martedì 22 novembre 2016

FRANCESCA NOTO- IL SEGNO DELLA TEMPESTA-

PRESENTAZIONE

Ciao a tutti,
eccomi tornata con una nuova presentazione.
Oggi vi parlo di Francesca Noto e il suo libro ; IL SEGNO DELLA TEMPESTA.

Francesca Noto è giornalista e traduttrice di romanzi e riviste.
Appassionata di heroic fantasy, scherma medievale, equitazione, giochi di ruolo e videogiochi fin da bambina, è stata caporedattrice del magazine “Pokémon Mania”, nonché docente di Game design allo IED di Roma. 
Il suo lavoro e i suoi interessi l’hanno spesso condotta all’estero, in particolare negli Stati Uniti, paese a cui è molto legata.

Il libro

Lea Schneider ha un dono, o forse una maledizione. Riesce a percepire con impressionante chiarezza le emozioni altrui. È sempre stato un fardello complicato da gestire, in grado di trasformare la sua adolescenza in un inferno. 
In preda a strani sogni premonitori, Lea fugge verso la regione più selvaggia della Florida, dove è stata concepita vent'anni prima. Ciò che non sa è che quel viaggio ‒ come il suo dono ‒ fa parte di un
disegno più grande. 

Chi è Sven, il ragazzo senza un passato e dotato di capacità ben più potenti delle sue? Nuove forze scoprono le carte di una partita antica, di cui i due giovani sono il fulcro.

Lea e Sven si troveranno nel mezzo del conflitto tra i Waerne, antichi guardiani della nostra realtà, e i Fjandar, asserviti a esseri che di questo universo non fanno parte, ma che diverse volte hanno interferito con le sue sorti. 
Mentre un portale tra i mondi rischia di essere profanato, Lea dovrà trovare il coraggio di guardarsi dentro e affrontare le proprie paure. Intanto, Ragnarök, il crepuscolo del mondo, si avvicina...


ESTRATTI: 

«È finita. Avresti dovuto pensarci prima. Avresti dovuto scegliere con più astuzia da che parte stare, e non puoi dire che non ti abbia avvertito. Ma sei solo... e morirai da solo, Valoisa, con la runa di Thurs incisa sul cuore. Questo è il tuo wyrd». La sua voce era come mercurio, liquida, cromata, veleno concentrato in ogni sillaba che pronunciava.
«Vai all’inferno...», ebbe la forza di pronunciare, inghiottendo una boccata di sangue. Parole appena udibili, che si persero in un debole rantolo. «Questo è il tuo wyrd, figlio di puttana!».
«Certo, tu comincia pure a mostrarmi la strada, intanto», ribatté l’altro, con una bassa risata malevola. «Perché Valoisa muore stanotte».
L’uomo sollevò la mano. Stringeva qualcosa nel pugno, qualcosa di allungato e scintillante. Era il bagliore dei lampi, o la sua mano a brillare di una sinistra aura opalina? Non ebbe il tempo di chiederselo. Vide il braccio di lui fermarsi all’apice, e poi calare in un affondo violento. Sentì la punta metallica piantarglisi nel petto, penetrare sopra la clavicola sinistra, inchiodandolo al suolo. Sgranò gli occhi, inarcando la schiena in un movimento convulso, mentre quello che aveva creduto il limite massimo del dolore raggiungeva un livello nuovo, proiettandolo in un baratro ancora più profondo. Fu allora, fissando con i propri occhi sconvolti quelli del suo avversario, che comprese che, per quanto potesse sembrare impossibile, la sua sofferenza era soltanto all’inizio.
Scoprì in quel momento che era ancora in grado di urlare. 





