l'autostima ne risente, perché non sembra, ma il cortisone non è mica tanto gentile con il tuo organismo, e così sono un paio di settimane che dondolo, ho alti e bassi, a giorni dico che sto facendo la cosa giusta, che la voglio fare perché è parte di me la scrittura, e altri che vorrei invece mollare tutto.
 Le recensioni sono ferme, ed anche le vendite; questo è uno dei problemi per cui i miei alti e bassi sono molto bassi. La gente non legge, non compra libri e allora uno che pubblica a fare?
Si pubblica per essere letti inutile fare gli ipocriti e dire che a me non importa se vendo o meno, se mi leggono o meno,  importa e come, altrimenti non avremmo pubblicato In Primis.
Non é neppure un problema di guadagni, con i prezzi degli ebook non ci si arricchisce, ma é un dato di fatto che noi autori ci aspettiamo dei riscontri da parte dei lettori, e purtroppo non arrivano quanto vorremmo.

Molti miei colleghi mi stanno vicino in questo momento, altri si sono arrabbiati all'idea che possa smettere di scrivere, promettendo di venire fino a quassú per tirarmi le orecchie ...ecco...lo farei, quello di smettere di scrivere, solo per farti venire qua e passare una bella giornata a chiacchierare, se leggerai questo post, capirai anche che parlo di te. 😉

La realtà è questa, se non si ha un riscontro dai lettori ci si chiede se valga la pena ancora scrivere. Ci si chiede  "Ho davvero scritto una schifezza che nessuno vuole leggere?" Ci si mette in dubbio, si pensa che non siamo bravi abbastanza che non riusciamo a raggiungere un livello accettabile per essere letti e magari piaciuti.
È vero, non tutti amano pubblicare commenti o recensire libri, e probabilmente il miei libri sono stati letti ed apprezzati, da molte piú persone di quello che penso, anche se il report vendite mi dice il contrario.

È ovvio che quando ho scritto quel post su facebook, era un momento in cui dovevo vomitare il mio stato, si avete letto bene, vomitare, perché certe cose le si vomitano quando non si riesce più a trattenerle dentro, ma ci ho pensato davvero a smettere.
Una mia collega ha commentato dicendomi che non riuscirò mai a farlo perché la scrittura è una parte di me, ha ragione, non smetterò mai di scrivere, il dubbio sorge quando penso alla pubblicazione, magari smetto di pubblicare, ma anche questo è un altro coniato di vomito, ho anche io il mio Ego che riesco a controllare abbastanza bene nella maggiore dei casi, ma ogni tanto riesce a fuggire, perché alla fine credo che queste crisi siano dettate da lui.

Il punto è che si va in crisi. Inutile negare anche questo, perché capita a tutti gli artisti.
I motivi possono essere svariati, io ho elencato quelli che a me portano a pensare di mollare tutto quello che concerne la scrittura, e limitarmi a leggere e recensire altri.
Una mancanza di emozioni forti, una vita piatta ed un lavoro che  stanca talmente tanto che quando torni a casa vuoi solo riposare e magari guardare la tv passivamente, anche questo é un altro motivo. Non ho energie e mi tocca  aspettare le ferie per dedicarmi a quello che vorrei fare davvero.
La scrittura non mi fa pagare i conti ne riempire lo stomaco, purtroppo.

 Avevo iniziato a scrivere questo post perché volevo semplicemente condividere l'ultima intervista che mi hanno fatto e guarda cosa è successo?

Forse il mio istinto mi sta dicendo di usare questo strumento anche per pubblicare di me, non solo recensioni e news, infondo se leggete il blog di uno scrittore vi va di sapere anche chi c'è dietro ai libri che scrive, sbaglio?

Comunque, se volete leggere la mia ultima intervista, seguite il link ⇩



© per la foto  va al blog La tana dei libri sconosciuti

lunedì 19 marzo 2018

MELISSA CASTELLO -IL BACIO DELL'ANGELO PERDUTO- SEGNALAZIONE

Ciao a tuti
Eccomi di nuovo a voi.
Oggi, con una nuova presentazione dell'autrice emergente Melissa Castello



Trama:

Lei lo ama da sempre. Lui la odia a tal punto da aver perso se stesso.
Patrick ha perso tutto. Anche la sua stessa umanità. Ha rinunciato alla sua vera natura a causa di Cat. E ora l’unica cosa che desidera è ottenere la tanto agognata vendetta che brama da anni, da quando è ritornato in città. Finalmente il momento giusto sembra essere arrivato, ma proprio quando si ritroverà a vivere a stretto contatto con lei, qualcosa di imprevisto e dimenticato torna a galla, portandolo a soffocare la sua vera essenza e ciò che essa nasconde.

