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venerdì 9 gennaio 2026

MAGNETI

 Ed eccoci di nuovo,

nel punto esatto in cui l’ombra si addensa

e la notte trattiene il respiro.

Non c’è sorpresa nei nostri sguardi:

ci siamo sempre aspettati.


Il tuo richiamo non chiede permesso,

mi attraversa come una febbre lenta.

Provo a resistere,

ma il mio corpo ti riconosce

prima della mia volontà.

Non siamo mai stati separati,

solo legati da un filo invisibile

che si tende nel buio.


La luna è piena,

fredda testimone dei nostri ritorni.

Illumina ciò che cerco di nascondere

e ti conduce a me

come una condanna dolce.


I tuoi occhi blu, profondi

mi fissano senza fretta.

Nel tuo sorriso c’è una promessa

che non osa farsi parola.

Il mio cuore batte più lento,

come se stesse cedendo.


L’amore che sento non è luce,

è gravità.

Mi tira a sé,

mi scava dentro,

mi priva dei nomi.

Ogni aggettivo si spezza,

ogni parola si arrende.


Io, che ho sempre saputo dire,

di fronte a te taccio.

Resta solo il magnetismo,

resta solo l’attrazione oscura

che pulsa sotto la pelle.


Tu, leggenda nata dalla notte,

eterno vagabondo delle mie ombre,

mi hai marchiata senza toccarmi,

colpita dove non esiste difesa.


Ti amo profondamente,

anche quando cerco di fuggire,

anche quando mi perdo nel buio.

Perché qualunque strada io prenda,

la notte mi riconduce a te.


© Diana Mistera 2026





martedì 4 novembre 2025

DEVOZIONE

Dalle ceneri plasmo un tempio,

in ogni mattone é inciso il mio amore per te,

ogni battito del mio cuore é un’offerta,

una reliquia da adorare.


Tu sei la scintilla che canta nel mio sangue,

la fiamma che danza nel mio petto.

Quando respiro il tuo nome,

le stelle tremano,

e il tempo si piega,

dimenticando di scorrere.


Siamo due fuochi che si cercano,

si riconoscono nell’ombra,

si consumano nella stessa luce.

Nel tuo sguardo vedo il mio incendio,

un riflesso che non conosce fine.


Siamo fuoco che assapora il fuoco,

peccato che prega,

preghiera che brucia.

Perfino il silenzio sa chi siamo,

ci chiama piano, come fa la notte

con ciò che non può spegnere.


Nel tuo tocco il divino si dissolve,

diventa carne, respiro, promessa.

Nessun cielo può contenere quest’ardore,

nessuna fede domare la sua fiamma.


Cos’è l’amore, se non bruciare

e chiamarlo devozione?


Nel rogo dolce del tuo abbraccio

mi compio, mi dissolvo, mi ritrovo.

E quando la notte dimenticherà i nostri nomi,

il fuoco — il nostro fuoco —

proseguirá il canto 

di questa eterna devozione.


© Diana Mistera 



sabato 11 ottobre 2025

SUSSURRI NEL SOGNO

Nel silenzio, tra le stelle, chiamo il tuo nome,

un sussurro piegato tra le ali del sonno.

Il cielo si fa tenero,

e sotto una luna che mai riposa, io vago.

Ogni passo ricorda una promessa

dimenticata dal silenzio scolpito sulla pietra.

Tendo le mani tra nubi di luce dimenticata,

tra stanze di sogno dove un tempo abitava il sorriso.

La mia voce si dissolve, falena nella notte,

speranza fragile che non vuole svanire

Se l’amore è reale, si cela oltre il suono,

tra sussurri che sbocciano come spettri.

Mi protendo, ma sento soltanto il gelo,

laddove un tempo crescevano calore e fede.

Il sogno è morto.

Il tuo fantasma, forse, ancora mi ascolta

nei corridoi dove il tempo marcisce,

dove la luce delle candele dimentica di sanguinare,

e le rose soffocano sulle proprie spine 

in un boquet appassito.


© Diana Mistera 




martedì 30 settembre 2025

ECHI SACRI

Dalla pietra cava si levano echi,

canti sommessi

dove le ombre si inginocchiano al silenzio.