Rialzò il viso verso di lui, e lo vide sorridere. Quando le loro labbra si incontrarono, non fu come quella prima confusa volta a Key West, un indugiare inconsapevole in un desiderio che era rimasto tale senza concretizzarsi. Per un attimo si guardarono negli occhi, poi Lea serrò le palpebre e si lasciò andare alle sensazioni. Giù ogni barriera, accogliendo le emozioni di lui come se fossero le proprie. Gli strinse le braccia al collo e dischiuse le labbra, desiderando un contatto più profondo e sensuale. Il suo sapore era quello che aveva sempre immaginato, mentre le loro lingue si trovavano, intrecciandosi in una danza selvatica e istintiva, come se in quel bacio si fossero ritrovati dopo un’eternità, una volta di più.
Sentì le sue grandi mani nervose accarezzarle il busto e insinuarsi con dolcezza sotto la t-shirt, sfiorando la pelle nuda, tracciandovi sopra spirali lievi, delicate e potenti al tempo stesso. E non ebbe neanche il tempo di capire se le sensazioni che provava, e quel desiderio caldo come un falò sotto un cielo estivo, appartenessero soltanto a lei o fossero intrecciati a ciò che provava lui. Sapeva però di non essersi mai sentita così, tra le braccia di un uomo. Allora lasciò che accadesse. E che Sven la riconducesse a casa.






«Lo ricordi, vero?», incalzò in quel momento Julma, facendo un passo avanti. I suoi occhi erano abissi di un’oscurità insondabile. La forza della sua mente continuava a inchiodarlo sul posto, prospettandogli possibilità inattese. «Ti hanno temuto, scacciato. Ucciso. Gli uomini hanno paura di chi è diverso, di chi è potente. Hanno avuto paura perfino dei tuoi miracoli». Un altro passo. Le sue mani sembravano scintillare come d’acciaio cromato. «Eri tu. Sei sempre stato tu, in mille vite prima di queste, il rinnegato che hanno colpito con sassi e bastoni, il martire bruciato sul rogo. Valoisa, colui che porta la luce. Ma non la vogliono, la tua luce, non nel modo in cui hai sempre pensato. È questa l’umanità che vuoi proteggere? È questa la gente che merita il tuo perdono?».
La pressione si fece insopportabile. Sven rialzò lo sguardo in quello vorticante di oscurità dell’altro. Arricciò le labbra, scoprendo i denti serrati in una smorfia selvatica. «Ci sei sempre stato tu, dietro alle loro paure», dichiarò, la voce così bassa e profonda da sembrare essa stessa il brontolio cupo del tuono.
E quella voce si levò in un ruggito: «Ci sono sempre stato io, a vegliare sui loro incubi».











Buona lettura!!!

Diana Mistera








lunedì 7 novembre 2016

GIANLUCA GIUSTI: NON SONO FERMO, MI MUOVO. MONTECATINI TERME UNA STORIA NELLA STORIA

Ciao a Tutti
eccomi con una nuova presentazione per  la DARKZONE:


GIANLUCA GIUSTI.

Nasce nel 1964, è un informatore scientifico per il farmaco, ed é autore e scrittore per passione.
Gianluca é alla sua quinta pubblicazione, ed alla seconda pubblicazione con la casa editrice
LA CARAVELLA EDIZIONI, con la quale ha pubblicato anche CUBA: ISTRUZIONI PER L
USO. 




Sinossi:


Un uomo che si muove nelle strade di una città per una settimana. La sua città. Una descrizione magistrale, dove il cammino alterna riflessioni profonde a fatti di vita vissuta; uno stop and go che ti segue rigo dopo rigo, pagina dopo pagina. Un saliscendi nelle increspature di una anima tormentata che sprofonda in una soluzione che non arriva. Ma quale sarà la ragione della sua angoscia e perché il tormento affligge il protagonista? Chi lo segue come un’ombra e perché, è lì con lui? Per scoprirlo serve arrivare alla fine, passando dal suo ritmo serrato, ironico e avvincente al termine del quale arriverà puntuale, la sorpresa finale.

Ma lasciamo la parole all'autore CON LA DARKINTERVISTA:

Lasciamo la parola all’autore:

  • Perché una lettrice o un lettore dovrebbe leggere il tuo libro?

Per prima cosa salutiamoli i lettori che comunque leggeranno questa intervista. Perché con Sono fermo, mi muovo hanno la possibilità di immergersi in un vero e proprio esperimento letterario. Unico nel suo genere. Lo ha definito così Elena Gonnelli, che ho avuto il piacere di avere come moderatrice ad una mia presentazione e ora più che mai ne condivido il termine. Un modo nuovo per conoscere una città, la sua storia e i suoi dintorni ma non attraverso la classica guida turistica stantia e fredda con i posti da vedere uno in fila all’altro, ma grazie a un racconto super originale.
  • Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?