Tra segreti e rancori passati, riuscirà Cat a ritrovare il ragazzo che si nasconde dietro l’anima perduta di Patrick?



Estratto 

Avevo il cuore in gola e temevo che lui potesse sentirlo pulsare, avvicinandosi.
Deglutii a vuoto e finalmente trovai il coraggio di alzare lo sguardo e perdermi nei suoi meravigliosi occhi verdi oscurati dal desiderio.
Soffocai un sussulto quando mi accorsi che anche lui mi stava fissando.
E come mi fissava… Come avevo sempre desiderato.
Mi sentii completamente persa, intrappolata da quegli occhi che m’inchiodavano e m’ipnotizzavano.
Questa volta non riuscii a distogliere lo sguardo al quarto secondo, come facevo sempre.
No, questa volta, rimasi lì, con il cuore che mi esplodeva nel petto e le mani serrate dietro la schiena, incapaci di muoversi.
Quando il suo profumo mi arrivò ai polmoni, mi sembrò di perdere il contatto con la realtà.
Non si era mai avvicinato così tanto a me e in quel momento sarebbe bastato un respiro un po’ più profondo per sfiorargli la maglietta con il petto.
Andai in apnea e aspettai.
Immobile.
Incapace di muovere un muscolo o anche solo di respirare o pensare.
Inebetita da quella vicinanza che mi spaventava e desideravo nello stesso tempo, da quando il mio cuore aveva iniziato a battere per lui molti anni prima.
Lentamente allungò il braccio e mi sfiorò la guancia con il dorso della mano.
Dovetti usare tutti i miei sforzi per non strofinarmi contro di lui come una gatta in cerca di coccole.
M’imposi di rimanere ferma.
Non sapevo perché, ma c’era qualcosa che mi diceva che avrei fatto meglio a non muovermi oppure a scappare lontano, qualcosa che mi faceva stringere i palmi sudati delle mani intorno a un pugnale che tenevo nascosto dietro la schiena.
Sentii la lama tra le dita.
Non avevo idea del motivo per cui io dovessi tenere quell’arma, ma ero sicura del fatto che lui non doveva assolutamente saperlo.
Strinsi le dita con ancora più forza fino a ferirmele, sentii il sangue colare sull’elsa dorata e cadere per terra, ma non percepii dolore.
La vicinanza di colui che bramavo da una vita, mi distraeva completamente e quando lo vidi chinarsi su di me, annullando le distanze fra noi, la mia mente si svuotò completamente.

Estratto 2 

Tutti quanti aprimmo il libro sull’ultimo capitolo affrontato in classe e su cui si svolgeva l’interrogazione. Con la matita in mano, cominciammo a fingere di prendere appunti con aria annoiata.
“L’ho di nuovo sognato” scrissi sul margine del libro. Diedi un’impercettibile gomitata a Spencer seduta vicino a me e senza distogliere gli occhi dal libro, le indicai di leggere il mio messaggio.
“Chi?” mi rispose lei accanto al mio appunto.
“Patrick” scrissi a caratteri cubitali.
Spencer mi sorrise felice.
“Anche questa volta vi siete baciati?”.
Con piacere notai che non si dimenticava mai di ciò che le raccontavo. Peccato che non avesse la stessa memoria anche per storia.
“Sì! È stato meraviglioso come sempre!” scrissi rapidamente emozionata e contornando il messaggio di omini stilizzati e cuoricini.
“Peccato sia solo un sogno!”.
Era vero, ma per oggi quello mi bastava.
Non riuscimmo a scriverci altro, dato che sia Susan, sia Matt ammisero di non aver studiato e il professore fece interrompere subito l’interrogazione per riprendere la lezione sulla guerra fredda.
Tuttavia non ero in vena di ascoltare la lezione, così riempii la pagina di cuoricini con all’interno le iniziali P.S., Patrick Starfox.
Di tanto in tanto lanciai qualche occhiata verso di lui, che si trovava leggermente spostato dietro di me, a sinistra e a poco più di due metri di distanza.
Alla terza occhiata mi accorsi che anche lui mi stava fissando.
Mi guardava con uno sguardo indecifrabile.

