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lunedì 13 marzo 2017

FRANCESCA NOTO -IL SEGNO DELLA TEMPESTA-Recensione

Ciao a tutti!
Tempo fa é stata ospite per una presentazione in questo blog Francesca Noto con il suo fantasy , IL SEGNO DELLA TEMPESTA, e come vi avevo promesso, il libro l'ho letto ed ora condivido con voi la mia recensione.

La presentazione de IL SEGNO DELLA TEMESTA , la trovate QUI. 

E adesso ecco la mia recensione.


Autore: Francesca Noto
Titolo del libro: IL SEGNO DELLA TEMPESTA
Pubblicato da Astro edizioni 18 Aprile 2016
Genere: Fantasy romance per ragazze.
Formato: kindle e copertina flessibile.
Link acquisto: AMAZON

Sinossi:

Lea Schneider ha un dono, o forse una maledizione. Riesce a percepire con impressionante chiarezza le emozioni altrui. È sempre stato un fardello complicato da gestire, in grado di trasformare la sua adolescenza in un inferno. Anni dopo, le sue capacità tornano a manifestarsi con forza. In preda a strani sogni premonitori, Lea decide di fuggire verso la regione più selvaggia della Florida, dove è stata concepita vent'anni prima.
Ciò che non sa è che quel viaggio ‒ come il suo dono ‒ fa parte di un disegno più grande. Chi è Sven, il ragazzo senza un passato e dotato di capacità ben più potenti delle sue? Nuove forze scoprono le carte di una partita antica, di cui i due giovani sono il fulcro.
Lea e Sven si troveranno nel mezzo del conflitto tra i Waerne, antichi guardiani della nostra realtà, e i Fjandar, asserviti a esseri che di questo universo non fanno parte, ma che diverse volte hanno interferito con le sue sorti. Mentre un portale tra i mondi rischia di essere profanato, Lea dovrà trovare il coraggio di guardarsi dentro e affrontare le proprie paure.
Intanto, Ragnarök, il crepuscolo del mondo, si avvicina...

Recensione:

I protagonisti principali di questo romanzo sono Lea Shneider e il misterioso Sven.
Lea Shneider é una ragazza con un dono particolare con il quale però convive da sempre con delle difficoltà e che ha trasformato la sua adolescenza in un orribile incubo. È una ragazza con una forte empatia in grado di percepire le emozioni degli altri. Un dono del genere è davvero difficile da gestire, e non sempre ti porta a pensare che si tratti di un dono.
Dopo la morte del padre, si trasferisce con la madre a Roma. A fatica riesce a trovare un'apparente equilibrio, fin quando, guidata da strani sogni, decide di andare nella regione più selvaggia della Florida: Everglades, dove la madre le dice di essere stata concepita.

In una spiaggia di Miami Beach incontra per la prima volta un ragazzo, che la colpisce immediatamente per la sua bellezza: alto quai due metri, carnagione chiara, occhi celesti, biondo e dal fisico perfetto; ma non sono solo queste le caratteristiche che colpiscono Lea; empatica come è sente uscire dal ragazzo una bella energia positiva. Il caso vuole che il ragazzo sia a corto di crema solare, così avviene il primo incontro fra Lea e Sven. Successivamente si incontreranno sempre per caso, nascerà un'amicizia profonda che si trasformerà in altro quando inizierà a farsi strada nella loro mente l'idea che si conoscono da sempre.
Nella storia si susseguono rivelazioni importanti da parte di entrambi che li fará sentire l'uno l'esatta metà dell'altra. Il crescere dei loro sentimenti riserva non poche sorprese e molte domande troveranno i loro perché.
Lea e Sven iniziano così un viaggio verso le Everglades, insieme, dove incontriamo altri personaggi che diverranno importanti per i due giovani: Ashur, Keneth, Rachel e Charlene, che possiedono un ranch dove i due giovani si fermeranno e capiranno il motivo perché le loro strade si sono incontrate.
Al ranch c'è un cavallo particolare che nessuno riesce a domare, si chiama Raido,è nero, fiero, speciale; Sven è l'unico a riuscire ad instaurare con l'animale un rapporto profondo e leggendo la storia ne capirete i motivi.
Charlene, Ashur, Keneth e Rachel, in realtá appartengono ad un clan molto antico chiamato Waerne, in conflitto da sempre con un altro clan altrettanto ancestrale, quello dei Fjandar.
Entrambi i clan vogliono La fenice e La Runa Bianca, per motivi ben diversi.
I Waerne hanno il compito di addestrare sia La Fenice che la Runa Bianca, prepararli, fare di tutto per non farli cadere nelle mani dei Fjandar dei demoni, e Julma che è il loro capo e nemico assoluto, che li vogliono per far aprire un Ragnarök.