Di innovativo c’è la forma di scrivere che non ha uno stile ufficiale e consolidato. Questo mia ha permesso di tirare dentro il lettore come fosse nelle strade insieme a me, di camminare insieme a me, di guardare dove guardo io e come spero, di vedere quello che vedo io. Ci diamo del tu e ci parliamo come fossimo veramente insieme. Io credo che tra autore e lettore non debba esserci separazione ma grande unione e complicità. Io sono per prima cosa un lettore e devo trovare empatia e condivisione con chi scrive, allora lo seguo e ho molte più possibilità di portare a termine il libro. Quello che chiedo a chi scrive, cerco a mia volta di darlo, scrivendo. Con la tradizione forse il racconto che non passa mai di modo e l’idea di farmi accompagnare da un personaggio un po’ strambo che tra poco vi descriverò brevemente.
  • Che cosa ti ha spinto a scrivere?

Da saggista quale sono in origine la voglia di smontare tutta una serie di bufale che vanno dal paranormale, passando per gli oroscopi, gli Ufo, i presunti poteri della mente fino a gli immancabili complotti di tutti i tipi. Con questo naturalmente ognuno è libero di credere a quello che vuole, io faccio solo un po’ il guastafeste.
  • Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?

Com’è giusto che sia non posso prendermi la paternità di quello che non è mio. L’idea mi è stata suggerita da Silvia Motroni, consigliere comunale e amica personale, che mi ha telefonato chiedendomi di scrivere “qualcosa” sulla città. La difficoltà è stata trasformare quel “qualcosa” in una forma che potesse attirare il lettore per indurlo scoprire le tante meraviglie che la nostra città (pur nel suo piccolo), è in grado di offrire. Quello che ho scartato da subito, e come già detto, è stata l’opzione, guida turistica. Il problema però è che io sono un saggista e non un romanziere, quindi che fare? L’ispirazione è stata quella di fare un giro particolare tra le nostre strade accompagnato da un Virgilio molto “fuori dagli schemi” che desse vivacità alla storia. Per dare un’idea al lettore, Wilson, che appunto mi accompagna, ha una caratterista che rende tutto molto ironico e surreale: non lo vede nessuno eccetto me, non parla con nessuno e neanche con me ma posso assicurare che vivacizza molto, dall’inizio alla fine.
La dott.ssa Silvia Motroni, ci tengo a dirlo, mi ha concesso il privilegio di scrivere la prefazione
  • Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?

Ho un lavoro da portare avanti quindi scrivo nel tempo libero, la sera per esempio invece di guardare la trecentesima puntata di Don Matteo, scrivo un po’. Poi ovviamente nel week end e altri momenti similari. Cerco di essere più continuo possibile magari prendendo appunti sull’Ipad ma anche sul tovagliolo del bar dove pranzo al volo. Di solito però, e questo è una costante, ritorno sopra la bozza di base con nuove idee, aggiunte, cose da cambiare. Mi capita spesso la notte di svegliarmi perché mi è venuto in mente cosa scrivere di nuovo e cosa cambiare. A un certo punto gli editori devono togliermi il manoscritto dalle mani sennò non finiamo più.
  • Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi- per proporlo all'attenzione dei tuoi potenziali lettori?

Cerco quando possibile di farmi aiutare a chi ne sa più di me. Da solo uso i social naturalmente, che ormai muovo il mondo, poi il mio sito e le presentazioni. Quello che fa la differenza però, credo sia il passaparola dei blog più accreditati. Le blogger in particolare sono molto influenti, una loro parola può cambiare tante cose. A loro voglio cercare di arrivare, con umiltà ma anche con la consapevolezza di aver scritto un libro diverso, ironico e molto divertente.
  • (perché la scelta del self publishing?) se lo sei

Non lo sono ancora ma è una strada che vorrei poter intraprendere anche per avere un confronto con l’editoria standard.
  • Progetti per il futuro?

Un anno sabbatico di almeno dieci anni. Non lo, a parte gli scherzi. Ho scritto cinque libri in pochi anni e devo trovare oltre che il tempo anche le idee, non è facile progettare in continuazione. Posso invece tornare alla lettura, visto che leggere fa sempre un gran bene.
  • Tre persone da ringraziare

Monica Fava, la mia prima editrice che mi ha permesso di conoscere questo mondo e dandomi fiducia, di farmi partire
Mia moglie Julia che condivide tutto con me ed è la mia prima fan
E Silvia Motroni senza la quale quest’ultimo libro non sarebbe mai nato.