Accennai un sorriso, ma lui rimase imperturbabile nella sua bellezza mozzafiato.


PER ULTERIORI INFORMAZIONI SEGUIRE IL LINK


Non mi rimane che augurarvi una buona giornata e una buona lettura!
Alla prossima!

sabato 10 marzo 2018

Libri Riflessi 13 - Orpheus



Ciao A Tutti!
Ringrazio Libri riflessi , per avermi avuta come ospite con Orpheus, primo volume della saga omonima.
Ringrazio le blogger : Cristiana Meneghin di Icrewplay, Martina de La Bottega dei Libri e Simona Trivisani del Blog A me piace leggere.
Un grazie particolare a Teresa e Mariano.


giovedì 22 febbraio 2018

La Bottega Dei Libri: Recensione: Il Demone dello specchio di Diana Mist...

Ciao a tutti,

Una nuova recensione a IL DEMONE DELLO SPECCHIO, a cura de La Bottega dei Libri.

Grazie Martina!



Finalmente il secondo libro della saga Orpheus! Anche questa volta l’autrice non
 ha deluso le aspettative e ha svelato intrighi e profezie. Partiamo dall’inizio. 
Ritroviamo i personaggi del primo libro, Orpheus e Gina, sempre più innamorati,
 intraprendere un viaggio per completare la tesi della ragazza prossima alla 
laurea. A mio avviso la scelta della Romania lascia al lettore un qualcosa di 
misterioso e affascinante e ciò non deluderà le aspettative. I due ragazzi 
scopriranno presto un lato tenebroso di questo affascinante Paese tanto quanto
 l’approfondimento di due personaggi già incontrati durante il primo libro: 
Stephan e Samyaza.  Questi sono descritti molto bene, soprattutto a livello 
fisico, per sottolineare ancora di più la loro bellezza e ciò che sconvolge Gina 
ogni volta che si trova con loro...

Per leggere l'intera recensione , seguite il link. https://labottegadilibri.blogspot.fi/2018/02/recensione-il-demone-dello-specchio-di.html


 

martedì 20 febbraio 2018

NUOVA SEGNALAZIONE.- Lucia Mugnai- L'Erede

Ciao a tutti,
Eccomi con una nuova segnalazione per voi che amate il Fantasy.

LUCIA MUGNAI -L'EREDE-

Scheda:

Titolo: L’Erede (Heloth #2)
Autore: Lucia Mugnai
Genere: Fantasy
Editore: auto pubblicato
Prezzo: 1,99€ (0,00€ con Kindle Unlimited)
Uscita: 1 febbraio 2018
Formato: ebook


Sinossi:

Darion e Rowena vivono la loro vita insieme nel castello di Simor. Darion è diventato re, tutto sembra scorrere normalmente per i due innamorati. La loro complicità però non è ben vista e Darion si dimostra ogni giorno più riluttante ad avere Rowena vicino a sé. Quando una serie di eventi sempre più inquietanti comincia a metterli alla prova, la giovane si convince che la loro sia un’unione impossibile, così incapace di sopportare continui giudizi e umiliazioni, decide di tornare a casa sua, l’unico posto dove non si è mai sentita fuori luogo.
Rimasto solo, Darion si trova a doversi scontrare con Adam, il suo nuovo consigliere, che invece di aiutarlo, sembra creare occasioni per metterlo sempre più in difficoltà. Disperato per aver perso sia Rowena, che la credibilità di sovrano, schiacciato dalle situazioni e incapace di porvi rimedio, il giovane re comincia a pensare che tutti gli strani eventi che accadono nel castello siano a causa sua. La sua angoscia diventa tangibile, quando si scopre tradito da tutti e soprattutto che il suo incubo più grande è realtà. Lottare è sempre stato inutile per lui, La sua strada era già segnata, il suo destino già scritto.
Dalle alte torri di Heloth, Hander osserva e ascolta, ma per lui è ancora complicato capire: ci sono molte cose in ballo. L’inquietudine cresce attraverso il palazzo, ma gli occhi dell’Eletto guardano verso il suo mondo, dove una strana oscurità avanza da nord e il suo cuore gli dice che non c’è più tempo da perdere. Lui non lo sa ancora, ma a risvegliarsi non è stata solo la Città Leggendaria.

