Custodisco le tue promesse come un’arma carica,
e le sferro contro i sogni prima dell’alba.
La notte che svanisce muove ancora l'eco di ciò che hai fatto,
un'ombra che ricalca il punto in cui s'è spento il tuo calore.
In ogni improvviso silenzio tu rimani,
un fantasma pesante dentro il vuoto.
Indugio sui confini del dolore,
dove il perso e il ritrovato non lasciano traccia.
Il crepuscolo sfoca i contorni della stanza,
la tua voce è un sussurro nella foschia della sera.
Un’eco fantasma che vaga tra le tenebre
per imprigionarmi nel labirinto del tuo sguardo.
Due cuori spericolati che ruotano, ormai perduti,
smetto di fingere che vada tutto bene.
Preferirei spezzarmi sotto un sole nascente
piuttosto che mettere fine a questo nostro eterno vuoto.
La luce del giorno sanguina sul pavimento della stanza,
per spazzarmi via le macerie della notte.
Eppure ancora mi oppongo alla porta che si chiude,
e mi arrendo ad un fantasma che non posso combattere.
©Diana Mistera

Nessun commento:
Posta un commento