ESTRATTI:

Estratto 1:

Riprendo a muovermi, e
mentre mi muovo cammino, sfiorando le cose. Hai presente
quando si sfiorano delicatamente quelle eleganti tende fatte
in tubuli di cristallo colorati? Quelle che quando le tocchi
non fanno rumore ma suonano. Io faccio lo stesso.
Tengo la sinistra mentre avanzo lentamente.

Estratto 2

Primo capitolo lunedì: strane regole d’ingaggio

Da una parte l’antico portone, di fronte a me il circolo del tennis e,
a fare la guardia lassù, Montecatini Alto, la nostra frazione
medievale. Sembra sorgere su un catino rovesciato e sopra
le nostre teste sorveglia non solo la città ma tutta la valle.
Il borgo ha una caratteristica: hai presente quei quadri tipo
la Gioconda o i cartelloni del cinema dove la figura ritratta
sembra che ti segua con lo sguardo quando la osservi da
diverse angolazioni? Qui succede la stessa cosa. Ovunque tu
sia, vedi sempre Montecatini Alto. Ti segue, ti accompagna
e ti ricorda che sei in un posto speciale.

Estratto 3:

Secondo capitolo martedì: dove tutto comincia

È quasi sera ed è tutto molto bello.
La Basilica si prepara per la messa serale. Il via vai
in movimento perenne e il freddo mi prendono alla schiena.
Ma a un certo punto succede qualcosa di strano. Wilson si
allontana discretamente. Cala il silenzio, le persone scompaiono
e una luce incredibile prende possesso di tutto. Senza
abbagliare, senza dare fastidio alcuno, riempie lo spazio
circostante di una fenomenale tranquillità; la temperatura si
alza. Per quanto stravagante sia, questa nuova e inaspettata
condizione non mi fa paura, anzi il contrario; c’è solo una
forza potente che comincia a farsi strada: devo chiudere gli
occhi. Non posso vincerla quindi non mi oppongo, chiudo
gli occhi e mi rilasso, fatto questo mi sento ancora meglio.
Sono fermo, ben piantato a terra a gambe divaricate, resto
in attesa, qualcosa dovrà pur succedere. Se c’è da aspettare
aspetto, tanto non ho nessuna fretta. E qualcosa succede.


martedì 25 ottobre 2016

SEGNALAZIONE - JESSICA VERZELLETTI- LUCIFER E I CAVALIERI DELLA LUCE.

Ciao a tutti,
Eccomi oggi con una nuova segnalazione.
Devo dire che da quello che sto leggendo, dal modo in cui é scritto, lo metto nella mia lista dei desideri.

Ma conosciamo l'autrice: Chi è Jessica Verzelletti?

Jessica Verzeletti, nasce il 24 Ottobre 1990 a Brescia. Attualmente vive a Sarnico.
Scrive da più di 10 anni, collaborando con una collega al Sussurro dei Libri, alla stesura di romanzi scritti a quattro mani, ma da un pò di tempo ha deciso di intraprendere una strada idipendente.
Il suo primo romanzo d’esordio scritto in Self Publishing: Lucifer ed i Cavalieri della Luce é stato recentemente pubblicato in seconda edizione dalla casa editrice Lettere Animate Edizioni.
È un' appassionata di angeologia, praticante di paganesimo, discipline olistiche e cristalloterapia, tanto che sta seguendo un percorso di crescita personale con l’associazione “ATLA". 