Estratto:
Alzò il Pugnale d'Oro in alto, per vedere alla luce se si fosse sciupato e un po' anche in segno di sfida. Ora non si sentiva più solo re di Simor: era il re di tutte le terre e dei regni celati. Non sarebbe più stato Darion, il saggio e timido re che per paura non riusciva a concretizzare niente di buono. Non avrebbe più dovuto nascondere la sua natura, fingersi ciò che non era affinché quelli vicino a lui non lo additassero come un mostro, l'erede di suo padre. Non aveva più nessuno vicino, a parte Kener. Quelli che gli erano stati vicini, o erano morti, o sarebbero morti presto, per mano sua.
Dei passi lenti e decisi dietro di lui, lo destarono dai suoi folli pensieri. 
Sorrise, fissando un punto imprecisato tra le cupole sottostanti e le verdi terre lontane e indistinte.
«Sapevo che mi avresti trovato, alla fine», esordì con una smorfia divertita, mentre continuava a rigirare il Pugnale d'Oro tra le mani. «Coraggio, avvicinati».
«Ho sperato fino all'ultimo di non trovare te, quassù». 
Era Derek. Fermo sulla soglia della terrazza, sotto un arco, sembrava brillare di una furia che stentava a contenere. Serio, le braccia lungo i fianchi, i pugni chiusi. «Speravo fosse un incauto avventore, un pazzo, un nemico... magari Kener. Ora sarei stato forte abbastanza per prenderlo e scagliarlo di sotto. Ma tu...» gemette poi, addolorato. «Perché, Darion? Esigo tu mi dica perché hai fatto questo».
Darion non si voltò. «Molte cose sono cambiate».
«Rispondi alla mia domanda!» sbottò Derek, incapace di trattenersi.
«Perché intanto non vieni qui?», riprese Darion, calmo. «Avvicinati, cugino. Parliamo un po'. In questi lunghi mesi siamo cambiati. La vita ci ha messo alla prova. Siamo morti entrambi. Quei due giovani che scherzavano e sognavano, quel giorno simile a oggi, non ci sono più». Darion ridusse gli occhi a due fessure, continuando a fissare il vuoto. Poi tornò in sé, ma ancora non si voltò. «Coraggio, di cos'hai paura? Siamo due mostri, ormai. In un modo o nell'altro, lo siamo entrambi. Tu lo sai. Te ne stai lì, con la tua armatura d'oro, la tua immutabile bellezza... ma sei un mostro, tanto quanto me».
Derek digrignò i denti. «Non ricordarmi che potrei ucciderti con una sola mano. E non cercare una giustificazione, con tante parole. Non c'è giustificazione per quello che hai fatto!»
Darion riprese a giocherellare con la sua arma. «Suvvia, faresti questo a me? Al tuo vecchio testone?»
«Darion!» Derek fece due passi avanti. «Io ti avrei aiutato!» esclamò. «Perché non hai reagito? Perché non mi hai ascoltato?»
Finalmente Darion si voltò. Mai aveva guardato il suo amato cugino in quel modo: con tanto odio e sofferenza.
«E perché tu non sei mai tornato da me, o da Rowena?» la voce di Darion si spezzò. 
«Sapevi che avevo paura, che avevo bisogno di conforto, e di appoggio! È stato un incubo sedere su quel trono, sul tuo trono!»
«Sai che non sono libero di andare dove voglio... non ancora», si giustificò l’altro.
«Ah! E poi sarei io quello assoggettato alla volontà di qualcun altro? Avrei dovuto ascoltare le tue parole ingannevoli? Per quasi trent'anni ho ascoltato ipocrisie che mi hanno annebbiato il cervello!» Poi il viso di Darion si contrasse, dalla disperazione si trasformò in una maschera di gelo. «Anche tu lo sapevi».
«Cosa? Cosa?», sbraitò Derek, che nel suo cuore di Guardiano aveva capito. «Cosa dovrei sapere?» 
Darion strinse i pugni. Non aveva più alcun dubbio, si erano presi tutti gioco di lui e la rabbia di Derek era sicuramente la conferma di essere stato smascherato. Più se ne rendeva conto, più qualcosa dentro lo incendiava.
«Tutto ciò è orribile. Come hai potuto lasciare che si prendessero gioco di me? Ti hanno impedito di intervenire anche in questo caso? Come hai potuto restare impassibile di fronte a ciò che stava succedendo?»
«E tu come hai potuto perdere tanto facilmente la fiducia in Rowena? Come puoi credere ancora che ciò che ti è stato detto è vero, qui, davanti a me? Riesci a sentire le tue parole? Sei consapevole di quello che stai affermando? Avresti dovuto riderci sopra, piuttosto, perché è irreale! Come hai potuto credere a tuo padre, che è sempre andato avanti con le menzogne. Guardati Darion! Guarda come ti sei ridotto».
«Sono finalmente me stesso e tu mi temi, per questo», affermò Darion, solenne. «Eravate tutti spaventati da me, ma pensavate che non avrei mai avuto il coraggio di ribellarmi. Povero Darion, quanto è sfortunato… quante volte l’hai pensato anche tu?» Darion alzò il Pugnale d’Oro verso il cugino. «Ora pagherete».
Derek scosse la testa, incredulo di fronte ai vaneggiamenti di Darion. «Non sei tu», affermò, con sicurezza. «Un’altra delle menzogne di Kener. Le uniche menzogne vengono da lui, possibile tu non lo capisca?» Poi gli occhi gli si riempirono di lacrime. «Perché? Perché questo sacrilegio?»
Darion fissò quelle lacrime alcuni istanti, trattenendo il respiro. Infine tornò a voltare le spalle al cugino.
«Mi è stato portato via tutto».
«E per questo dovevi portare via tutto anche a me? Tu mi hai portato via il motivo per cui vivevo. Non tornerò un'altra volta per salvarti, ricordalo. Dopo quello che hai fatto non ci sarò più per te».
«Sprofonda nelle tenebre, Derek», tagliò corto Darion, senza più guardarlo. «Insieme a Rowena, a Fero, a tuo padre e a tutti gli altri. Che l'oblio vi porti via, una volta per tutte!»
Derek tremò. Il suo viso si contrasse in una smorfia, poi si dissolse, per ultima la sua voce.
«Sarà più dolce il nostro oblio, che la tua realtà».