Ho trovato questo libro molto bello e piacevole da leggere. La storia è originale e i richiami alla mitologia nordica sono notevoli ed è quello che mi ha appassionato.
È un libro completo. Durante la lettura ho sentito il tutto amalgamarsi molto bene, mi è piaciuta molto, la narrazione intrecciata fra i sogni e le visioni prima di Lea e poi, successivamente di Sven, che l'autrice ha usato per completare la narrazione, una scelta che ho amato particolarmente. La conclusione è molto bella.
Faccio i miei complimenti all'autrice.
Lo consiglio questo libro? Si.

Lo consiglio sia a quelli che amano il fantasy che a quelli che amano il romance. La fusione di questi due generi è ben riuscita.  

Voto: 











martedì 22 novembre 2016

FRANCESCA NOTO- IL SEGNO DELLA TEMPESTA-

PRESENTAZIONE

Ciao a tutti,
eccomi tornata con una nuova presentazione.
Oggi vi parlo di Francesca Noto e il suo libro ; IL SEGNO DELLA TEMPESTA.

Francesca Noto è giornalista e traduttrice di romanzi e riviste.
Appassionata di heroic fantasy, scherma medievale, equitazione, giochi di ruolo e videogiochi fin da bambina, è stata caporedattrice del magazine “Pokémon Mania”, nonché docente di Game design allo IED di Roma. 
Il suo lavoro e i suoi interessi l’hanno spesso condotta all’estero, in particolare negli Stati Uniti, paese a cui è molto legata.

Il libro

Lea Schneider ha un dono, o forse una maledizione. Riesce a percepire con impressionante chiarezza le emozioni altrui. È sempre stato un fardello complicato da gestire, in grado di trasformare la sua adolescenza in un inferno. 
In preda a strani sogni premonitori, Lea fugge verso la regione più selvaggia della Florida, dove è stata concepita vent'anni prima. Ciò che non sa è che quel viaggio ‒ come il suo dono ‒ fa parte di un
disegno più grande. 

Chi è Sven, il ragazzo senza un passato e dotato di capacità ben più potenti delle sue? Nuove forze scoprono le carte di una partita antica, di cui i due giovani sono il fulcro.

Lea e Sven si troveranno nel mezzo del conflitto tra i Waerne, antichi guardiani della nostra realtà, e i Fjandar, asserviti a esseri che di questo universo non fanno parte, ma che diverse volte hanno interferito con le sue sorti. 
Mentre un portale tra i mondi rischia di essere profanato, Lea dovrà trovare il coraggio di guardarsi dentro e affrontare le proprie paure. Intanto, Ragnarök, il crepuscolo del mondo, si avvicina...