Blog di collaborazione: www.ilsussurrodeilibri.altervista.org



TRAMA DEL LIBRO LUICIFER ED I CAVALIERI DELLA LUCE

Eva è una giovane strega e cacciatrice, ed insieme al suo amico fidato Jason si trovano ad affrontare i disagi che la Grande Guerra ha diffuso sulla Terra con i suoi influssi. Il mondo degli inferi si sta fondendo con quello umano, creando caos e follia ovunque. I due amici si confronteranno direttamente con "La Stella del mattino" svelandone i segreti e collaborando per ristabilire l'equilibrio del Mondo, prima che sia troppo tardi. Lucifer si dimostra fin da subito una creatura particolare ed avvolta dal mistero. Lui non ha ricordi del suo passato, ma qualcosa è nascosto dietro al suo sguardo glaciale, all'apparenza così potente e freddo e la calunnia delle genti l'ha portato a non sapere più chi fosse veramente. Con l'aiuto del "Libro della Luce" i nostri eroi dovranno cercare e risvegliare i "Cavalieri della Luce": i Dententori del Potere più grande che esista al mondo per portare l'intera esistenza alla salvezza. Con tante emozioni e colpi di scena Eva e Jhon arriveranno a scoprire la vera natura di Lucifer...
Il nome "Lucifer " significa "Portatore di Luce". Quindi perchè temerlo così tanto?

ESTRATTI:

«Non hai timore di questi posti?» chiese, incominciando a camminare lungo il corridoio che divideva la lunga ed enorme libreria. Potevano sentire solo le loro due voci sussurrate e vedere i loro occhi dai pertugi tra una mensola e l’altra.
«Perché mi fai una domanda del genere?» osservò Lucifer, seguendola passo passo; la sua camminata era talmente felpata che nemmeno se ne percepiva il movimento in quegli istanti.
«In alcuni di questi libri potrebbero essere custodite molte cose su di te, sulla tua vita, i tuoi segreti, per distruggerti, per conoscerti, cose vere, menzogne. Tutto questo ti è indifferente?»
Ci fu un lungo silenzio, così lungo che portò Eva a pensare che forse aveva parlato troppo e che Lucifer se ne fosse andato perché non voleva più sentire le sue chiacchiere, quindi si fermò e guardò verso la libreria, ma lo vide ancora lì, non se n’era andato. Di nuovo rivide quello sguardo che le era ancora capitato di notare tutte quelle volte che si erano scontrati: durante quell’ultimo scontro che l’aveva portata a prendere Lucifer con sé. Era un velo di tristezza, malinconia per un qualcosa che non sapeva spiegarsi. Il giovane si mise una mano sull’occhio che aveva ancora la vista danneggiata, poi la fece scorrere fino alla fronte e si passò la mano nei capelli e rimase lì con lo sguardo verso il soffitto ricoperto di affreschi.
«Dicono e hanno scritto talmente tante cose che nemmeno loro stessi sanno cosa sia vero e cosa no» mormorò. «E forse nemmeno io» concluse abbassando lo sguardo e chiudendo gli occhi.
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Si ritrovarono l’uno davanti all’altra, e di nuovo Eva si sentì in imbarazzo, lo guardò in volto per poco, solo il tempo di dare uno sguardo a quegli occhi azzurro ghiaccio e al viso circondato dai capelli corvini. La differenza d’altezza era parecchia, anche se lei non si riteneva troppo bassa nonostante fosse una donna, la portava lo stesso ad alzare leggermente il capo per guardarlo in volto. Il suo sguardo guizzò velocemente sul fisico statuario, teneva continuamente la giacca di pelle viola aperta ed era impossibile non vedere o far cadere lo sguardo sul fisico, specialmente sull’inizio delle ali tatuate che cadevano dall’inguine in giù. Eva sentì un forte calore in volto e abbassò il capo guardandosi gli stivali sporchi di fuliggine.
«Pensi quindi che io abbia possibilità di scelta? Nonostante tu sappia chi sono?» domandò Lucifer rompendo quel silenzio imbarazzante.
(...) «Ti chiami Lucifer, nel tuo nome vi è il significato di portatore di luce e chiarezza, quindi perché non potresti farlo per te stesso?» ribatté inaspettatamente la giovane.
Lucifer la guardò per qualche istante in modo quasi insistente, mettendo la giovane in soggezione, sembrava quasi stesse per ribattere qualcosa ma le diede le spalle e si avviò lungo il corridoio allontanandosi.
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Il giovane la osservò per qualche istante, fece per ribattere qualcosa ma fu interrotto da un’ennesima scossa di terremoto che fece perfino cadere dei libri dagli scaffali.
«Quanto andrà avanti?» sbottò Jason lamentandosi.
«Finché non risolveremo la questione» esclamò Lucifer afferrando un vaso colmo d’acqua che era stato posto accanto al camino per spegnere le braci. «Spostatevi e spostate i libri prima che si rovinino.»
I due ubbidirono senza chiedere spiegazioni e, appena i libri furono sollevati, Lucifer rovesciò l’acqua sopra al tavolo, creando un leggero strato riflettente. Vi impose poi sopra le mani, da cui si materializzò una luce violacea. Immediatamente, dallo strato d’acqua, iniziarono a comparire delle immagini dell’esterno, come se fosse uno schermo collegato a qualche telecamera sparsa per la città. Jason ed Eva rimasero in silenzio a osservare le immagini scorrere, mentre Lucifer muoveva le mani come se stesse maneggiando uno schermo sensibile al tocco. Lo “schermo” si ingrandiva e rimpiccioliva a piacimento. L’immagine si fermò su uno dei varchi, riconobbe la velatura che separava il mondo umano da quello degli inferi, ma all’improvviso si innalzò una strana nebbia, vide la sua armata intervenire e degli strani fulmini guizzare dal varco per colpire i suoi soldati.
«Cosa sta succedendo?» domandò Eva. «Sono Demoni?»
Lucifer non rispose ma rimase a osservare ancora a lungo, finché dalla nebbia iniziò a rivelarsi un’ombra.