Le rovine respirano antiche promesse,

ogni muro custodisce la memoria

d’un amore oltre la carne,

d’una fiamma che arde senza tregua,

d’un giuramento inciso in sangue e cenere.

Due anime lacerate, mai divise,

una ferita sacra che non si rimargina,

una devozione che sfida la rovina.

Noi camminiamo, pellegrini nel buio,

portando un amore che non conosce morte.

E negli echi dell’eterno

quel voto resiste, immutabile.


© Diana Mistera



sabato 27 settembre 2025

CANTO DELLE ROVINE

Camminiamo tra le rovine,

sotto archi spezzati, sotto volte cadute,

i fantasmi s’inginocchiano,

le ombre  recitano il rosario intrecciato fra le dita

pellegrini,

in sentieri dimenticati dal tempo.


Gli angeli caduti gridano,

con le ali infrante, macchiate di cenere.

Il loro pianto scende come sangue dalle pietre,

si mescola al vino del silenzio eterno.


Offriamo i nostri passi alle pieghe del tempo,

offriamo i nostri nomi ai fantasmi 

che hanno incrociato la nostra vita,

offriamo i nostri sospiri agli angeli piangenti.


Nel cuore della liturgia della tenebra,

perfino la speranza s’inchina,

sussurrando come ostia bruciata

tra le labbra della notte.


Custodi dei segreti e dei sospiri,

camminiamo tra ombre e cenere,

fino a quando il primo raggio non tradirà la notte.


Camminiamo tra le rovine,

e nel silenzio,

sono i fantasmi

a celebrare il nostro passaggio.


© Diana Mistera 2025













mercoledì 18 giugno 2025

SVANIRE

 Ricordo quella sensazione,

bruciava dentro di me come una fiamma perenne

ma poi é svanita

La mia penna si é congelata ed il foglio davanti a me

si é riempito di frasi scritte, cancellate e riscritte,

e adesso sono visibili solo le pallide tracce di un ode mai finita.

Mi sono dissolta nella realtá come una marea silenziosa

trasformandomi in un deserto senza fine

e l'ultima goccia sembra gridare, Per favore rimani...

Come puoi essere cosí ingannevole?

Come un riflesso pallido adesso cammino nel vuoto

con i sensi in subbuglio

la trasparenza incalza

facendo svanire ogni sfumatora di colore

Galleggio in acque tortuose

bacio fiocchi di neve gonfi, cosí che il cuore riesca a freddarsi

ma quando i nostri sguardi si fondono,

il tuo eco riempie quei vuoti di memoria

ed il mortale bisogno di amarti scioglie il cristallo di neve

solo per rivelare il gelido respiro dell'amore


©Diana Mistera





giovedì 1 giugno 2023

PER SEMPRE NEL MIO CUORE

Attori imperfetti ci presentiamo su questo palcoscenico chiamato vita.

Con i riflettori puntati 

guardo all'oscurità come un cieco.

La tua anima si presenta a me come l'ombra nascosta agli occhi

pronta a suggerirmi la melodia che ho dimenticato

di modo che l'atto possa proseguire

e fare di me l'astro più splendente in questa notte infinita.

E la mia gioventù è volata seguendo un sogno

che alla fine sono riuscita a catturare e farne la mia realtà.

Adesso,

non più giovane,

contemplo i solchi lasciati dal tempo sul mio viso 

e mi chiedo come posso essere più giovante di te

perché ciò che vedo, è ciò che il mio cuore proietta:

e capisco 

che siamo riusciti a immortalare un momento di eternità nel caos.


© Diana Mistera 2023





giovedì 23 marzo 2023

LA MOIRA

 Ho già vissuto tutto questo

la paura, la sensazione di morte

il desiderio distruttivo

il dolore che senti al cuore 

quando qualcuno ti manca.

Così  scavi nei ricordi

ogni momento importante ti passa davanti 

le lacrime iniziano a rigare il viso

e il peso é proprio lì, all'altezza del cuore.

Il peso del tempo che passa con il suo passo costante.