ESTRATTI: 

«È finita. Avresti dovuto pensarci prima. Avresti dovuto scegliere con più astuzia da che parte stare, e non puoi dire che non ti abbia avvertito. Ma sei solo... e morirai da solo, Valoisa, con la runa di Thurs incisa sul cuore. Questo è il tuo wyrd». La sua voce era come mercurio, liquida, cromata, veleno concentrato in ogni sillaba che pronunciava.
«Vai all’inferno...», ebbe la forza di pronunciare, inghiottendo una boccata di sangue. Parole appena udibili, che si persero in un debole rantolo. «Questo è il tuo wyrd, figlio di puttana!».
«Certo, tu comincia pure a mostrarmi la strada, intanto», ribatté l’altro, con una bassa risata malevola. «Perché Valoisa muore stanotte».
L’uomo sollevò la mano. Stringeva qualcosa nel pugno, qualcosa di allungato e scintillante. Era il bagliore dei lampi, o la sua mano a brillare di una sinistra aura opalina? Non ebbe il tempo di chiederselo. Vide il braccio di lui fermarsi all’apice, e poi calare in un affondo violento. Sentì la punta metallica piantarglisi nel petto, penetrare sopra la clavicola sinistra, inchiodandolo al suolo. Sgranò gli occhi, inarcando la schiena in un movimento convulso, mentre quello che aveva creduto il limite massimo del dolore raggiungeva un livello nuovo, proiettandolo in un baratro ancora più profondo. Fu allora, fissando con i propri occhi sconvolti quelli del suo avversario, che comprese che, per quanto potesse sembrare impossibile, la sua sofferenza era soltanto all’inizio.
Scoprì in quel momento che era ancora in grado di urlare. 





Rialzò il viso verso di lui, e lo vide sorridere. Quando le loro labbra si incontrarono, non fu come quella prima confusa volta a Key West, un indugiare inconsapevole in un desiderio che era rimasto tale senza concretizzarsi. Per un attimo si guardarono negli occhi, poi Lea serrò le palpebre e si lasciò andare alle sensazioni. Giù ogni barriera, accogliendo le emozioni di lui come se fossero le proprie. Gli strinse le braccia al collo e dischiuse le labbra, desiderando un contatto più profondo e sensuale. Il suo sapore era quello che aveva sempre immaginato, mentre le loro lingue si trovavano, intrecciandosi in una danza selvatica e istintiva, come se in quel bacio si fossero ritrovati dopo un’eternità, una volta di più.
Sentì le sue grandi mani nervose accarezzarle il busto e insinuarsi con dolcezza sotto la t-shirt, sfiorando la pelle nuda, tracciandovi sopra spirali lievi, delicate e potenti al tempo stesso. E non ebbe neanche il tempo di capire se le sensazioni che provava, e quel desiderio caldo come un falò sotto un cielo estivo, appartenessero soltanto a lei o fossero intrecciati a ciò che provava lui. Sapeva però di non essersi mai sentita così, tra le braccia di un uomo. Allora lasciò che accadesse. E che Sven la riconducesse a casa.






«Lo ricordi, vero?», incalzò in quel momento Julma, facendo un passo avanti. I suoi occhi erano abissi di un’oscurità insondabile. La forza della sua mente continuava a inchiodarlo sul posto, prospettandogli possibilità inattese. «Ti hanno temuto, scacciato. Ucciso. Gli uomini hanno paura di chi è diverso, di chi è potente. Hanno avuto paura perfino dei tuoi miracoli». Un altro passo. Le sue mani sembravano scintillare come d’acciaio cromato. «Eri tu. Sei sempre stato tu, in mille vite prima di queste, il rinnegato che hanno colpito con sassi e bastoni, il martire bruciato sul rogo. Valoisa, colui che porta la luce. Ma non la vogliono, la tua luce, non nel modo in cui hai sempre pensato. È questa l’umanità che vuoi proteggere? È questa la gente che merita il tuo perdono?».
La pressione si fece insopportabile. Sven rialzò lo sguardo in quello vorticante di oscurità dell’altro. Arricciò le labbra, scoprendo i denti serrati in una smorfia selvatica. «Ci sei sempre stato tu, dietro alle loro paure», dichiarò, la voce così bassa e profonda da sembrare essa stessa il brontolio cupo del tuono.
E quella voce si levò in un ruggito: «Ci sono sempre stato io, a vegliare sui loro incubi».











Buona lettura!!!

Diana Mistera








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