(...) «Io so che nascondi la tua luce e celi un segreto che ti porti dietro dal passato. Avverto la tua tristezza, la tua malinconia, ma dentro di te non vi è odio né rancore. Non sono né una strega né una cacciatrice provetta, ma la mia dote mi permette di entrare nel profondo dell’animo delle persone; prima non sentivo perché non volevo, ero accecata dalla mia ignoranza, ma poi ho cominciato a vedere.»
Lucifer prese la ragazza per le spalle e la allontanò da sé, la guardò con rimprovero.
«Potresti pentirti di ciò che stai facendo» esclamò amaramente. «Non voglio alcun sentimento nei miei riguardi, Eva.» Detto questo si allontanò.
«Non fatevi ammazzare» disse Eva prima che Lucifer scomparisse nell'arcata di pietra che portava ai piani superiori.
























Buona Lettura!!! 









venerdì 21 ottobre 2016

LUCCA COMICS, GIORGIA STAIANO, IL MALE DEGLI AVI

Ciao a tutti,
riparto con questo post con le presentazioni.
Per inaugurare questa nuova carrellata di presentazioni dopo la pausa estiva inizio con  GIORGIA STAIANO  ed il suo libro IL MALE DEGLI AVI.

Il libro é pubblicato da Astro Edizioni  e verrá lanciato al  LUCCA COMICS, da Venerdì 28 Ottobre a Lunedì 1 Novembre.

L'AUTORE:

Giorgia Staiano, terapista occupazionale presso il Centro per l’autonomia di Roma, si occupa di persone con grave e gravissima disabilità.
Per una propria crescita personale e lavorativa è divenuta counselor professionista, conseguendo il titolo presso l’università Tor Vergata.

Da sempre appassionata d’arte, si sperimenta nella pittura, nel teatro e nel fantasy, anche attraverso il cosplay. Crescendo a stretto contatto con la religione buddista, approfondisce negli anni diverse culture e religioni, in particolare quella orientale.


IL LIBRO:

L’umanità ha fallito. La Madre Lios, stanca dei continui soprusi subiti, ha distrutto la razza umana, salvando solo pochi eletti.
Millenni dopo, gli Elit, uno dei sette popoli della Nuova era, proibiscono le emozioni negative. Un giovane, però, viene meno a questo giuramento. Mizar è irascibile, scontroso e in eterno conflitto con se stesso; nulla può contro la sua parte più oscura.
In tutto il mondo, intanto, prende corpo una macabra consapevolezza: i bambini stanno nascendo senza anima. Lios ha mantenuto l’antica promessa.
Un viaggio obbligato di dominio e conquista condurrà Mizar negli angoli più sperduti del globo dove, insieme alla giovane Kaila del popolo guerriero dei Dashu, affronterà i suoi demoni. Il Male degli Avi non ha ancora vinto...





"Le promesse sono state infrante, la fiducia tradita.
L’uomo ha appena firmato la propria condanna..."

















Lo stand di ASTRO EDIZIONI :























BUONA GIORNATA E MI RACCOMANDO LEGGETE, LEGGETE TANTO E SOGNATE!!!


giovedì 13 ottobre 2016

SONO TORNATA CON DELLE NEWS

Si, sono tornata.  Lentamente ritorneranno le presentazioni, le interviste e le recensioni.