Da giovani ha un'andatura lenta

poi,

la sabbia inizia a scorrere fra le tue dita fin troppo in fretta

cerchi di contenerla ma

un'altra riga appare sul tuo volto

e sai che stai lentamente svanendo

e ti chiedi, cosa rimarrà di me?

Solo polvere...

Atropo é pronta con le sue lucide cesoie 

lo sai, la vedi avvicinarsi al tuo filo.

“Il tempo cura ogni ferita” 

“Ma sì c'e tempo...”

Non é vero,

quando é l'anima ad essere marcata

non basta l'eternità per far scomparire una cicatrice

non basta correre per evitare il proprio destino.

Vorresti volare, fuggire.

Intanto, un'altro anno se  ne va

e le  tue ali si sono appesantite ulteriormente.

Il tempo, 

non é mai tuo amico 

e all'improvviso

le tue ali  si sono pietrificate 

e tu, 

non riesci più a muoverti

ed il filo viene reciso senza alcuna pietà.


© Diana Mistera 23.03.2023






martedì 24 gennaio 2023

SOGNO PROIBITO

 Proibito fu quel sogno

lentamente lasciato morire nei meandri dell'anima

proibite erano le parole a esso legate

i pensieri, i desideri.

Proibito era l'amore di Lilith

eppure accolse il morso del serpente

ed il frutto che le offrì.

Se questo sogno non fosse stato proibito

avrei smesso di sognare

di amare e scrivere

con il veleno, che scorre nelle mie vene  insieme al sangue

spennello parole, travolta dal delirio che la mia Musa demanda

e senza il quale non esiterei, non esisteresti.


© Diana Mistera 7.11.2022 editato 24.01.2023





giovedì 29 dicembre 2022

LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO

Avrei voluto dirti ti amo

ma non ho mai avuto il coraggio.

Avrei voluto dirti proviamo

ma sapevo di essere di passaggio.

Quante parole avrei voluto dirti

per averti

ma ho preferito il silenzio.

Ora ti seguo da lonatno

ti porgo la mia mano

nei sogni dove ci incontriamo

piangiamo, ridiamo, ci amiamo

Torniamo

a creare quel momento

clandestinamente amanti

eternamente distanti

disperatamente incoscienti.


© Diana Mistera 12.2.2013 revisited 29.12.2022



venerdì 8 luglio 2022

LA CADUTA

 E caddi...

mi sembrò di cadere all'infinito.

Atterrai come un peso morto,

in un deserto

le orecchie fischiavano

il silenzio era talmente pesante che iniziai ad urlare,

ma non riuscii neppure a sentire la mia voce.

Le mie ali spezzate, ormai uno scheletro,

denudate da tutta la bellezza che avevano avuto.

Il cielo rosso e nero,

intorno neppure l'ombra di un fantasma.

Da lassù sembrava tutto diverso.

Intorno a me era solo un panorama degno dell'Apocalisse,

forse dritta nell'Apocalisse ero finita,

quando ormai tutto era stato spazzato via.

Iniziai a camminare 

Camminavo a stento,

da dove veniva tutta quella fragilità?

Era forse dolore quello che stavo provando?

Ogni singola parte del mio corpo faceva male.

Le mani erano coperte di polvere, così come le gambe,

il torso, i piedi, il viso,

ma il dolore lancinante che sentivo di più era quello al petto,

all'altezza del cuore.

Non sarebbe bastato trovare un rifugio per riposarmi,

quel dolore li non sarebbe passato.

Eternamente condannata a sentire quel vuoto.

Una figura con un sorriso meschino si avvicinò.

Le sue vesti erano eleganti.

Io ero ricoperta di stracci.

Guardai il diavolo dritto negli occhi,

pensai perché non ero rimasta a marcire al suolo, e mi disse:

“Fa male cadere dall'alto...”

Iniziai così a strisciare per sopravvivere,

e chissà,

forse un giorno mi sarei ricordata come si fa a camminare.


©Diana Mistera 08.07.2022






Cristiana Meneghin , Le Gemme Dell'Eubale- blogtour

SABATO SANTO

Oggi è il Sabato Santo. Il giorno del silenzio. Un silenzio che pesa. Un silenzio che spaventa. Perché nel silenzio sei solo con i tuoi pens...