LINK ACQUISTO: Lucia Mugnai L'EREDE

BUONA LETTURA!





martedì 23 gennaio 2018

IL DEMONE DELLO SPECCHIO- Nuova recenione

Ciao a tutti!
Con molto piacere condivido con voi questa nuova recensione a IL DEMONE DELLO SPECCHIO, Orpheus saga vol.2 a cura del blog leterario di Alessandra Micheli Les Fleurs du Mal.

Recensione di Natascia Luchetti.

Avevo già letto Orpheus, perciò possedevo una certa  familiarità con i protagonisti, Geena e Orpheus.
Come nel primo capitolo della serie, ci troviamo davanti a un paranormal romance dove, ovviamente, l’elemento romantico è preponderante. Al centro di tutto, infatti, c’è la storia dei due ragazzi caratterizzata da un amore passionale, raccontato con toni delicati ma soprattutto, mai volgari ed è questo elemento che rappresenta una delle note positive di tutta la storia.
In questo episodio vediamo Geena intenta a portare a termine la tesi di laurea e, a questo scopo, assieme ad Orpheus, decide di andare in Transilvania alla ricerca di un famigerato erede del famoso Voivoda Vlad Dracula, qui Tzepes. L’autrice immagina che il castello di Bran sia la proprietà privata del misterioso Samyaza, che scopriamo essere un Guardiano, un angelo caduto, strettamente legato alla natura sovrumana di Geena.
La figura di Vlad viene reinterpretata in un modo originale, non più vampiro, ma schiavo di un demonio al quale aveva ceduto, per avere la forza di vincere i Turchi. Diana Mistera disegna un uomo debole, fallibile, sottomesso alla sua stessa paura, inadatto a svolgere il suo ruolo, una creatura diametralmente opposta a ciò che ci ha tramandato la Storia e la letteratura. Il lato oscuro dell’uomo che ha affascinato me e tanti altri studiosi e scrittori è per l’autrice da attribuire alla malattia mentale e dalle brutte esperienze vissute alla corte del sultano, nonché all’intervento demoniaco.
Ma torniamo alla storia centrale del romanzo, che riporta tutti gli elementi tipici del paranormal romance....

Se volete leggere il resto della recenione seguite il link:

https://lesfleursdumal2016.wordpress.com/2018/01/23/il-demone-dello-specchio-di-diana-mistera-lettere-animate-edizione-a-cura-di-natascia-luchetti/ 



Grazie e a presto!

Cristiana Meneghin , Le Gemme Dell'Eubale- blogtour

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Custodisco le tue promesse come un’arma carica, e le sferro contro i sogni prima dell’alba. La notte che svanisce muove ancora l'eco di ...