Sono stata assente diversi mesi, perché dopo la morte di mio padre la voglia di leggere o scrivere come davvero mi sentivo non ne avevo, sono riuscita ad esorcizzare questo dolore questa settimana, almeno un po', ma questo tipo di dolori non si esorcizzano mai a pieno.
Il tempo passa, da piccola mai avrei pensato di perdere uno dei miei genitori, perché per me loro erano indistruttibili ed eterni.
L'idea della morte di un genitore, la si allontana sempre. È un meccanismo del cervello, ed è una cosa che razionalmente non riusciamo a razionalizzare, la dobbiamo affrontare quando arriva, l'unica cosa che sappiamo per certo è che non saremo mai preparati a questo.

Mi manca mio padre. Mi manca tanto. Lo so che è con me, lo so che è presente e spesso parliamo, però non riesco ad abituarmi alla sua mancanza fisica.

Ho lavorato alla nuova edizione di Orpheus, anche attraverso la nuova veste del primo capitolo della trilogia ho esorcizzato la perdita di mio padre e ieri mi è arrivata la copertina e non vedo l'ora di mostrarvela. Credetemi è davvero stupenda.

Nel frattempo nel gruppo facebook di Sognatori Erranti la scorsa settimana sono stata intervistata.

Ho fatto un reading alla fiera del libro di Turku e penso di partecipare ad un vento alla fiera del libro di Helsinki, dove verrà presentata un'altra antologia, pubblicata da Lecti, con 3 mie poesie all'interno.

L'intervista per Sognatori Erranti la potete trovare nel loro sito. Sonatori Erranti, il sito.
Vi ricordo che, per commentare dovete iscrivervi.

Buona lettura e Buona giornata!


martedì 11 ottobre 2016

AUTUNNO

Era una giornata di autunno.
Fuori le foglie avevano iniziato ad ingiallirsi, le temperature ad abbassarsi e le giornate ad accorciarsi. Ma c’era il sole.
Fra una settimana sarebbe iniziata la stagione degli affitti. Avevamo deciso di affittare la casa ai vacanzieri.
Sapevo che il periodo più richiesto sarebbe stato proprio inizio di autunno e primavera/estate.

Era una sensazione nuova per me questa e come sempre ero divisa in due. Da un lato l’attaccamento alla mia casa, ai miei ricordi, alla mia vita li. Dall'altro, la consapevolezza che vivendo in Finlandia, l’idea di affittarla, mi era sembrata la più giusta. Mio fratello, anche se era stato assente per venti anni da quell'abitazione e dalla nostra vita, aveva avuto una buona idea e l’avevo abbracciata con entusiasmo, fino al momento in cui, la mia vita li, iniziò ad accumularsi in scatoloni che lentamente venivano trasferiti nella soffitta, e di me, non rimaneva più nulla: solo il nome Diana , scritto sul nastro adesivo dei medesimi. E di te, babbo, ancora meno.

Dopo la vendemmia si inizia la raccolta delle olive e quindi Ottobre è il periodo dell’olio buono, della bruschetta con l’aglio...chissà se questi vacanzieri capiranno queste cose? Chissà se approfitteranno del Treno Natura, prima della sospensione invernale, o se andranno a visitare un frantoio, dove potrebbero assaggiare il miglior olio della loro vita; vederlo uscire con quel colore dorato dalle macine...Chissá...

L’autunno porta con se le caldarroste. Le castagne , e le scampagnate che facevamo quando ero piccolo al Vivo D’Orcia per raccoglierle. L’autunno porta con se il castagnaccio. Lo facevi sempre in questo periodo.

Sono passati 3 mesi dalla tua morte ed ancora faccio fatica a pensare alla mia vita senza di te. E faccio fatica a staccarmi dalla casa che abbiamo diviso in questi ultimi 20 anni fra momenti belli e momenti brutti. Fra risate e nervosismi. Fra silenzi che parlavano più di una normale conversazione. Fra piccole soddisfazioni e sacrifici.

È casa mia. E vedo un albero al quale sono state estirpate le radici, e non so ancora, se l’albero in questione sono io o la casa.

