Visualizzazione post con etichetta 2026. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2026. Mostra tutti i post

martedì 22 settembre 2026

SPLENDIDAMENTE INFRANTA

Custodisco le tue promesse come un’arma carica,

e le sferro contro i sogni prima dell’alba.

La notte che svanisce muove ancora l'eco di ciò che hai fatto,

un'ombra che ricalca il punto in cui s'è spento il tuo calore.

In ogni improvviso silenzio tu rimani,

un fantasma pesante dentro il vuoto.

Indugio sui confini del dolore,

dove il perso e il ritrovato non lasciano traccia.

Il crepuscolo sfoca i contorni della stanza,

la tua voce è un sussurro nella foschia della sera.

Un’eco fantasma che vaga tra le tenebre

per imprigionarmi nel labirinto del tuo sguardo.

Due cuori spericolati che ruotano, ormai perduti,

smetto di fingere che vada tutto bene.

Preferirei spezzarmi sotto un sole nascente

piuttosto che mettere fine a questo nostro eterno vuoto.

La luce del giorno sanguina sul pavimento della stanza,

per spazzarmi via le macerie della notte.

Eppure ancora mi oppongo alla porta che si chiude,

e mi arrendo ad un fantasma che non posso combattere.


©Diana Mistera




sabato 4 aprile 2026

SABATO SANTO

Oggi è il Sabato Santo. Il giorno del silenzio.
Un silenzio che pesa. Un silenzio che spaventa. Perché nel silenzio sei solo con i tuoi pensieri.
Sei a contatto con l’essenza più nuda di te stesso. Con l’umanità intera. E certi silenzi sono sacri.
Sento l’energia di questa veglia. Sento il peso di questo giorno sospeso.
Yeshua — perché questo era il suo nome — è morto. È stato sepolto.
Siamo in lutto.
La corona di spine. I chiodi. La croce. Un lenzuolo bianco a coprire un corpo martoriato. Come se coprire bastasse per dimenticare.Come se bastasse a giustificare.
È morto per noi. Si è sacrificato per noi.
E 2026 anni dopo, nello stesso luogo in cui tutto è accaduto, c’è ancora guerra.
Ancora odio.Ancora condanne.
Innocenti muoiono ogni giorno.Ogni giorno crocifiggiamo ancora, e ancora, e ancora.
Perché?
È una domanda che brucia. Faccio fatica a perdonare chi lo ha condannato.
Faccio fatica a perdonare chi oggi continua a farlo, ogni volta che un innocente viene ucciso in guerre senza senso, contro ogni suo insegnamento.
E allora mi chiedo — non solo oggi, ma ogni giorno — se meritiamo davvero il Suo perdono.

Quando ci interroghiamo sue questo, la risposta che troviamo non ci piace.
Per questo per alcuni, il silenzio è così insostenibile.
Ma forse è proprio lì, in quel silenzio che pesa come pietra, che siamo chiamati a scegliere.
A non essere tra chi crocifigge.
A non essere tra chi giustifica.
A non coprire per dimenticare.

Il Sabato Santo è il giorno dell’assenza. Ma è anche il giorno in cui il cuore decide da che parte stare. E nel silenzio, anche quando fa male, io voglio restare.



Cristiana Meneghin , Le Gemme Dell'Eubale- blogtour

SPLENDIDAMENTE INFRANTA

Custodisco le tue promesse come un’arma carica, e le sferro contro i sogni prima dell’alba. La notte che svanisce muove ancora l'eco di ...