Il giorno che l’ospedale mi chiamò per dirmi che eri deceduto, mi sembra lontanissimo, è come se la linea del tempo in cui mi trovo si sia sospesa, fermata all'improvviso nonostante il trascorrere dei giorni, delle settimane, dei mesi.
Penso che sia proprio per questo che stanotte ti ho sognato babbo.
So che era semplicemente un sogno. La percepisco bene la differenza, l’ho sempre percepita bene la differenza fra sogno e contatto. Lo sai anche tu adesso che posso sentirti quando vieni, e ti vedo, e parliamo nonostante sei impegnato a fare chissà quali conti...
Così stanotte ti ho visto seduto al tavolo di cucina. La sigaretta in mano. La tazza del caffellatte di fronte a te ed i biscotti. Ed era proprio Ottobre. Avevi la vestaglia blu che non volevi buttare via nonostante il tempo e le sigarette avevano lasciato il loro marchio, sorridevi, dalla vecchia stufa percepivo il calore, la legna scoppiettava. Alla sera in Ottobre l’accendevi sempre perché dopo una giornata di lavoro al freddo, era bello tornare al torpore di casa e della stufa, ed io ti ho detto:
“Ma allora sei qui...che facciamo adesso? I primi vacanzieri arriveranno fra una settimana...”
Continui a sorridere. Mi rendo conto che sto parlando ad un riflesso statico, che sto conversando con un ricordo e piangendo continuo:
“No non sei qui...ti ho sepolto 3 mesi fa. La cucina è vuota... al tavolo non è seduto nessuno...Non c’è più il caffellatte, non ci sono più i biscotti, il castagnaccio, le caldarroste, il torpore della stufa...

I vacanzieri stanno per arrivare.
Ogni mio ricordo vivo in quella casa, è stato spazzato via da una spennellata...lasciando dentro di me un vuoto terribile, insopportabile con il quale sono costretta a convivere.

© Diana Mistera 11.10.2016





sabato 6 agosto 2016

AMANTI DELL'UNIVERSO- ILENIA LEONARDINI

Recensione Diana Mistera

Ciao a tutti,
Eccomi con una nuova recensione.

Amanti dell'universo è l'ultimo libro uscito di Ilenia Leonardini.

Ho avuto modo di leggere altre opere di questa scrittrice, e devo dire che faccio sempre fatica a leggere i suoi libri. Non perché sono scritti male. Ma perché ho gusti e stile diversi dai suoi.
Faccio fatica a stare dietro alla storia perché sembra di leggere una sceneggiatura invece di un romanzo quindi secondo me, rimane poco spazio alla fantasia del lettore di immergersi totalmente nella storia.  Certo è il suo stile e so che è voluto così, è ciò che distingue Ilenia Leonardini da altri giovani scrittrici. Io amo sognare fra le righe e purtroppo non sono riuscita a farlo durante la lettura.
Mi è sembrato in alcuni punti di leggere il plot invece che il romanzo finito ed editato.

I personaggi sono ben definiti, e la storia è interessante.
Ritengo che sia una lettura indicata ad un pubblico giovanissimo che senz'altro lo apprezzeranno molto più di quanto abbia fatto io.

I repentini cambi di scena come la descrizioni dei personaggi, troppo particolareggiati, appesantiscono un po' la lettura, lascerei, anche in questo caso, più spazio alla fantasia del lettore.
I dialoghi sono ben costruiti.
In alcuni punti, in cui subentra la narrazione, ho potuto apprezzare l'estro della scrittrice e mi sono piaciuti molto.

La Sinossi, secondo me dovrebbe essere rivista.

Consiglio il libro ad un pubblico giovane.

Sinossi:

In un mondo dove Alieni e mezzi Alieni si sono perfettamente integrati con noi Umani, una guerra fra razze sta per scoppiare. Chi vincerà? La natura fredda di alcuni Extraterrestri o l'umanità che potrebbe essersi insediata nei loro cuori? Scopriamolo attraverso la vita della famiglia Sheridan, dei Linx e di tanti altri appassionanti personaggi.

LINK ACQUISTO





Cristiana Meneghin , Le Gemme Dell'Eubale- blogtour

SPLENDIDAMENTE INFRANTA

Custodisco le tue promesse come un’arma carica, e le sferro contro i sogni prima dell’alba. La notte che svanisce muove ancora l'eco di ...